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🇮🇹 CHI È IL RE DEGLI ANIMALI? 🇵🇹 QUEM É O REI DOS ANIMAIS?


🇮🇹 CHI È IL RE DEGLI ANIMALI?

(testo e video in 🇮🇹 italiano)

Una riflessione per la II Domenica del Tempo Comune A (15–1-2023)

> Gv 1,29-34 (L’Agnello di Dio)


I.

Se io vi chiedessi: Chi è il re degli animali? Cosa rispondete?

Penso che la maggioranza di voi risponderebbe: il leone (come ci conferma il disneyano King Lion). Il leone da sempre è considerato un leader, predatore e dominatore (sono forse queste le caratteristiche di un re?).

Ma se io facessi la stessa domanda in Africa, gli africani mi risponderebbero che il re degli animali è l’elefante. Probabilmente non solo per la sua stazza, ma anche per la sua intelligenza (tra i primi 10 animali più intelligenti, l’unico tra “big five” della foresta che appare nella top ten) e forse perché non ha predatori e quindi non teme nessuno (meno i bracconieri).

Ma quel è il criterio per stabilire chi è il re degli animali?

Se il criterio per essere re fosse la mole, ecco che l’elefante dovrebbe lasciare il posto all balenottera azzurra che è lunga circa 30 metri e il peso arriva a 180 tonnellate.

Se il criterio fosse chi uccide più persone, ecco che allora il leone occuperebbe uno degli ultimi posti della corte.

Secondo una classifica pubblicata da Bill Gates ogni anno circa un milione e mezzo di persone vengono uccise dagli animali (un numero irrisorio se pensiamo che ogni anno gli uomini uccidono circa 150 miliardi di animali).

I leoni, che uccidono “solo” un centinaio di persone all’anno, vengono surclassati da ippopotami (500), coccodrilli (1000), scorpioni (3500), cani (che trasmettono la rabbia: stime da 17.000 a 35.000), serpenti (60.000). Ma indovinate chi dovrebbe essere re degli animali, se il criterio fosse quello di uccidere più persone? La zanzara che trasmettendo malaria e dengue uccide più di 800.000 persone all’anno. E più assurdo ancora, chi sarebbe il vice-re? L’uomo, che uccide ogni anno circa 580.000 persone.

Se il criterio per essere re fosse l’intelligenza, ecco che allora il re degli animali sarebbe lo scimpanzé, seguito dal maiale, dal delfino considerato il re dei pesci, il pappagallo, etc.

II.

Io mi son sempre chiesto: perché tra tanti animali che potevano essere scelti per simboleggiare il Re dei Re, cioè Gesù Cristo, sia stato scelto proprio un agnello, che non è tra gli animali più forti, né grandi, né intelligenti… anzi è tra i più fragili e ingenui? Soprattutto nel nostro tempo il simbolo dell’agnello e della pecora non sono simboli esemplari, anzi, come sottolineava Nietzsche parlando di “pecorismo nazareno”, sono simboli disprezzati.

Nell’antichità invece l’agnello era un simbolo importante, anche negli ambienti extra biblici. Nella storia della salvezza abbiamo l’agnello della notte della pasqua ebraica il cui sangue era asperso sugli stipiti, e la figura dell’agnello dello “yom kipppur” (purificazione) dove l’agnello (o il capro espiatorio) era simbolo di salvezza e di riscatto.

Per molte religioni il sacrificio di animali, e anche di persone, era praticato per propiziarsi gli dei o per scongiurare castighi.

Gesù, l’agnello di Dio, non dev’essere però confuso come il capro espiatorio che paga al posto di altri o come un sacrificio di espiazione. Che Dio sarebbe quello che avrebbe bisogno del versamento del sangue del proprio figlio per placare la propria ira? Non è certamente il Dio di Gesù Cristo. Già nell’antico testamento Dio aveva detto “Non voglio sacrifici né offerte”. Lo stesso Gesù aveva mandato all’aria i banchi degli animali da immolare e dei cambiavalute all’ingresso del tempio.

III.

Cristo, agnello di Dio, non è vittima ingenua di una violenza, perché è lui stesso dona la sua vita. Ci mostra come dal male possa nascere il bene.

Anche dagli errori può scaturire il bene. In pedagogia abbiamo la teoria della “pedagogia dell’errore” secondo la quale l’errore è uno strumento importante per imparare e per crescere.

Proviamo a pensare agli errori che abbiamo commesso nella nostra vita non come qualcosa di cui dolersi continuamente e non solo come un’occasione per imparare a non ripetere più gli stessi errori, ma come occasione per fare il bene: proprio per rimediare ad errori fatti ci ritroviamo a fare un monte di bene che forse, se non avessimo sbagliato, non avremmo mai fatto (pensiamo anche alla “Felix culpa” del preconio pasquale).

Anche noi possiamo trasformare esperienze negative, di male, di sofferenza, di ingiustizia… in occasioni per fare il bene. Pensiamo a tanti che hanno subito ingiustizia e si sono trasformati non in paladini del giustizialismo ma della riconciliazione. (Pensiamo per esempio a Nelson Mandela che dopo 27 anni di prigionia non ha ricercato la vendetta ma la riconciliazione e la pace; o alla Santa Paola Elisabetta Cerioli che dalla morte dei suoi figli ha deciso di fondare un istituto per ridare la vita a migliaia di orfani e bisognosi che in altro caso non avrebbero avuto nessun avvenire).

Trasformare il male in bene: questa potrebbe essere una sfida per quest’anno da poco iniziato. Un’offesa, un’ingiustizia, uno sgarbo… facciamoli diventare occasione di cambiamento e di rifioritura della nostra vita.

Molti invece si ostinano nel male e invecchiano e muoiono nel rancore e col desiderio di vendetta. Si crogiolano in un dolore sterile, che non porta a nulla. Così muoiono due volte: non “vivono la vita” ma “muoiono” la vita. Vivono come morti.

IV.

Riprendiamo allora la domanda iniziale: Chi è il re degli animali? O meglio, non solo chi è il Re degli animali, ma il Re di tutto, delle persone, del mondo, dell’universo?

Possiamo concludere che Re non è chi è più forte come il leone, più grande come l’elefante o il più intelligente come lo scimpanzé, ma chi sa amare di più, fino al punto di donare la vita, come l’agnello, o meglio, come l’agnello di Dio, l’unico che toglie il peccato del mondo, l’unico che ama veramente. Solo chi ama dà la sua vita e dà vita.

Per concludere:

Si racconta che sulle Ande una banda di predatori aveva fatto incursione in un villaggio e nella razzia avevano portato via tra i molti beni anche un bambino. Subito gli uomini del villaggio si organizzarono e andarono sui monti per diversi giorni in cerca del bambino, senza però trovarlo. Anche la madre del bambino era andata in cerca e dopo diversi giorni tornò al villaggio col figlio in braccio, mentre tutti gli altri avevano già desistito da tempo. Meravigliati le chiesero: “Come sei riuscita a trovarlo? E perché noi con tutti i mezzi e le ricerche (con la forza e l’intelligenza del leone e dell’elefante) non lo abbiamo trovato?” La donna (con la mansuetudine di un agnello) rispose: “Voi non l’avete trovato perché non era vostro figlio”.


  • Nella musica di fondo: Can You Feel the Love Tonight - The Lion King (Piano Cover by Riyandi Kusuma)


🇵🇹 QUEM É O REI DOS ANIMAIS?

(texto e vídeo em 🇵🇹 português)

Uma reflexão para o II Domingo do Tempo Comum A (15-1-2023)

> Jo 1,29-34 (O Cordeiro de Deus)

I.

Se eu vos perguntasse: Quem é o rei dos animais? O que responderiam?

Penso que a maioria de vós responderia: o leão (como confirmado pelo disneyano King Lion). O leão sempre foi considerado um líder, predador e dominador (serão estas talvez as características de um rei?).

Mas se eu fizesse a mesma pergunta em África, os africanos responderiam que o rei dos animais é o elefante. Provavelmente não só devido ao seu tamanho, mas também devido à sua inteligência (entre os 10 animais mais inteligentes, o único dos “big five” da floresta a aparecer na “top ten”) e talvez porque ele não tem predadores e por isso não teme ninguém (menos os caçadores furtivos).

Mas qual é o critério para quem é o rei dos animais?

Se o critério para ser rei fosse o tamanho, então o elefante teria de dar lugar à baleia azul, que tem cerca de 30 metros de comprimento e pesa até 180 toneladas.

Se o critério fosse quem mata mais pessoas, então o leão ocuparia um dos últimos lugares na corte real.

De acordo com um ranking publicado por Bill Gates, cerca de 1,5 milhões de pessoas são mortas por animais todos os anos (um número “irrisório” se considerarmos que os humanos matam cerca de 150 bilhões de animais por ano).

Os leões, que matam "apenas" cerca de uma centena de pessoas por ano, são superados em número pelos hipopótamos (500), crocodilos (1000), escorpiões (3500), cães (que transmitem raiva: estimativas de 17.000 a 35.000), cobras (60.000). Mas adivinhe quem deveria ser o rei dos animais se o critério fosse matar a maioria das pessoas? O mosquito que transmite a malária e a dengue e mata mais de 800.000 pessoas por ano. E mais absurdo ainda, quem seria o vice-rei? O homem, que mata cerca de 580.000 pessoas todos os anos.

Se o critério para ser rei fosse a inteligência, então o rei dos animais seria o chimpanzé, seguido pelo porco, o golfinho considerado o rei dos peixes, o papagaio, etc.

II.

Sempre me perguntei: porquê, de tantos animais que poderiam ter sido escolhidos para simbolizar o Rei dos Reis, ou seja, Jesus Cristo, foi escolhido um cordeiro, que não é um dos animais mais fortes, maiores ou mais inteligentes... de facto é um dos mais frágeis e ingénuos? Especialmente no nosso tempo, o símbolo do cordeiro e das ovelhas não são símbolos exemplares, de facto, como Nietzsche assinalou ao falar do "ovinismo nazareno", eles são símbolos desprezados.

Na antiguidade, por outro lado, o cordeiro era um símbolo importante, mesmo em círculos não bíblicos. Na história da salvação temos o cordeiro da noite da Páscoa judaica cujo sangue foi aspergido nas ombreiras das portas para escapar do exterminador, e a figura do cordeiro de 'yom kipppur' (purificação) onde o cordeiro (ou bode expiatório) era um símbolo de salvação e redenção.

Para muitas religiões, o sacrifício de animais, e mesmo de pessoas, era praticado para propiciar os deuses ou para evitar castigos.

Jesus, o cordeiro de Deus, não deve, contudo, ser confundido como o bode expiatório que paga no lugar dos outros ou como um sacrifício de expiação. Que tipo de Deus precisaria do derramamento do sangue do seu próprio filho para apaziguar a sua própria ira? Não é certamente o Deus de Jesus Cristo. Já no Antigo Testamento Deus tinha dito: "Não quero sacrifícios nem ofertas". O próprio Jesus tinha revirado as bancas de animais para imolação e os cambistas de dinheiro na entrada do templo.

III.

Cristo, o Cordeiro de Deus, não é a vítima ingénua da violência, pois ele próprio dá a sua vida. Ele mostra-nos como o bem pode nascer do mal.

Mesmo dos erros, o bem pode vir. Na pedagogia temos a teoria da "pedagogia do erro" segundo a qual o erro é um instrumento importante para a aprendizagem e o crescimento.

Tentemos pensar nos erros que cometemos nas nossas vidas não como algo a lamentar continuamente e não apenas como uma oportunidade para aprender a não repetir os mesmos erros novamente, mas como uma oportunidade para fazer o bem: precisamente ao querer compensar os erros que cometemos, encontramo-nos a fazer um monte de bem que talvez, se não tivéssemos cometido erros, nunca teríamos feito (pensemos também no "Félix culpa" do precónio da Páscoa).

Também nós podemos transformar experiências negativas de mal, sofrimento, injustiça... em oportunidades de fazer o bem. Pensemos em tantos que sofreram injustiça e se transformaram não em campeões do justicialismo mas sim da reconciliação. (Pense, por exemplo, em Nelson Mandela que, após 27 anos de prisão, não procurou vingança mas sim reconciliação e paz; ou na Santa Paula Elisabetta Cerioli que após a morte dos seus filhos decidiu fundar um instituto para devolver a vida a milhares de órfãos e aos necessitados que de outra forma não teriam futuro).

Transformar o mal em bem: este pode ser um desafio para este ano que acaba de começar. Uma ofensa, uma injustiça, uma indelicadeza... vamos transformá-las numa oportunidade de mudança e no renascimento das nossas vidas.

Muitos persistem no mal e envelhecem e morrem de ressentimento e de desejo de vingança. Eles chafurdam em tristeza estéril, o que não leva a lado nenhum. Portanto, morrem duas vezes: não 'vivem a vida' mas 'morrem' a vida. Eles vivem como mortos.

IV.

Voltemos então à questão inicial: Quem é o rei dos animais? Ou melhor, não só quem é o rei dos animais, mas o rei de tudo, das pessoas, do mundo, do universo?

Podemos concluir que o rei não é o mais forte como o leão, o maior como o elefante ou o mais inteligente como o chimpanzé, mas aquele que sabe amar mais, ao ponto de dar a sua vida, como o cordeiro, ou melhor, como o cordeiro de Deus, o único que tira o pecado do mundo, o único que ama verdadeiramente. Só aquele que ama dá a sua vida e dá vida.

Para concluir:

A história conta que nos Andes um bando de assaltantes tinha invadido uma aldeia e na roubaria tinha levado entre os muitos bens até uma criança. Imediatamente os homens da aldeia organizaram-se e foram para as montanhas durante vários dias em busca da criança, mas não a encontraram. A mãe da criança também tinha ido em busca e depois de vários dias regressou à aldeia com a criança nos braços, enquanto todas as outras pessoas tinham desistido há muito tempo. Espantados, perguntaram-lhe: "Como conseguiu encontrá-la? E porque é que nós, com todos os nossos meios e buscas (com a força e inteligência do leão e do elefante) não a encontrámos"? A mulher (com a mansidão de um cordeiro) respondeu: “Vós ão a encontraste porque ela não era vosso filho".


  • Na musica de fundo: Can You Feel the Love Tonight - The Lion King (Piano Cover by Riyandi Kusuma)


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