🇮🇹 CHI MI HA TOCCATO IL CUORE? 🇵🇹 QUEM TOCOU O MEU CORAÇÃO? 🇬🇧 WHO TOUCHED MY HEART?



🇮🇹 CHI MI HA TOCCATO IL CUORE?

Una riflessione per la XIII Domenica, T.O. - B. (27–6-2021)

< Mc. 5,21-43 (L’emorroissa e la figlia di Giairo).


I.

Per più di 50 anni ho avuto una rinite cronica che mi ha accompagnato tutti i giorni. Che tipo di rinite si trattasse (allergica, vasomotoria, o altro...) non si è mai capito. Fin da bambino ricordo che mia madre mi portava sempre da tanti medici, otorinolaringoiatri, specialisti, ma non guarivo mai. Ho fatto test allergologici senza risultati, terapie con aerosol, spray, antibiotici... ho preso migliaia di aspirine e antistaminici. Mi hanno operato pure il setto nasale... ma non è servito a nulla. Tutte le mattine mi alzavo con la rinorrea, avevo una febbriciattola, mal di testa, starnuti continui, avevo sempre il fazzoletto in mano. Quando gli studenti della scuola o i ragazzi dell’oratorio facevano delle scenette sui loro professori o direttori, quando rappresentavano me mettevano qualcuno con un fazzoletto in mano, e tutti sapevano che quello ero io.

II.

Qualche anno fa, improvvisamente la rinite è sparita. Da un giorno all’altro. Mi sono alzato e il naso non mi colava. Non avevo il mal di testa né la febbre. Celebrai la messa e durante la messa non soffiai il naso neppure una volta (non era mai successo). A scuola ho fatto lezione senza nessuna interruzione (né per starnutire, né per soffiare il naso). Non mi sembrava vero. E così il giorno dopo, e dopo ancora fino ad oggi. La rinite è miracolosamente sparita. Le scatole di aspirine che prima consumavo settimanalmente ho dovuto buttarle via perché scadeva la validità. Le decine di fazzoletti che mandavo a lavare ogni settimana restavano accumulati nel cassetto e arrivavo al sabato con lo stesso fazzoletto del lunedì prima, intonso.

Cosa sia successo per guarire così improvvisamente non lo so spiegare (così come non si spiegava la malattia per 50 anni): quello che so è che ora è tutt’altra cosa, non c’è paragone tra prima e adesso. La cosa più buffa è che qualche prima della “guarigione” un medico mi aveva detto: non guarirai mai, dovrai convivere con la malattia per tutta la vita. Fattene una ragione. Ed ecco che dopo un po’ la malattia scompare.

III.

Per questo mi risulta molto simpatica quella donna emorroissa del Vangelo di oggi. Certo la sua malattia era molto più grave della mia, ma mi entusiasma la sua tenacia nel voler guarire. Quando sembrava che per lei non c’era più niente da fare (dopo tanti anni, dopo aver consultato tanti medici e dopo aver speso tutti i soldi senza nessun risultato, anzi peggiorando) ecco che appare Gesù, appare la novità e la vita ricomincia.

Anche noi tante volte pensiamo che ormai tutto è già tracciato, definito, o finito e in questo modo lasciamo che la vita ci scorra sopra senza viverla. Se l’emorroissa si fosse rassegnata alla sua condizione e avesse rinunciato a lottare, se se ne fosse fatta una ragione, come mi aveva detto il medico, non sarebbe mai guarita, e avrebbe continuato a vivere la sua vita devastata dalla malattia, fino all’ultimo giorno della sua esistenza. Lei invece ha creduto che quella non era vita degna di essere vissuta, sapeva che avrebbe potuto vivere meglio e quindi ha rischiato il tutto per tutto. Volle toccare Gesù, sapendo che la legge non glielo permetteva, ma per vivere bisogna a volte andare oltre la legge. Toccando Gesù sapeva che non lo avrebbe reso impuro, ma che Lui avrebbe reso pura lei.

IV.

Bellissimo l’istante del tocco raccontato dall’evangelista. Marco dice: “Gesù essendosi reso conto della forza che era uscita da Lui, chiese chi mi ha toccato”. No caro Marco, io penso che Gesù non ha sentito una forza che è uscita da Lui ma una forza che è entrata in Lui. Dopo migliaia di persona che lo avevano già toccato, Gesù per la prima volta si sente toccato veramente, da qualcuno che lo ha toccato con amore, che credeva totalmente in Lui al punto di correre il rischio di venire lapidato per aver infranto la legge. Certo quella donna aveva un interesse concreto, un bisogno materiale da soddisfare, voleva la sua guarigione. Ma sapeva anche che Gesù avrebbe operato non solo la guarigione del corpo, ma una guarigione totale, l’avrebbe resa totalmente pura. È solo l’amore che fa guarire.

V.

Può succedere anche a noi di esserci accalcati dietro a Gesù per molti anni e di non averlo mai toccato veramente, con fede vera, con amore sincero.

Tante volte noi ci accostiamo a Gesù solo per ricevere e mai per dare qualcosa a Lui.

E Gesù sente subito quando qualcuno Lo ama per davvero.

È vero che l’amore di Dio è un amore di carità, gratuito, che non aspetta di essere corrisposto, ma possiamo immaginare che anche Gesù si commuove quando sente di essere amato veramente da qualcuno. Affinché la nostra relazione con Gesù sia qualcosa di speciale, non preoccupiamoci solo di venire amati da Lui ma anche di amarlo veramente, di toccargli il cuore.

VI.

Nella nostra vita non c’è mai nulla di scontato. Fino all’ultimo giorno della nostra esistenza può irrompere la novità di Dio. La cosa importante è lottare sempre, essere tenaci e testardi. Infrangere anche le leggi se fosse necessario, come la donna emorroissa, come Giairo capo di una importante sinagoga che non si esime dal cercare aiuto al “ribelle” Gesù. Non dobbiamo rassegnarci mai a una vita priva di bellezza e di amore. Quando sembra che tutto è morto, arriva Gesù che ci dice “Talita kum”, “Alzati” la vita continua e si rinnova.

Non sprechiamo più il tempo andando dietro a Gesù senza incontrarlo mai veramente, come fanno tanti che fanno ressa attorno a Lui ma non lo amano veramente.

Siamo invece tra quelli pronti a rispondere quando il Signore chiede: “Chi mi ha toccato il cuore?”, “Sono stato io Signore”.

🇵🇹 QUEM TOCOU O MEU CORAÇÃO?

Uma reflexão para o 13º Domingo, T.O. - B. (27-6-2021)

< Mc. 5:21-43 (A mulher hemorrágica e a filha de Jairus).


I.

Durante mais de 50 anos, tive uma rinite crónica que me acompanhava todos os dias. Que tipo de rinite fosse (alérgica, vasomotora, ou outra...) nunca foi compreendido. Desde criança lembro que minha mãe levava-me sempre a muitos médicos, Otorrinolaringologistas, especialistas, mas nunca fiquei melhor. Fiz testes de alergia sem resultados, terapias com aerossóis, sprays, antibióticos... Tomei milhares de aspirinas e anti-histamínicos. Até fui operado ao meu septo nasal... mas isso não ajudou. Todas as manhãs levantava-me com rinorreia, tinha febre, dores de cabeça, espirros a toda a hora, tinha sempre o meu lenço na mão. Quando os alunos da escola ou os rapazes do oratório faziam teatros sobre os seus professores ou directores, quando me representavam colocavam alguém com um lenço na mão, e todos sabiam que era eu.

II.

Há alguns anos, de repente a rinite desapareceu. De um dia para o outro. Levantei-me de manhã e o meu nariz não estava a pingar. Não tive dor de cabeça nem febre. Celebrei a Missa e durante a Missa não assoei o nariz uma única vez (isto nunca tinha acontecido). Na escola fui às aulas sem qualquer interrupção (nem para espirrar nem para me assoar o nariz). Não me parecia real. E assim no dia seguinte, e depois disso até hoje. A rinite desapareceu miraculosamente. As caixas de aspirinas que consumia semanalmente tive de deitar fora por terem expirado o prazo. As dezenas de lenços que enviava semanalmente pra lavanderia permaneciam amontoados na gaveta e chegava no sábado com o mesmo lenço que na segunda-feira anterior, intocado.

Não consigo explicar o que aconteceu para melhorar tão subitamente (tal como não consigo explicar a doença durante 50 anos): o que sei é que agora é algo completamente diferente, não há comparação entre antes e agora. O mais engraçado é que algum tempo antes da "cura milagrosa” um médico me tinha dito: “Nunca melhorará, terá de viver com a doença toda a sua vida. Lidar com isso”. E eis que, passado algum tempo, a doença desaparece.

III.

É por isso que gosto tanto da mulher com hemorragia do Evangelho de hoje. Certamente a sua doença era muito mais grave do que a minha, mas estou entusiasmado com a sua tenacidade em querer sarar. Quando parecia não haver mais nada a fazer por ela (depois de tantos anos de luta, depois de ter consultado tantos médicos e depois de ter gasto todo o dinheiro sem qualquer resultado, aliás piorando cada vez mais) aí vem Jesus, a novidade aparece e a vida recomeça.

Muitas vezes também nós pensamos que tudo já está destinado, definido, ou acabado, e desta forma deixamos a vida fluir sobre nós sem a vivermos. Se a hemorrágica se tivesse resignado ao seu estado e tivesse desistido de lutar, se ela se tivesse resignada, como me tinha dito o médico pra eu fazer, ela nunca teria recuperado, e teria continuado a viver a sua vida devastada pela doença, até ao último dia da sua existência. Em vez disso, ela acreditava que aquela não era uma vida que valesse a pena viver, ela sabia que podia ter vivido melhor e por isso arriscou tudo. Ela queria tocar em Jesus, sabendo que a lei não lhe permitia fazê-lo. Mas para viver é preciso, por vezes, ir além da lei. Ao tocar em Jesus ela sabia que não O tornaria impuro, mas que Ele a tornaria pura.

IV.

Bonito é o instante do toque contado pelo evangelista. Marcos diz: "Tendo Jesus percebido o poder que d'Ele tinha saído, perguntou ‘quem me tocou?’ ”. Não querido Marcos, penso que Jesus não sentiu uma força que saiu d'Ele, mas uma força que entrou n'Ele. Depois de milhares de pessoas que já O tinham tocado, Jesus pela primeira vez sentiu-se verdadeiramente tocado, por alguém que O tocou com amor, alguém que acreditava totalmente Nele ao ponto de correr o risco de ser apedrejado até à morte por violar a lei. Certamente que essa mulher tinha um interesse concreto, uma necessidade material a satisfazer, ela queria a sua cura. Mas ela também sabia que Jesus não só iria curar o seu corpo, mas que a tornaria totalmente pura. Só o amor é que faz a cura.

V.

Também nos pode acontecer que nos tenhamos amontoado atrás de Jesus durante muitos anos e nunca O tenhamos realmente tocado, com verdadeira fé, com amor sincero.

Muitas vezes aproximamo-nos de Jesus apenas para receber e nunca para dar nada a Ele.

E Jesus sente imediatamente quando alguém O ama realmente.

É verdade que o amor de Deus é um amor de caridade, gratuito, que não espera para ser pago, mas podemos imaginar que Jesus também fica comovido quando sente que é verdadeiramente amado por alguém. Para que a nossa relação com Jesus seja algo especial, não nos preocupemos apenas em ser amados por Ele, mas também em amá-Lo verdadeiramente, em tocar o Seu coração.

VI.

Nada nas nossas vidas é tomado como garantido. A novidade de Deus pode irromper até ao último dia das nossas vidas. O importante é lutar sempre, ser tenazes e teimosos. Quebrar as leis se for necessário, como a mulher hemorrágica, como Jairo, o chefe de uma importante sinagoga que não hesitou em procurar ajuda do "rebelde" Jesus. Nunca nos devemos resignar a uma vida desprovida de beleza e de amor. Quando parece que tudo está morto, Jesus chega e diz-nos "Talita kum", "Levanta-te" a vida continua e é renovada.

Não percamos mais tempo a ir atrás de Jesus sem nunca O conhecermos verdadeiramente, como fazem tantos que se aglomeram à sua volta mas não O amam verdadeiramente.

Em vez disso, estejamos entre aqueles que estão prontos a responder quando o Senhor perguntar: "Quem tocou o meu coração?", "Fui eu, Senhor".

🇬🇧 WHO TOUCHED MY HEART?

A reflection for the 13th Sunday, T.O. - B. (27-6-2021)

< Mk 5:21-43 (The hemorrhoissa and the daughter of Jairus).


I.

For more than 50 years I had a chronic rhinitis that accompanied me every day. What kind of rhinitis it was (allergic, vasomotor, or other...) was never clear. Since I was a child I remember my mother always taking me to many doctors, ENT specialists, etc., but I never recovered. I had allergy tests without results, therapies with aerosols, sprays, antibiotics... I took thousands of aspirins and antihistamines. They even operated on my nasal septum... but it didn't help. Every morning I got up with rhinorrhoea, I had a fever, a headache, sneezing all the time, I always had my handkerchief in my hand. When the students at the school or the boys at the oratory made sketches about their professors or headmasters, when they represented me they would put someone with a handkerchief in his hand, and everyone knew it was me.

II.

A few years ago, suddenly the rhinitis disappeared. From one day to the next. I got up and my nose wasn't running. I had no headache or fever. I celebrated mass and during mass I did not blow my nose once (this had never happened). I went to school without any interruption (neither to sneeze nor to blow my nose). It didn't seem real to me. And so it was the next day, and then again until today. The rhinitis has miraculously disappeared. The boxes of aspirins that I used to take on a weekly basis had to be thrown away because their validity expired. The dozens of handkerchiefs that I sent out for washing every week remained piled up in the drawer and I arrived on Saturday with the same handkerchief as the Monday before, untouched.

I can't explain what happened to make me better so suddenly (just as I can't explain the illness for 50 years): what I do know is that now it's something completely different, there's no comparison between before and now. The funniest thing is that some time before the 'cure' a doctor told me: “You will never get better, you will have to live with the disease all your life. Get used to it”. And then, after a while, the disease disappears.

III.

That is why I like very much the woman with haemorrhoea in today's Gospel. Certainly her illness was much more serious than mine, but I am thrilled by her tenacity in wanting to get well. When it seemed that there was nothing more to be done for her (after so many years, after having consulted so many doctors and after having spent all the money without any result, indeed worsening) here Jesus appears, the novelty appears and life begins again.

We too often think that everything is already mapped out, defined, or finished, and in this way we let life pass us by without living it. If the woman had resigned herself to her condition and given up the fight, if she had come to terms with it, as the doctor told me, she would never have been cured and would have continued to live her life devastated by the disease until the last day of her life. Instead, she believed that this was not a life worth living, she knew that she could have lived better and so she risked everything. She wanted to touch Jesus, knowing that the law did not allow her to do so, but in order to live one must sometimes go beyond the law. By touching Jesus she knew that she would not make Him impure, but that He would make her pure.

IV.

The moment of the touch told by the evangelist is beautiful. Mark says: "Jesus, realizing the power that had come out of Him, asked ‘who touched me?’ “. No, dear Mark, I think that Jesus did not feel a force that came out of Him but a force that entered into Him. After thousands of people who had already touched Him, Jesus for the first time felt truly touched, by someone who had touched Him with love, who believed totally in Him to the point of running the risk of being stoned to death for breaking the law. Certainly the woman had a concrete interest, a material need to satisfy, she wanted him to be cured. But she also knew that Jesus would not only heal her body, but would make her totally pure. It is only love that heals.

V.

It can happen to us too, that we have flocked after Jesus for many years and have never really touched Him, with true faith, with sincere love.

Many times we approach Jesus only to receive and never to give anything to Him.

And Jesus immediately feels when someone really loves Him.

It is true that God's love is a love of charity, gratuitous, that does not wait to be paid, but we can imagine that Jesus is also moved when He feels that He is truly loved by someone. In order for our relationship with Jesus to be something special, let us not only be concerned about being loved by Him, but also about truly loving Him, about touching His heart.

VI.

Nothing in our lives is ever taken for granted. Up to the last day of our existence, the newness of God can break through. The important thing is to always fight, to be tenacious and stubborn. We must also break the laws if necessary, like the woman with blood poisoning, like Jairus, head of an important synagogue, who did not hesitate to seek help from the "rebel" Jesus. We must never resign ourselves to a life devoid of beauty and love. When it seems that everything is dead, Jesus arrives and tells us "Talita kum", "Get up", life continues and is renewed.

Let us no longer waste time chasing after Jesus without ever really meeting Him, as so many do who crowd around Him but do not really love Him.

Instead, let us be among those ready to respond when the Lord asks: "Who touched my heart?", "It was I Lord".


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