🇮🇹 “COME SPIEGARE IL MARE A CHI VEDE SOLO ACQUA?” - 🇵🇹 “COMO EXPLICAR O MAR A QUEM VÊ SÓ ÁGUA?”

Aggiornato il: gen 31


🇮🇹 “COME SPIEGARE IL MARE A CHI VEDE SOLO ACQUA?”

Una riflessione per la Solennità di S.Maria Madre di Dio (1-1-2021)

< Lc 2,16-21 (Adorazione dei pastori)


I.

All’inizio di ogni anno generalmente si fanno tanti propositi (resolutions) come per esempio fare più movimento, perdere peso, mangiare più salutare, fare un nuovo corso di qualcosa, etc., etc. Ma quest’anno sembra che l’inizio dell’anno sia un po’ sottotono, forse dovuto al lockdown, o forse perché anche l’anno scorso eravamo fiduciosi e animati per un nuovo anno che poi si è rivelato invece funesto (e non solo perché bisesto).

Penso che allora è proprio per questo motivo che quest’anno dobbiamo armarci ancora di più di entusiasmo, perché dopo un anno come quello che abbiamo passato, il nuovo anno non potrà essere che meraviglioso. Non facciamo propositi inutili che tanto sappiamo non compiremo, scegliamo per quest’anno qualcosa di più bello e cioè scegliamo di essere più felici, di amare di più noi stessi.

Amare se stessi è un compito spesso disatteso, ma è la condizione necessaria per essere felici e per amare anche gli altri (Gesù ci dice: “ama il prossimo tuo come te stesso”, e se uno non si ama non potrà amare gli altri).

II.

Amare se stessi è un piacere ma è anche un dovere. Persone infelici non possono amare gli altri, potranno diffondere solamente infelicità.

Impegniamoci quest’anno a guardare noi stessi con occhi diversi, essere contenti di quello che siamo e di quello che abbiamo: quello che manca è sempre infinitamente di più di quello che abbiamo, per questo se guardassimo solamente a ciò che manca allora saremo eterni insoddisfatti.

Essere contenti di noi stessi, per quello che siamo.

Saper vedere la bellezza che sta attorno a noi, e non vedere sempre tutto nero.

III.

Noi carissimi fratelli e sorelle, abbiamo un motivo grandioso per essere felici, la nostra fede in Dio. Non vi dico questo come qualcosa di scontato, che devo dire perché essendo prete questo è il mio mestiere. Ve lo dico perché è vero. Non possiamo illuderci di essere felici se siamo scollegati dalla fonte della felicità. È vero che la fede è un dono, ma è un dono che possiamo chiedere, implorare da Dio, come ciò che da senso, pienezza e quindi felicità alla nostra vita. Una vita senza senso non può essere una vita felice. Facciamo posto a Dio nella nostra vita. Può essere il proposito di quest’anno: scoprire Dio, fare l’esperienza di Dio. È qualcosa di divino.

IV.

Noi siamo esseri divini, creati a immagine e somiglianza di Dio. Per questo anche i nostri desideri sono divini. Non possiamo essere soddisfatti di ciò che è solo materiale, come lo sono gli animali. I nostri cani per esempio, una volta che gli diamo da mangiare, li accarezziamo, soddisfiamo le loro necessità sono a posto. Ma noi non siamo semplici animali, non saremo mai a posto con le sole cose materiali, perché noi siamo divini e solo il divino ci può realizzare e completare.

V.

Quest’anno occupiamoci di più del nostro spirito. Come per il benessere del nostro corpo ci preoccupiamo di quello che mangiamo (non ci nutriamo di porcherie) e di quello che vestiamo (non ci copriamo di stracci) così dobbiamo fare col nostro spirito che si nutre di cose divine, di tutto ciò che è vero, buono e bello.

Cerchiamo di essere persone vere, che rifuggono da ogni finzione e bugia sapendo che solo la verità ci renderà liberi.

Cerchiamo di seguire il bene, di fare il bene e di dire il bene, cioè di benedire, conforme la benedizione di Aronne che abbiamo sentito nella prima lettura. Facciamo un proposito di dire solo parole buone e piuttosto di dire il male (male dire) o dire cattiverie o parole inutili, facciamo silenzio.

Infine, il nostro spirito, oltre che nutrirsi di ciò che è vero e buono, deve nutrirsi di ciò che è bello.

VI.

La bellezza è un balsamo per il nostro spirito. In modo speciale l’arte ci avvicina a Dio, è uno strumento col quale Dio accarezza la nostra anima. Quindi evitiamo di nutrirci di bruttezza e raffiniamo il nostro gusto estetico, abbelliamo le nostre case e condomini con gusto, visitiamo musei e monumenti che raffinano la nostra vita. Per esempio, vivere a Roma e non uscire mai per visitare la sua grande bellezza fatta di piazze, musei e chiese... è un crimine. Sarebbe come essere seduto a un ristorante pluristellato e non mangiare nulla.

Raffiniamo il nostro gusto musicale ascoltando ottima musica, non dico solo la classica ma anche quella di tanti musicisti e cantanti che sono dei veri artisti, e non deturpiamo le nostre orecchie con rumori e rutti spacciati per musica. Guardiamo i grandi e bei film e non le porcherie o sconcezze che propinano tv e internet, o le tante telenovele di basso gusto o tanti programmi inutili che vomitano solo stupidaggini e volgarità. Leggiamo grandi libri di letteratura e di formazione che nutrono lo spirito e non sprechiamo tempo leggendo del pattume. Noi meritiamo molto di meglio, non cibiamoci di bassezze.

VII.

Manteniamo sempre viva la capacità di stupirci, come le persone che abbiamo udito nel Vangelo di oggi, che si stupivano nell’udire ciò che i pastori raccontavano di aver visto e udito. Come Maria che in pochi giorni rimase meravigliata da ciò che dicevano i pastori, per la visita dei maghi dell’oriente, per ciò che disse Simeone, etc. Si tratta dello stupore e della meraviglia che proviene da chi è connesso con la Bellezza Assoluta. Maria la madre di Dio che si meraviglia, come lo stesso Dio che dopo aver creato l’universo e l’uomo, rimase stupefatto per tanta bellezza come ci racconta il libro della Genesi.

VIII.

Chiediamo a Dio il dono della meraviglia e dello stupore, che sono virtù divine. Ci sono tanti purtroppo che non si meravigliano mai di niente.

Tanti anni fa ero missionario in Brasile e tutti quelli che venivano a trovarci li portavamo a visitare le famose e meravigliose cascate do Iguaçu, che sono considerate lo spettacolo più grande della natura a livello mondiale, con 170 cascate, il più grande volume di acqua, paesaggi mozzafiato e passerelle che ti portano sotto le cascate fino alla “garganta do diabo”. Generalmente tutti rimanevano stupefatti. Ma ricordo però il commento di un signore che rimase totalmente indifferente e disse “È solo acqua che cade”. 😳 L’incapacità di stupirsi di fronte a cose meravigliose è la disgrazia peggiore che l’essere ciechi, sordi o muti.

E per i molti che sono indifferenti di fronte a Dio, la Grande Bellezza, cosa possiamo fare, oltre che dispiacerci? Ben poco. Come spiegare il mare a chi vede solo acqua? 🤷🏽‍♂️

IX.

Vorrei concludere con versi sublimi scritti dal divino poeta (Dante, di cui quest’anno ricorre il settimo centenario), i versi più belli scritti per la Madre di Dio:

“Vergine madre, figlia del tuo Figlio,

Umile ed alta più che creatura,

Termine fisso d'eterno consiglio.

Tu sé colei che l'umana natura

Nobilitasti sì, che il suo Fattore

Non disdegnò di farsi sua fattura”.


🇵🇹 “COMO EXPLICAR O MAR A QUEM VÊ SÓ ÁGUA?”

Uma reflexão para a solenidade de Santa Maria Mãe de Deus, 1-1-2021

<Lc 2: 16-21 (Adoração dos pastores)


I.

No início de cada ano, muitas resoluções são geralmente tomadas, como fazer mais exercícios, perder peso, comer mais saudável, fazer um novo curso de alguma coisa, etc., etc. Mas este ano parece que o início do ano está um pouco abatido, talvez devido ao lockdown, ou talvez porque mesmo no ano passado estivemos confiantes e animados para um novo ano que depois se revelou fatal (e não só porque bisesto).

Acho então que é justamente por isso que este ano devemos nos armar ainda mais com entusiasmo, porque depois de um ano como o que já passamos, o ano novo só pode ser maravilhoso. Não tomamos resoluções inúteis que sabemos tanto que não cumpriremos, escolhemos algo mais bonito para este ano, ou seja, optamos por ser mais felizes, por nos amarmos mais.

Amar a si mesmo é uma tarefa muitas vezes negligenciada, mas é condição necessária para ser feliz e amar também os outros (Jesus nos diz: "ame o próximo como a si mesmo", e se alguém não se ama não poderá amar os outros) .

II.

Amar a si mesmo é um prazer, mas também um dever. Pessoas infelizes não podem amar os outros; elas podem apenas espalhar a infelicidade.

Vamos nos comprometer este ano a nos olharmos com outros olhos, a sermos felizes com o que somos e temos: o que falta é sempre infinitamente mais do que temos, portanto, se olharmos apenas para o que falta, ficaremos eternamente insatisfeitos. .

Ser feliz com nós mesmos, por quem somos.

Saber ver a beleza que está ao nosso redor, e não ver sempre tudo de preto.

III.

Nós, queridos irmãos e irmãs, temos um grande motivo para sermos felizes, a nossa fé em Deus. Não vos digo isto tanto por dizer, e nem porque é o meu trabalho porque sou padre. Digo isso porque é verdade. Não podemos nos iludir em ser felizes se estivermos desconectados da fonte da felicidade. É verdade que a fé é um dom, mas é um dom que podemos pedir, implorar a Deus, como algo que dá sentido, plenitude e portanto felicidade à nossa vida. Uma vida sem sentido não pode ser uma vida feliz. Abrimos espaço para Deus em nossa vida. Pode ser o propósito deste ano: descobrir Deus, experimentar Deus.Isso é algo divino.

IV.

Somos seres divinos, criados à imagem e semelhança de Deus, por isso os nossos desejos também são divinos. Não podemos ficar satisfeitos com o que é apenas material, como os animais. Nossos cães, por exemplo, uma vez que os alimentamos, os acariciamos, satisfazemos suas necessidades, eles ficam bem. Mas nós não somos simples animais, nunca estaremos bem apenas com as coisas materiais, porque somos divinos e só o divino pode nos realizar e completar.

V.

Este ano vamos cuidar mais do nosso espírito. Se para o bem estar do nosso corpo nos preocupamos com o que comemos (não nos alimentamos com porcarias) e com o que vestimos (não nos cobrimos com trapos) devemos fazer o mesmo com o nosso espírito, e alimenta-lo com coisas divinas, com tudo o que é verdadeiro, bom e bonito.

Tentamos ser pessoas verdadeiras, que evitam todas as ficções e mentiras, sabendo que apenas a verdade nos libertará.

Procuremos seguir o bem, fazer o bem e dizer o bem, isto é, bendizer, conforme a bênção de Arão que ouvimos na primeira leitura. Resolvamos dizer apenas palavras boas e, antes, dizer coisas ruins ou palavras inúteis, calemos.

Enfim, nosso espírito, além de se alimentar do que é verdadeiro e bom, deve-se alimentar do que é belo.

VI.

A beleza é um bálsamo para o nosso espírito. De maneira especial, a arte nos aproxima de Deus, é um instrumento com o qual Deus acaricia nossa alma. Por isso evitamos alimentar-nos de feiúra e afinemos o nosso gosto estético, decoramos as nossas casas e condomínios com bom gosto, visitamos museus e monumentos que refinam a nossa vida. Por exemplo, morar em Roma e nunca sair para visitar sua grande beleza composta por praças, museus e igrejas ... é um crime. Seria como sentar em um restaurante multi-estrelas e não comer nada.

Refinamos o nosso gosto musical ouvindo música excelente, não só a clássica, mas também a de muitos músicos e cantores que são verdadeiros artistas, e não castigamos os nossos ouvidos com ruídos e arrotos tidos como música. Assistimos aos grandes e bons filmes e não à imundície ou besteira que é servida na TV e na Internet, ou as muitas novelas de baixo gosto ou tantos programas inúteis que vomitam apenas estupidez e vulgaridade. Lemos muitos livros de literatura e de treinamento que nutrem o espírito e não perdemos tempo lendo lixo. Merecemos muito melhor, não vamos nos alimentar de baixeza.

VII.

Sempre mantemos viva a capacidade de se maravilhar, como as pessoas que ouvimos no Evangelho de hoje, que ficaram maravilhadas ao ouvir o que os pastores disseram ter visto e ouvido. Como Maria, que em poucos dias ficou maravilhada com o que os pastores disseram, com a visita dos mágicos do Oriente, com o que disse Simeão, etc. É a maravilha e a admiração que vêm de quem está conectado com a Beleza Absoluta. Maria, a mãe de Deus que se maravilha, como o mesmo Deus que, depois de criar o universo e o homem, maravilhou-se de tanta beleza, como nos diz o livro do Génesis.

VIII.

Pedimos a Deus o dom da maravilha e da admiração, que são virtudes divinas. Infelizmente, há muitos que nunca se surpreendem com nada.

Há muitos anos, quando eu era missionário no Brasil, levamos todos que vinham nos visitar para conhecer as famosas e maravilhosas Cataratas do Iguaçu, consideradas o maior espetáculo da natureza do mundo, com 170 cachoeiras, o maior volume de água, paisagens de tirar o fôlego e passarelas que levam sob as cachoeiras até a "garganta do diabo". Geralmente todos ficavam maravilhados. Mas lembro-me, no entanto, do comentário de um senhor que ficou totalmente indiferente e disse: "É só água a cair". 😳 A incapacidade de se maravilhar diante de coisas maravilhosas é a pior desgraça maior do que ser cego, surdo ou mudo.

E pelos tantos indiferentes a Deus, a Grande Beleza, o que podemos fazer além de sentir pena? Muito pouco. Como explicar o mar a quem vê apenas água? 🤷🏽‍♂️

IX.

Gostaria de concluir com versos sublimes escritos pelo poeta divino (Dante, cujo sétimo centenário cai este ano), os mais belos versos escritos para a Mãe de Deus:

“Mãe virgem, filha do teu filho,

Humilde e alta mais do que uma criatura,

Termo fixo de conselho eterno.

Você é aquele que a natureza humana

Enobreceu Ao ponto que seu Criador

não desdenhou em fazer-se sua própria criatura ”.


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