🇮🇹 CRISTIANI-CRETINI? 🇵🇹 CRISTÃOS-CRETINOS?


🇮🇹 CRISTIANI-CRETINI?

(testo e video in 🇮🇹 italiano)

Una riflessione per la XXVIII Domenica del Tempo Comune C (9-10-2022)

< Lc 17,11-19 (I dieci lebbrosi)

I.

Giovedì scorso, all’università LUMSA qui a Roma, ho assistito alla presentazione del libro di Piergiorgio Odifreddi “In cammino, alla ricerca della Verità. Lettere e colloqui con Benedetto XVI”. Prima che parlasse l’illustre matematico, più famoso forse per le sue posizioni contro Dio, la religione e la Chiesa che per le sue ricerche scientifiche, diversi studiosi e personaggi di spicco hanno presentato le loro riflessioni sull’argomento in questione. All’autore che presentava il suo libro in un ateneo cattolico e aperto al dialogo che non ha nessun problema ad accogliere e ascoltare chi ha idee totalmente contrarie, qualcuno si è tolto anche lo sfizio di ricordargli certe sue posizioni ben poco scientifiche come quelle relative all’identificazione da lui fatta di cristiani-cretini, o la sua partecipazione (anche se ha precisato la sua posizione) al boicottaggio della presentazione del discorso di Papa Benedetto XVI all’Università La Sapienza. Certo che voler zittire in un’università la voce dell’altro e quindi chiudersi al confronto, è certamente qualcosa di poco scientifico.

Infine anche il matematico prese la parola, e devo dire che è stato brillante. La conclusione però è che dopo diversi colloqui e lettere scambiate con Papa Benedetto XVI, lui è rimasto nella sua posizione, senza smuoversi di un dito.

Prima di terminare l’evento, a sorpresa è intervenuto l’attore Lino Banfi, che ha fatto anche lui la sua testimonianza riguardo agli incontri avuti con Papa Benedetto XVI, ma con risultati totalmente diversi. Io non ho ancora letto il libro lì presentato e quindi posso dare solo un’impressione iniziale: sentire Odifreddi e Banfi parlare entrambi della Verità, da uno ricercata e dall’altra sperimentata, è stato come sentire qualcuno che conosce tutto sul gelato, gli ingredienti, le proprietà, gli aspetti nutritivi etc. etc., ma non ha mai mangiato un gelato, e dall’altra parte uno che non sa niente di tutte le informazioni scientifiche relative al gelato, ma che lui il gelato l’ha mangiato e ne è rimasto contento.

II.

Anche qui qualcuno starà chiedendosi dove vogliamo parare con questo discorso. Io non so se sono gli eventi che capitano ogni giorno che mi aiutano a leggere il Vangelo o se è il Vangelo che mi aiuta a leggere gli eventi. In ogni caso mi sembra che tutto sia collegato, che ogni cosa sia intrisa di vangelo, di Dio.

Il Vangelo che parla dei dieci lebbrosi guariti ma di uno solo che si salva, mostra come tutti gli uomini ricevono da Dio la possibilità di essere guariti, di vivere la loro vita, ma per salvarsi, quello non dipende già da Dio ma dipende da noi. Gli altri nove guariti, non hanno sentito la necessità di ritornare all’origine della loro vita rinnovata, ma hanno voluto solo vivere. Il samaritano guarito, non così intelligente come gli altri 9 ebrei, non così conoscitore delle scritture, non così “scienziato” e magari secondo Odifreddi, un po’ “cretino”, questi ha saputo non solo cercare ma anche incontrare la Verità.

Non basta sapere tutto sul gelato, bisogna provarlo.

III.

Leggendo il Vangelo di oggi mi sono ricordato dell’esperienza (in parte già raccontata) di quando stavo annegando nell’oceano Atlantico in Brasile insieme ad altri due amici con i quali eravamo andati a nuotare troppo al largo e a causa delle correnti non riuscivamo più a tornare a riva. Per fortuna dei bravi bagnini ci hanno salvato portandoci a riva. Poi con l’ambulanza siamo stati portati all’ospedale dove ci hanno fatto diverse flebo. Dopo qualche ora, usciti dall’ospedale abbiamo deciso di ritornare in spiaggia per ringraziare i bagnini che ci hanno salvato. Loro vedendoci ne rimasero molto sorpresi e ci hanno detto con commozione: “Con tutte le persone che abbiamo salvato finora, voi siete gli unici che siete tornati indietro per ringraziarci”. Per questo capisco lo stupore di Gesù quando dice «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono?».

Penso che quello che ci manca tante volte è riconoscere che tutto quello che abbiamo e siamo è un dono. La gratitudine nasce proprio da questo.

In questi giorni parlando con P. Giorgio di una persona morta anni fa, che abbiamo conosciuto entrambi, lui diceva che quella persona era incapace di dire “grazie”, si sforzava ma la parola gli si strozzava in gola e per questo, concluse P. Giorgio, era una persona infelice. È proprio vero, chi non sa riconoscere la vita come un dono e non sa ringraziare per quello che riceve, è un infelice. Uno che si sente sempre in credito, che non si accontenta, che gli manca sempre qualcosa non può essere felice. Una persona felice ringrazia sempre in ogni circostanza. Un infelice si lamenta sempre, anche su vive nell’oro.

IV.

A volte siamo anche noi come quei nove lebbrosi che anche se la pelle è candida, hanno la lebbra nell’anima, nel cuore. Non sappiamo approfittare di tutto quello che il Signore ci concede, non lo riceviamo come un dono ma qualcosa che ci spetta, proprio come quei 9 guariti che non hanno pensato minimamente a ringraziare chi li ha guariti.

Le occasioni belle nella nostra vita succedono, ma sta a noi saperne fare tesoro.

Odifreddi ha avuto la fortuna di accedere a un uomo straordinario come Papa Benedetto XVI (che come già dissi è uno dei più grandi teologi e filosofi della storia della Chiesa e non solo, e certamente un grande uomo di un’intelligenza di gran lunga superiore a quella del suo interlocutore matematico) eppure non ha incontrato la Verità che sta cercando (Nb. è curioso che nel titolo del suo libro Verità è scritto con la V maiuscola). Dall’altra parte abbiamo Lino Banfi, un cristiano (magari un “cretino” per Odifreddi) per il quale il suo incontro con Papa Benedetto gli ha cambiato la vita (si è addirittura commosso quando raccontava di alcuni momenti vissuti). E mi sorse un dubbio su chi fosse veramente il “cretino”.

Banfi chiuse il suo discorso lanciando scherzosamente a Odifreddi la sfida di spiegare la logica dell’illogicità della sua presenza (di Banfi) a quell’evento. Per me non c’era niente da spiegare: la sua presenza lì era più logica di tante formule matematiche.

Per concludere vorrei citare una frase attribuita al compianto Franco Battiato, anche lui un cercatore della Verità, che disse: “Vedi, a me non interessa sentirmi intelligente ascoltando dei cretini che parlano… preferisco sentirmi cretino ascoltando una persona eccelsa che parla”.

🇵🇹 CRISTÃOS-CRETINOS?

(texto e vídeo em 🇵🇹 português)

Uma reflexão para o XXVIII Domingo do Tempo Comum C (9-10-2022)

< Lc 17:11-19 (Os dez Leprosos)

I.

Na quinta-feira passada, na Universidade LUMSA aqui em Roma, assisti à apresentação do livro de Piergiorgio Odifreddi "No caminho, em busca da Verdade. Cartas e conversas com Bento XVI". Perante o ilustre matemático, que é talvez mais famoso pelas suas posições contra Deus, religião e Igreja do que pela sua investigação científica, vários estudiosos e figuras proeminentes apresentaram os seus pensamentos sobre o assunto em questão. Ao autor, que estava a apresentar o seu livro numa universidade católica aberta ao diálogo e que não tem problemas em aceitar e ouvir aqueles que têm ideias totalmente contrárias, alguém lhe recordou de algumas das suas posições menos que científicas, tais como a sua identificação dos cristãos como cretinos (idiotas), ou a sua participação (embora tenha especificado a sua posição) no boicote à apresentação do discurso do Papa Bento XVI na Universidade La Sapienza. Querer silenciar a voz do outro numa universidade e assim fechar-se ao confronto é certamente algo não científico.

Finalmente o matemático também tomou a palavra, e devo dizer que ele foi brilhante. A conclusão, porém, foi que após várias conversas e cartas trocadas com o Papa Bento XVI, ele permaneceu na sua posição, sem nenhuma mudança.

Antes de terminar o evento, o actor Lino Banfi interveio surpreendentemente, e também deu o seu testemunho sobre os seus encontros com o Papa Bento XVI, mas com resultados totalmente diferentes. Ainda não li o livro aí apresentado, pelo que só posso dar uma primeira impressão: ouvir Odifreddi e Banfi falar ambos da Verdade, o primeiro ainda a procura e o outro que já a encontrou, foi como ouvir alguém que sabe tudo sobre sorvetes, os ingredientes, propriedades, aspectos nutricionais, etc., etc., mas nunca comeu um sorvete, e por outro lado alguém que nada sabe sobre toda a informação científica relativa aos sorvetes, mas que comeu comeu o sorvete e ficou contente com isso.

II.

Alguns talvez perguntar-se-ão aonde queremos ir com este discurso. Não sei se são os acontecimentos que aparecem todos os dias que me ajudam a ler o evangelho ou se é o evangelho que me ajuda a ler os acontecimentos. Em qualquer caso, parece-me que tudo está ligado, que tudo está impregnado no Evangelho, em Deus.

O Evangelho que fala dos dez leprosos que são curados mas apenas de um que é salvo, mostra como todos os homens recebem de Deus a possibilidade de serem curados, de viverem as suas vidas, mas para serem salvos não depende de Deus mas de nós. Os outros nove que foram curados, não sentiram a necessidade de regressar à origem da sua vida renovada, apenas queriam viver. O samaritano curado, não tão inteligente como os outros nove judeus, não tão conhecedor das escrituras, não tão 'cientista' e talvez segundo Odifreddi, um pouco 'cretino', este sabia não só procurar mas também encontrar a Verdade.

Não é suficiente saber tudo sobre sorvetes, é preciso prová-lo.

III.

A leitura do Evangelho de hoje lembrou-me da experiência (em parte já narrada) de quando me afogava no Oceano Atlântico no Brasil com dois outros amigos com quem tínhamos ido nadar demasiado longe da beira e devido às correntes já não podíamos regressar à costa. Felizmente, os bons salva-vidas salvaram-nos, trazendo-nos para terra. Depois fomos levados de ambulância para o hospital onde nos deram vários IVs (soro). Após algumas horas, saímos do hospital e decidimos regressar à praia para agradecer aos salva-vidas que nos salvaram. Ficaram muito surpreendidos quando nos viram e disseram com emoção: 'De todas as pessoas que salvámos até agora, vocês são os únicos que voltaram para nos agradecer'. É por isso que compreendo o espanto de Jesus quando diz: "Não foram dez os que foram limpos? E onde estão as outras nove?"

Penso que o que tantas vezes nos faz falta é reconhecer que tudo o que temos e somos é um dom. A gratidão deriva precisamente disto.

Nestes dias, quando eu estava a falar com o meu co-irmão Padre Giorgio sobre uma pessoa que morreu há anos atrás, que ambos conhecíamos, ele disse que essa pessoa era incapaz de dizer "obrigado", tentava mas a palavra engasgou-se na sua garganta e por esta razão, concluiu o Padre Giorgio, ele era uma pessoa infeliz. É de facto verdade, quem não sabe reconhecer a vida como um presente e quem não sabe dar graças pelo que recebe, é uma pessoa infeliz. Aquele que se sente sempre em crédito, que não está satisfeito, a quem falta sempre algo, não pode estar feliz. Uma pessoa feliz dá sempre graças em todas as circunstâncias. Uma pessoa infeliz queixa-se sempre, mesmo se está a viver em ouro.

IV.

Por vezes nós também somos como aqueles nove leprosos que, embora a sua pele seja limpa, têm a lepra na alma, no coração. Não sabemos como aproveitar tudo o que o Senhor nos concede, não o recebemos como um presente, mas como algo que nos é devido, tal como aqueles nove curados que não pensaram em agradecer àquele que os curou.

As boas oportunidades nas nossas vidas acontecem, mas cabe-nos a nós guardá-las.

Odifreddi teve a sorte de ter acesso a um homem extraordinário como o Papa Bento XVI (que, como já disse, é um dos maiores teólogos e filósofos da história da Igreja e não só, e certamente um grande homem de muito maior inteligência do que o seu interlocutor matemático) e no entanto não encontrou a Verdade que procura (Nb. é curioso que no título do seu livro a Verdade esteja escrita com um V maiúsculo). Do outro lado temos Lino Banfi, um cristão (talvez um 'cretino' segundo Odifreddi) para quem o seu encontro com o Papa Bento XVI mudou a sua vida (ficou mesmo comovido quando relatou alguns dos momentos que viveu). E surgiu uma dúvida em si sobre quem fosse realmente o 'cretino'.

Banfi encerrou o seu discurso com uma brincadeira, desafiando Odifreddi a explicar a ilogicidade da sua presença (de Banfi) nesse evento. Para mim não havia nada a explicar: a sua presença era mais lógica do que muitas fórmulas matemáticas.

Para concluir, gostaria de citar uma frase atribuída ao recém falecido Franco Battiato, também um buscador da Verdade, que disse: "Vês, não estou interessado em sentir-me inteligente a ouvir cretinos a falar... Prefiro sentir-me como um cretino a ouvir uma pessoa excelente a falar".

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