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🇮🇹 EHI SIRI, QUAL È IL SENSO DELLA VITA? 🇵🇹 HEY SIRI, QUAL É O SENTIDO DA VIDA?


🇮🇹 EHI SIRI, QUAL È IL SENSO DELLA VITA?

(testo e video in 🇮🇹 italiano)

Una riflessione per la Solennità Battesimo di Gesù (8-1-2023)

> Mt 3,13-17 (Questi è il Figlio mio, l’Amato)


I.

Voltaire (il famoso scrittore e filosofo francese) disse che un uomo si giudica più dalle domande che pone che dalle risposte che dà. Secondo uno studio, dalle domande poste agli assistenti virtuali come Alexa o Siri, si possono ricostruire le identità degli utenti, i loro gusti preferiti, le loro personalità e addirittura a che nazione probabilmente appartengono (sembra che alcune domande appartengano di più a determinate popolazioni che ad altre).

Le domande che facciamo rivelano molto su chi siamo. Per esempio, se uno chiedesse: “Perché dovremmo dare alle donne il diritto di voto?” Rivela una mentalità maschilista. O se si chiedesse: “Gli uomini di colore hanno l’anima?” Rivelerebbe una mentalità razzista. Oppure se uno chiedesse: “Perché è bene sposarsi?” Probabilmente riflette una visione negativa del matrimonio.

Così pure quei genitori che chiedono: “Perché devo battezzare mio figlio? Non è meglio che scelga lui quando crescerà?”, rivelano che non sanno o non hanno capito cos’è il Battesimo.

II.

Papa Benedetto XVI in un suo discorso del 2012 sul battesimo rispondeva esattamente a queste domande sul Battesimo ai bambini:

«Queste domande mostrano che non vediamo più nella fede cristiana la vita nuova, la vera vita, ma vediamo una scelta tra altre, anche un peso che non si dovrebbe imporre senza aver avuto l’assenso del soggetto. La realtà è diversa. La vita stessa ci viene data senza che noi possiamo scegliere se vogliamo vivere o no. A nessuno può essere chiesto: "vuoi essere nato o no?". La vita stessa ci viene data necessariamente senza consenso previo, ci viene donata così e non possiamo decidere prima "sì o no, voglio vivere o no". E, in realtà, la vera domanda è: "È giusto donare vita in questo mondo senza avere avuto il consenso: vuoi vivere o no? Si può realmente anticipare la vita, dare la vita senza che il soggetto abbia avuto la possibilità di decidere?". Io direi: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mondo, sia buona, che sia bene vivere, che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio e che sia un vero dono. Solo l’anticipazione del senso giustifica l’anticipazione della vita. E perciò il Battesimo come garanzia del bene di Dio, come anticipazione del senso, del "sì" di Dio che protegge questa vita, giustifica anche l’anticipazione della vita.

Quindi, il Battesimo dei bambini non è contro la libertà. È proprio necessario dare questo, per giustificare anche il dono – altrimenti discutibile – della vita. Solo la vita che è nelle mani di Dio, nelle mani di Cristo, immersa nel nome del Dio trinitario, è certamente un bene che si può dare senza scrupoli».

III.

Ieri nell’omelia per l’Epifania, avevamo meditato sulle ultime parole pronunciate dal Papa emerito Benedetto XVI poco prima di morire, e cioè: “Signore ti amo”. Tutta la sua lunga vita di studi, discorsi, insegnamenti universitari, pubblicazioni, magistero… condensati in sole tre parole “Signore ti amo”.

Ma quali furono le ultime parole di Gesù, prima di ritornare al Padre? “Andate e battezzate tutti i popoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Io sarò con voi fino alla fine del mondo”.

È un comando espresso chiaramente dal Signore che non possiamo disattendere. Per questo la Chiesa è per natura missionaria e va in ogni parte del mondo perché ha ricevuto questa missione direttamente da Gesù. Anche i genitori hanno l’urgenza di compiere questo comandamento del Signore. Per essere genitori non basta mettere al mondo i figli dando loro solo una vita biologica, ma devono proporre anche il senso della vita che è Cristo dal quale e nel quale siamo stati creati. Quindi non si tratta di un optional, come scegliere quale vestiti indossare o quali corsi frequentare, ma scegliere tra donare una vita sensata o insensata. Con parole forti (e in un certo senso scioccanti) Benedetto XVI dice: «E in effetti l’azzardo di vivere nell’ignoranza di un futuro a cui ci si sente estranei può essere giustificato soltanto se si è in grado di offrire al bambino che nasce qualcosa di più della semplice esistenza biologica. Soltanto se insieme alla vita che si affaccia a un futuro indefinibile si sa proporre anche un senso: una forza del bene che è più potente di tutte le eventuali minacce e pericoli a cui il bambino potrà essere esposto. Soltanto se si è in grado di offrire al bambino questa chance è giusto e ha senso decidere di metterlo al mondo». (Ha detto tutto. Non c’è bisogno di aggiungere altro).

IV.

Per scherzo ho chiesto a Siri (l’assistente virtuale della Apple): “Ei Siri, qual è senso della vita?”, e con sorpresa lei mi ha risposto: “Secondo alcuni filosofi del passato il fine ultimo dell’esistenza umana è la felicità” e conclude: “Mi sembra un buon punto di partenza”. Sono d’accordo Siri, è un buon punto di partenza, ma il problema rimane. Per questo ho chiesto: “Ehi Siri, qual è il senso della felicità?”. Ed ecco che la povera Siri, con tutta la sua intelligenza artificiale, non aveva una sua risposta, ma mi ha rimandato alla consultazione di altri siti, i quali non rispondevano alla domanda sul senso della felicità, ma solo dicevano cosa fare per vivere il piacere (che è un’altra cosa).

Il Battesimo che abbiamo ricevuto è un buon punto di partenza per capire il senso della vita, e se vogliamo essere felici, non andiamo a chiedere alle varie Siri o Alexa o pseudo guru di internet, ma rivolgiamoci direttamente alla fonte della felicità, a quel Figlio Amato che ha riempito Dio stesso di felicità (“in lui ho posto il mio compiacimento”).


  • Nella musica di fondo: Elisa - Eppure sentire - Un senso di te (piano cover - G)


🇵🇹 HEY SIRI, QUAL É O SENTIDO DA VIDA?

(texto e vídeo em 🇵🇹 português)

Uma reflexão para a Solenidade do Baptismo de Jesus (8-1-2023)

> Mt 3,13-17 (Este é o meu Filho, o Amado)


I.

Voltaire (o famoso escritor e filósofo francês) disse que um homem é julgado mais pelas perguntas que faz do que pelas respostas que dá. Segundo um estudo, a partir das perguntas feitas a assistentes virtuais como Alexa ou Siri, podemos reconstruir as identidades dos utilizadores, os seus gostos preferidos, as suas personalidades e mesmo a que nação provavelmente pertencem (parece que algumas perguntas pertencem mais a certas populações do que outras).

As perguntas que fazemos revelam muito sobre quem somos. Por exemplo, se alguém perguntar: "Porque devemos dar às mulheres o direito de voto?” Revela uma mentalidade machista. Ou se alguém perguntar: "Será que os negros têm alma?” Revelaria uma mentalidade racista. Ou se alguém perguntar: "Porque seria bom casar?" Reflectiria provavelmente uma visão negativa do casamento.

Assim também os pais que perguntam: "Porque tenho de baptizar o meu filho? Não será melhor para ele escolher sozinho quando crescer?" revelam que não sabem ou não compreenderam o que é o Baptismo.

II.

O Papa Bento XVI, num discurso sobre o Baptismo em 2012, respondeu exactamente a estas perguntas sobre o Baptismo às crianças:

"Estas perguntas mostram que já não vemos na fé cristã a nova vida, a verdadeira vida, mas vemos uma escolha entre outras, mesmo um fardo que não deveria ser imposto sem ter tido o consentimento do sujeito. A realidade é diferente. A própria vida é-nos dada sem que possamos escolher se queremos ou não viver. Não se pode perguntar a ninguém, "queres nascer ou não? A própria vida é-nos necessariamente dada sem consentimento prévio, é-nos dada desta forma e não podemos decidir antecipadamente "sim ou não, eu quero viver ou não". E, de facto, a verdadeira questão é: "Será correcto dar vida neste mundo sem ter tido o consentimento: quer viver ou não? Será realmente possível antecipar a vida, dar vida sem que o sujeito tenha tido a oportunidade de decidir". Eu diria: só é possível e só é correcto se, com a vida, pudermos também dar a garantia de que a vida, com todos os problemas do mundo, é boa, que é bom viver, que há uma garantia de que esta vida é boa, que é protegida por Deus e que é um verdadeiro dom. Apenas a antecipação do sentido justifica a antecipação da vida. E assim o Baptismo como garantia do bem de Deus, como antecipação do sentido, do "sim" de Deus que protege esta vida, também justifica a antecipação da vida.

Assim, o baptismo infantil não é contra a liberdade. É precisamente necessário dar isto, para justificar até mesmo o - caso contrário questionável - dom da vida. Só a vida que está nas mãos de Deus, nas mãos de Cristo, imersa no nome do Deus trino, é certamente um bem que pode ser dado sem escrúpulos".

III.

Ontem, na homilia da Epifania, meditámos sobre as últimas palavras proferidas pelo Papa Emérito Bento XVI pouco antes da sua morte, nomeadamente: 'Senhor, te amo’. Toda a sua longa vida de estudos, discursos, ensinamentos universitários, publicações, magistério... condensada em apenas três palavras: "Senhor, te amo”.

Mas quais foram as últimas palavras de Jesus antes de voltar para o Pai? "Ide e baptizai todas as nações em nome do Pai e do Filho e do Espírito Santo. Eu estarei convosco até ao fim do mundo".

É uma ordem claramente expressa pelo Senhor que não podemos descurar. É por isso que a Igreja é missionária por natureza e vai a todas as partes do mundo porque recebeu esta missão directamente de Jesus. Os pais também têm a urgência de cumprir este mandamento do Senhor. Para serem pais não basta trazer crianças ao mundo dando-lhes apenas uma vida biológica, mas também devem propor o sentido da vida que é Cristo de quem e em quem fomos criados. Portanto, não é um extra opcional, como escolher que roupa usar ou que cursos frequentar, mas sim escolher entre dar uma vida significativa ou sem sentido. Em palavras fortes (e de certa forma chocantes), Bento XVI diz: "E de facto, o risco de viver na ignorância de um futuro ao qual nos sentimos alienados só pode ser justificado se formos capazes de oferecer à criança que nasce algo mais do que uma simples existência biológica. Só se, juntamente com a vida que enfrenta um futuro indefinível, se for também capaz de oferecer significado: uma força para o bem que seja mais poderosa do que todas as ameaças e perigos possíveis a que a criança possa estar exposta. Só se formos capazes de oferecer à criança esta oportunidade é correcto e faz sentido decidir trazê-la para o mundo". (Ele disse tudo. Não há necessidade de acrescentar mais).

IV.

Brincando perguntei à Siri (assistente virtual da Apple): “Hey Siri, qual é o sentido da vida?”, e para minha surpresa ela respondeu: "Segundo alguns filósofos do passado, o fim último da existência humana é a felicidade" e concluiu: "Isso parece ser um bom ponto de partida". Concordo Siri, é um bom ponto de partida, mas o problema mantém-se. Foi por isso que perguntei: “Hey Siri, qual é o sentido da felicidade?” E eis que a pobre Siri, com toda a sua inteligência artificial, não teve a sua própria resposta, mas encaminhou-me para outros sítios, que não responderam à pergunta sobre o sentido da felicidade, mas apenas disseram o que fazer para viver o prazer (o que é outra coisa).

O Baptismo que recebemos é um bom ponto de partida para compreender o sentido da vida, e se queremos ser felizes, não vamos perguntar aos vários gurus de internet, ou à Siri, ou à Alexa, mas dirigimo-nos directamente à fonte da felicidade, àquele Filho Amado que encheu o próprio Deus Pai de felicidade ("Este é o meu Filho amado, em quem me comprazo").

- Na música de fundo: Elisa - Eppure sentire - Un senso di te (piano cover - G)


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