🇮🇹 IL DUBBIO DI AMLETO 🇵🇹 A DÚVIDA DE HAMLET


🇮🇹 IL DUBBIO DI AMLETO.

(testo in italiano)

Una riflessione per la XIII Domenica del Tempo Comune -C (26-6-2022)

< Lc 9,51-62 (Non voltarti indietro)

I.

"Essere o non essere"? (To be or not to be?), chi non ha mai sentito questa espressione?

E' la famosa domanda di Amleto, il protagonista del capolavoro assoluto di Shakespeare e una delle opere di letteratura più grandi di tutti i tempi. Il giovane principe Amleto si trova in un dubbio tremendo: da una parte sembra risoluto nel voler vendicare suo padre re, ucciso dal fratello che ha poi usurpato il suo trono e prese in moglie la cognata regina; dall'altra parte però procrastina continuamente l'azione, assalito da un'indecisione che lo perseguiterà fino alla fine. Fu così che venne coniato il termine "amletico" per definire chi è sempre dubbioso e non prende mai una decisione.

II.

Anche il vangelo di oggi ci parla di altri Amleto, di persone che da un lato sono accattivati dalla chiamata di seguire il Signore, ma dall'altro lato sono troppo legati ai genitori, alla famiglia o al mondo e così procrastinano all'infinito una decisione che dovrebbe essere presa immediatamente.

Se come abbiamo visto domenica scorsa, Enea avesse tentennato nel prendere la sua decisione, sarebbe stato in poco tempo incenerito dalle fiamme con tutta la sua famiglia. E se dicevamo anche che Enea è ciascuno di noi, perché anche noi come lui ci riconosciamo nel desiderio di vita, di umanità, di gratitudine verso il passato, possiamo dire che anche Amleto siamo ciascuno di noi, ogniqualvolta che dobbiamo fare delle scelte importanti e non ci decidiamo mai.

III.

Meraviglia non poco il Gesù che abbiamo ascoltato nel vangelo di oggi. Di solito è molto comprensivo con tutti (come per esempio con i Samaritani che non lo vogliono accogliere, mentre Giovanni e Giacomo li vorrebbero fulminare), ma con quelli che vogliono mettersi alla sua sequela si mostra molto intransigente e addirittura insensibile, fino al punto da esonerare i figli dagli obblighi verso la famiglia, come il caso del seppellimento dei genitori o del congedo prima di abbandonarli.

Sembra anche che voglia scoraggiarli ricordando loro che andando dietro a Lui diventeranno degli homeless, dei senzatetto (senza tana e senza nido) perché la loro casa è il mondo e ogni luogo del mondo è la propria casa (vi ricordate quando vi disse che dobbiamo essere come le tartarughe o le lumache, che in qualsiasi luogo vadano sono sempre a casa)

IV.

Gesù vuole delle decisioni rapide, non vuole che indugiamo. Se in un posto non ci accettano, andiamo da un'altra parte. Bisogna sempre avere delle alternative, dei piano B: se non raggiungiamo la nostra meta per quella strada, prendiamo un’altra strada.

E non serve a niente prendersela con chi ci osteggia, non vale la pena indugiare e perdere altro tempo.

Mi ricordo una strategia che avevo imparato quando ero nelle missioni: quando si trattava di realizzare un progetto, tutto dipendeva dalla prima reazione di coloro ai quali presentavamo il progetto e avevano il potere di decisione. Se il progetto era accettato di buon grado fin da subito ecco che allora valeva la pena di rimanere lì e portare avanti le trattative. Ma se le prime reazioni erano di perplessità, di dubbi, di risposte non chiare, la cosa migliore da fare era quela di lasciar perdere immediatamente, perché quegli eterni indecisi ci avrebbero fatto perdere solo del tempo inutilmente, e dirigersi ad altri destinatari più decisi.

V.

Così anche nella vita, quanti signor Tentenna (come dice la canzone di Carmem Consoli) fanno perdere tempo e ostacolano la realizzazione di progetti, solo purché loro sono incapaci di fare delle scelte chiare. Spesso è meglio prendere una decisione sbagliata e poi correggere il tiro, piuttosto che passare tutta la vita senza prendere nessuna decisione. Il problema maggiore è che questi indecisi spesso si trovano negli organi massimi di decisione, e per il fatto che si sentono incapaci di realizzare quanto è proposto, impediscono anche a chi ne ha la voglia e la capacità, di realizzare quello che loro invece non realizzeranno mai.

VI.

Gesù vuole persone capaci di decisioni coraggiose. Chi tentenna nel seguirlo, senza saperlo ha già deciso che non vale la pena di "rischiare" per il Signore, quindi non decidere è già una decisione. E Gesù non sa che farsene di questi tali. Non sa che farsene dei mammoni che non hanno mai reciso il cordone ombelicale e arrivato alla terza età senza aver deciso cosa fare nella vita.

Spegne subito i fuochi di paglia di chi si entusiasma facilmente sbattendo in faccia la realtà (uscire dal comfort-zone, niente nidi e niente tane) e esigendo una libertà assoluta: se la famiglia ti lascia libero vivi la tua libertà e mantieni un bel rapporto con lei, se ti costringe a fare qualcosa, dagli subito un taglio netto. (Ci sono tanti che non hanno seguito la vita religiosa perché i genitori hanno proibito loro di fare la scelta vocazionale palesemente o influenzando la decisione fomentando giudizi negativi sulla loro scelta). Lo stesso vale quando una persona dice al partner: mi vuoi sposare? Se l'altra persona non risponde subito e tentenna, ha già dato la sua risposta, e cioè "non sono sicuro se ne vale la pena". Allora è meglio lasciar perdere.

La cosa importante è decidersi, altrimenti faremo la fine dell'asino di Buridano che, in preda al dubbio amletico su quale dei due fasci di fieno mangiare, è morto di fame.


🇵🇹 A DÚVIDA DE HAMLET

(texto em português)

Uma reflexão para o 13º Domingo do Tempo Comum -C (26-6-2022)

< Lc 9:51-62 (Não olhar para trás)

I.

"Ser ou não ser? (To be or not to be?), quem nunca ouviu esta expressão?

É a famosa questão de Hamlet, o protagonista da obra-prima absoluta de Shakespeare e uma das maiores obras de literatura de todos os tempos. O jovem príncipe Hamlet encontra-se em tremenda dúvida: por um lado, parece decidido a vingar o seu pai, o rei, morto pelo seu irmão que depois usurpou o seu trono e levou a sua cunhada rainha como sua esposa; por outro lado, no entanto, ele procrastina continuamente a acção, assaltado por uma indecisão que o assombrará até ao fim. Foi assim que o termo “hamletico” foi cunhado para definir quem está sempre em dúvida e nunca toma uma decisão.

II.

O evangelho de hoje também nos fala de outros Hamlets, de pessoas que por um lado são cativadas pelo apelo de seguir o Senhor, mas por outro lado estão demasiado apegadas aos seus pais, à sua família, ou ao mundo, e assim procrastinam indefinidamente uma decisão que deve ser tomada imediatamente.

Se, como vimos no domingo passado, Enéas tivesse hesitado em tomar a sua decisão, ele teria sido incinerado em chamas com toda a sua família em pouco tempo. E se também disséssemos que Enéas é cada um de nós, porque também nós, como ele, nos reconhecemos no nosso desejo de vida, de humanidade, de gratidão para com o passado, podemos dizer que Hamlet também é cada um de nós, sempre que temos de fazer escolhas importantes e nunca nos decidimos.

III.

Maravilhamo-nos com o Jesus que ouvimos no evangelho de hoje. É geralmente muito simpático com todos (como por exemplo com os samaritanos que não o querem receber, enquanto John e James gostaria de os queimar), mas com aqueles que o querem seguir é muito intransigente e até insensível, ao ponto de os exonerar das suas obrigações para com a família, tais como enterrar os seus pais ou tirar uma licença antes de os abandonar.

Jesus também parece querer desencorajá-los recordando-lhes que, indo atrás dEle, ficarão sem casa, sem abrigo (sem cova ou ninho) porque a sua casa é o mundo e cada lugar do mundo é a sua casa (lembram-se quando vos disse que devemos ser como tartarugas ou caracóis, que para onde quer que vão, estão sempre em casa)

IV.

Jesus quer decisões rápidas, ele não quer que atrasemos. Se não formos aceites num lugar, vamos a outro lugar. Devemos ter sempre alternativas, planos B: se não chegarmos ao nosso destino por essa estrada, apanhamos outra estrada.

E não vale a pena chicotear aqueles que se nos opõem; não vale a pena demorar e desperdiçar mais tempo.

Lembro-me de uma estratégia que aprendi quando estava nas missões: quando se tratava de realizar um projecto, tudo dependia da primeira reacção daqueles a quem apresentávamos o projecto e que tinham o poder de decisão. Se o projecto foi aceite de boa vontade desde o início, então valeu a pena permanecer no local e continuar as negociações. Mas se as primeiras reacções foram de perplexidade, de dúvidas, de respostas pouco claras, o melhor a fazer era desistir imediatamente, porque aqueles eternos indecisos só teriam desperdiçado o nosso tempo desnecessariamente, e iriam para outros destinatários mais decisivos.

V.

Assim também na vida, quantos Sr. Tentenna (como diz a canção de Carmem Consoli) perdem tempo e dificultam a realização de projectos, só porque são incapazes de fazer escolhas claras. Muitas vezes é melhor tomar uma decisão errada e depois corrigir o rumo, do que passar toda a vida sem tomar qualquer decisão. O maior problema é que estes indecisos se encontram frequentemente nos órgãos decisórios mais elevados, e devido ao facto de se sentirem incapazes de realizar o que é proposto, impedem mesmo aqueles que têm a vontade e a capacidade, de realizar o que eles chefes nunca realizarão.

VI.

Jesus quer pessoas capazes de tomar decisões corajosas. Aqueles que hesitam em segui-lo, sem o saberem, já decidiram que não vale a pena "arriscar" pelo Senhor, pelo que não decidir já é uma decisão. E Jesus não sabe o que fazer com eles. Ele não sabe o que fazer com os mamoneiros que nunca cortaram o cordão umbilical e chegaram à velhice sem terem decidido o que fazer com as suas vidas.

Apaga imediatamente os fogos instantâneos daqueles que se entusiasmam facilmente jogando a realidade na cara (sair da comfort-zone, sem ninhos e sem covas) e exige liberdade absoluta: se a família o deixa livre, vive a sua liberdade e mantém uma boa relação com ela; se o obriga a fazer algo, corta-o imediatamente. (Há muitos que não seguiram a vida religiosa porque os seus pais os proibiram de fazer a escolha vocacional, quer descaradamente, quer influenciando a decisão, fomentando julgamentos negativos sobre a sua escolha). O mesmo se aplica quando uma pessoa diz a um parceiro: queres casar comigo? Se a outra pessoa não responder imediatamente e hesitar, já deu a sua resposta, nomeadamente "Não tenho a certeza se vale a pena". Então é melhor deixá-la ir.

O importante é tomar uma decisão, senão acabaremos como o burro de Buridan que, na dúvida hamlética sobre qual dos dois fardos de feno comer, morreu de fome.

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