🇮🇹 NON FIORETTI MA FIORI 🇵🇹 NÃO SACRIFÍCIOS, MAS FLORES



🇮🇹

Una riflessione per la I Domenica, Qua.-B (21-02-2021)

< Mc. 1,12-15 (Quaranta giorni di Gesù nel deserto).


I.

A partire dalla metà di febbraio dicono che si può cominciare a seminari fiori al coperto, così con l’arrivo della primavera si potranno già avere dei fiori colorati nel proprio giardino o sul balcone di casa.

Studi scientifici hanno dimostrato che coltivare fiori è un’attività molto salutare sia per il corpo che per la mente. In passato era un’arte alla quale si dedicavano particolarmente le signore anziane, ma ultimamente, con la svolta ecologica degli ultimi anni sembra essere diventata un’attività anche per i più giovani. Anche in alcuni ospedali, soprattutto in Gran Bretagna, ma anche al Gemelli ci sono dei healing gardens, e usano la garden-therapy per curare non solo il corpo ma anche la mente dei pazienti. Oltre ai benefici legati all’attività motoria, ci sono altri effetti favorevoli sullo spirito: aiuta a combattere il disturbi secondari del Coronavirus (anche per i non contagiati) come l’ansia, la depressione, la sedentarietà, l’obesità, i dolori alla schiena, la pressione arteriosa, etc. Vedere spuntare i fiori seminati produce euforia, fa bene all’umore, aumenta l’autostima... e raffina lo spirito (esprit de finesse).

II.

Domenica scorsa dicevo dei benefici derivanti dallo spegnere la TV e dal non leggere giornali (rimette in circolo il cervello, riduce l’ansia, etc...). Oggi invece, all’inizio della quaresima, vi consiglio non di fare fioretti ma di seminare fiori. È già da un anno che stiamo facendo quaresima, da quando è scoppiata la pandemia, quindi è da un anno che facciamo sacrifici. Quando ero in Africa in quaresima non dicevo ai fedeli di non mangiare carne perché durante tutto l’anno la mangiavano molto raramente, quindi dicevo loro: se avete la sorte di avere della carne, mangiatela pure, senza problemi.

Così oggi, dopo un anno di sacrifici, non chiediamo altri sacrifici per questa quaresima, ma facciamo qualcosa di piacevole: seminiamo fiori, coltiviamo fiori, regaliamo fiori... perché i fiori sono simbolo di bellezza, di dolcezza, di serenità... ed è proprio di questo che abbiamo bisogno in questo tempo. Prepariamoci alla Pasqua festeggiando con i fiori la primavera e la vita nuova che rinasce in Cristo, prepariamo un bel giardino o coloriamo i nostri balconi con bellissimi vasi di fiori.

III.

Noi non abbiamo la missione di salvare il mondo. Il mondo è già salvo, l’ha salvato Gesù, proprio il giorno di Pasqua.

Noi invece abbiamo il compito di abbellire il mondo, di farlo diventare più vivibile, e un modo è appunto quello di seminare fiori. Oltre ai fiori veri, quelli del nostro giardino e del terrazzo, dobbiamo seminari altri fiori bellissimi che sono i nostri sorrisi (avendo le mascherine possiamo sorridere con gli occhi), spargere fiori belli che sono le buone e belle parole che possiamo dire agli altri, gli sguardi, gli abbracci...

Durante questa quaresima facciamo allora um po’ di gardening anche nella nostra vita, strappiamo le erbacce, concimiamo la terra, irrighiamo i fiori... facciamo della nostra vita un giardino e non una discarica.

IV.

Il Vangelo di oggi ci dice che lo Spirito sospinse Gesù nel deserto, dove fu tentato da Satana.

Il deserto e le tentazioni quindi non sono qualcosa di negativo (lo Spirito non può spingerci al male) ma qualcosa che fanno parte della vita (40 giorni era un numero simbolico per dire, tutta la vita). Deserto vuol dire spazio vuoto, silenzio, solitudine, dove ognuno deve stare con sé, imparare a stare in piedi da solo, perché se non riesce a stare in piedi da solo userà sempre gli altri come stampelle. Claudio Baglioni nella sua bellissima canzone “Le vie dei colori” diceva che “C’è un viaggio che ognuno fa solo con sé”. Il deserto quindi come un rito di iniziazione, che ci insegna a saper vivere la solitudine (che non è isolamento) come dimensione fondamentale della vita, per imparare a stare in piedi da soli per donarsi poi agli altri e non usare gli altri.

Le tentazioni pure sono momenti di prova importanti per sapere se siamo coerenti o se siamo solo persone che parlano e basta. In questi giorni un amico ha postato su facebook questa frase: “Per te attraverserei i deserti, per te scalerei le più alte montagne, per te navigherei gli oceani. Ci vediamo domani, se non piove”. A parole scaliamo montagne e attraversiamo oceani, ma in concreto, basta una pioggerellina per fermarci.

V.

Nel deserto Gesù stava in compagnia delle fiere e degli angeli.

Le fiere sono simbolo del male (cose cattive, pensieri turpi, azioni malvagie, i peccati del passato...). Gli angeli invece sono simbolo del bene (ricordi belli, belle persone incontrate, esperienze importanti vissute...). Dobbiamo convivere con il bello e il brutto. Saper guardare in faccia i nostri mostri, per prenderne le distanze, per ridimensionarli, per non ripetere gli stessi sbagli, per imparare la lezione. Guardare i nostri angeli, per ricordarci anche di tutto il bene che c’è in noi e tutto ciò che di buono abbiamo fatto nella nostra vita, per godere delle risorse interiori che abbiamo (i nostri angeli) e convincerci che in fondo non siamo così male come pensiamo. Ieri il card.Ruini in un’intervista in occasione del suoi 90 anni diceva che dobbiamo essere positivi e che l’Italia è molto meglio di quello che pensa di essere. Dobbiamo avere fiducia che da questa crisi ne usciremo tutti migliori, è un’occasione che non possiamo disperdere.

VI.

Iniziamo bene la nostra quaresima di quest’anno, entriamo nel deserto con le nostre fiere e i nostri angeli, attraversiamo a testa alta le tentazioni per vincerle e non per dire come quel tale “io resisto a tutto, meno che alle tentazioni”. E nel frattempo non dimentichiamoci di seminare fiori: per questa quaresima quindi niente fioretti ma solo fiori. Se ogni uomo della terra seminasse fiori, anche il deserto fiorirà e diventerà un giardino pieno di colori. Buona quaresima a tutti.

🇵🇹 NÃO SACRIFÍCIOS, MAS FLORES

Uma reflexão para o Iº domingo, Qua.-B (21-02-2021)

<Mc. 1,12-15 (Jesus no deserto).


I.

A partir de meados de fevereiro, dizem que se pode iniciar a semear flores em ambientes internos, assim com a chegada da primavera, você já pode ter flores coloridas no seu jardim ou na varanda de sua casa.

Estudos científicos mostraram que cultivar flores é uma atividade muito saudável para o corpo e a mente. No passado era uma arte a que as senhoras idosas se dedicavam particularmente, mas ultimamente, com a viragem ecológica dos últimos anos, parece ter-se tornada uma atividade também para os mais jovens. Também em alguns hospitais, especialmente na Grã-Bretanha, mas também no Gemelli, há Healing Gardens (jardins de cura), e usam a Garden Therapy (terapia de jardim) para curar não apenas o corpo, mas também a mente dos pacientes. Além dos benefícios relacionados à atividade motora, existem outros efeitos favoráveis ​​ao espírito: ajuda a combater as doenças secundárias do Coronavírus (mesmo para os não infectados) como ansiedade, depressão, sedentarismo, obesidade, dores nas costas, pressão arterial, etc. Ver as flores semeadas brotar, produz euforia, faz bem ao humor, aumenta a autoestima ... e refina o espírito (esprit de finesse).

II.

No domingo passado falei sobre os benefícios de desligar a TV e não ler jornais (faz o cérebro voltar a circular, diminui a ansiedade, etc ...). Hoje, porém, no início da Quaresma, aconselho-vos a fazer não sacrifícios), mas a semear flores. Já estamos fazendo a Quaresma há um ano, desde o início da pandemia, então estamos fazendo sacrifícios há um ano.

Quando estive na África, na Quaresma, não dizia aos fiéis para não comerem carne porque ao longo do ano eles a comiam muito raramente, por isso dizia-lhes de comer carne sem problemas, no caso conseguissem ter.

Por isso, hoje, depois de um ano de sacrifícios, não pedimos outros sacrifícios por esta Quaresma, mas fazemos algo agradável: semeamos flores, cultivamos flores, damos flores ... porque as flores são um símbolo de beleza, doçura, serenidade ... e é exatamente disso que precisamos neste momento. Vamos nos preparar para a Páscoa celebrando a primavera com flores e a nova vida que renasce em Cristo, vamos preparar um lindo jardim ou colorir nossas varandas com lindos vasos de flores.

III.

Nós não temos a missão de salvar o mundo. O mundo já está salvo, Jesus o salvou, justamente no dia da Páscoa.

Em vez disso, temos a tarefa de embelezar o mundo, torná-lo mais habitável, e um modo para fazer isso é justamente semeando flores. Além das flores verdadeiras, as do nosso jardim e terraço, devemos semear outras lindas flores que são os nossos sorrisos (tendo máscaras podemos sorrir com os olhos), espalhar lindas flores que são as boas e belas palavras que podemos dizer aos outros, os olhares, os abraços ...

Nessa Quaresma, fazemos um pouco de jardinagem em nossas vidas também, arrancamos o joio, fertilizamos a terra, regamos as flores ... vamos fazer da nossa vida um jardim e não um aterro.

IV.

O Evangelho de hoje nos diz que o Espírito levou Jesus para o deserto, onde foi tentado por Satanás.

O deserto e as tentações não são, portanto, algo negativo (o Espírito não pode nos empurrar para o mal), mas algo que faz parte da vida (40 dias era um número simbólico para dizer, toda a vida). Deserto significa espaço vazio, silêncio, solidão, onde todos têm que estar consigo mesmos e aprender a ficar sozinho, porque quem não consegue ficar de pé sozinho sempre usará os outros como muletas. Claudio Baglioni em sua bela canção “As ruas das cores” dizia que “Há um caminho que cada um faz só consigo mesmo”. O deserto, portanto, como rito de iniciação, que nos ensina a saber viver a solidão (que não é isolamento) como dimensão fundamental da vida, aprender a ficar sós e depois a doar-se aos outros e a não usar os outros.

Também as tentações são momentos importantes de teste para saber se somos coerentes ou se somos apenas pessoas que falam e basta. Nestes dias um amigo postou esta frase no facebook: “Por você eu cruzaria desertos, por você eu escalaria as montanhas mais altas, por você eu navegaria os oceanos. Até amanhã, se não chover ”. Em palavras, escalamos montanhas e cruzamos oceanos, mas, na prática, uma garoa é suficiente para nos deter.

V.

No deserto, Jesus estava na companhia de feras e anjos.

As feras são o símbolo do mal (coisas más, pensamentos sujos, atos malignos, os pecados do passado ...). Em vez disso, os anjos são um símbolo do bem (belas memórias, belas pessoas conhecidas, experiências importantes vividas ...). Temos que conviver com o bom e o mau. Saber olhar na cara dos nossos monstros, distanciar-nos deles, redimensiona-los, não repetir os mesmos erros, aprender a lição. Olhe para os nossos anjos, também nos lembrar de tudo de bom em nós e de tudo de bom que fizemos em nossas vidas, para desfrutar dos recursos internos que temos (nossos anjos) e nos convencer de que basicamente não somos tão maus quanto pensamos. Ontem, o Card Ruini, numa entrevista por ocasião do seu 90º aniversário, disse que devemos ser positivos e que a Itália é muito melhor do que pensa ser. Devemos ter a confiança de que todos sairemos melhor desta crise, é uma oportunidade que não podemos perder.

VI.

Começamos bem a nossa Quaresma este ano, entramos no deserto com as nossas feras e os nossos anjos, cruzamos as tentações de cabeça erguida para as vencer e não para dizer como o tal "Resisto a tudo, menos às tentações". E, entretanto, não esqueçamos de semear flores: para esta Quaresma, portanto, não sacrifícios, mas flores. Se todo homem na terra semeasse flores, o deserto também floresceria e se tornaria um jardim colorido. Feliz Quaresma a todos.


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