🇮🇹 PROVA DI FIDUCIA 🇵🇹 PROVA DE CONFIANÇA 🇬🇧 PROOF OF TRUST



🇮🇹 PROVA DI FIDUCIA

Una riflessione per la V Domenica TO -C (6-2-2022)

< Lc. 5,1-11 (La pesca miracolosa)

I.

A volte quando sento alla radio o al telegiornale degli spezzoni di qualche discorso e io deduco che stanno parlando del Papa, scopro invece che stanno parlando di Mattarella. Il nostro Presidente che è stato riconfermato questa settimana per un secondo mandato è molto in sintonia con il Papa e nel suo discorso di giuramento, continuamente interrotto dagli applausi, si è rivolto anche al Papa dicendo: “A Papa Francesco, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, rivolgo i sentimenti di gratitudine del popolo italiano”.

In queste serate vedendo alcuni spezzoni di Sanremo, sono stato colpito dal discorso di Drusilla Foer che parla dell’unicità di ogni persona, da Lorena Cesarini che parla di uguaglianza tra tutti gli uomini della terra (anche se il colore della pelle è diverso, tutti hanno il sangue color rosso), da Roberto Saviano che esalta le figure di persone alternative che hanno vissuto per il bene degli altri… un continuo riferimento a quei valori che da sempre il cristianesimo ha difeso e che sono sintetizzati nell’enciclica “Fratelli Tutti “.

II.

Dio si serve di tanti modi diversi per spargere il seme della sua parola.

È sorprendente che Gesù quando chiama i suoi apostoli, come abbiamo sentito anche nel Vangelo di oggi della pesca miracolosa, non va a sceglierli al Tempio o alla sinagoga, ma per strada o sulla riva del mare, tra i pescatori. Se Gesù venisse oggi, dove andrebbe a scegliere i suoi apostoli?

Nel Vangelo Gesù chiede a Pietro di salire sulla sua barca per poter annunciare la sua parola. Ancora oggi chiede dì salire sulla barca di qualcuno per lanciare i suoi messaggi. Allo stesso modo chiede a ciascuno di noi di salire sulla nostra barca. Magari noi pensiamo che Gesù non vorrà mai salire sulla nostra barca, usarci come strumenti dì evangelizzazione, perché ci riteniamo indegni. Lo pensò anche Simone quando disse a Gesù: “allontanati da me perché sono peccatore”.

Ma Simone, tu pensi che il Signore non lo sapeva che eri peccatore? Lo sapeva, e ha voluto ugualmente salire sulla tua barca, e ha voluto fare di te un pescatore d’uomini.

Anche riguardo a noi, Gesù sa che siamo peccatori, e entra ugualmente nella nostra barca e ci chiama a essere suoi “pescatori”. A ciascuno di noi dice come a Simone: “Non temere.” Non solo non gli importa della nostra indegnità, ma ci riempie di ulteriori doni.

III.

Gesù chiese a Simone di salire sulla sua barca, anche se avrebbe potuto risolvere in altro modo, per esempio caminando sulle acque.

Ha rimandato Simone a pescare, quando con una sola parola avrebbe potuto riempire la sua barca di pesci. Gesù ci coinvolge, non ci salva senza di noi, non si sostituisce a noi. E si serve di noi, pur conoscendo benissimo la nostra indegnità, per attirare altre persone a Lui, per diffondere la sua parola, come penso si sia servito in queste sere della Foer, della Cesarini o di Saviano, per diffondere i semi di quelle verità profonde di cui loro si sono fatti portavoce.

Sappiamo riconoscere quindi i messaggi che Dio diffonde ancora oggi nel mondo in tanti modi diversi, e prestiamo anche noi la nostra barca vuota a Gesù, scoprendo in che modo anche noi possiamo contribuire a disseminare i i valori più veri nascosti nel Vangelo. Non trinceriamoci dietro alla scusa che ne siamo indegni, o perché sbagliamo sempre (anche Mamhood e Blanco che hanno vinto stanotte il Festival di Sanremo, nella loro bellissima canzone dicono “Vorrei amarti ma sbaglio sempre”). Dio lo sa molto bene che ne siamo indegni, ciononostante ci chiede di salire sulla nostra barca. E ci chiede di fidarci di Lui, anche quando ci chiede cose che sembrano assurde come di tornare a pescare, stanchi morti, affamati, dopo avere lavorato tutta la notte, senza risultati.

IV.

Mi piace pensare questa richiesta di Gesù come una prova di fiducia, come quelle che per esempio facevamo da giovani per scoprire chi aveva fiducia in noi o no. Bastava mettere la persona che volevamo testare, contro il muro con gli occhi chiusi e poi le chiedevamo di lasciarsi abbandonare all’indietro dove c’eravamo noi a prenderla. Le persone che sapevano che non le avremmo mai lasciate cadere si abbandonavano. Le altre che non avevano fiducia, non ce la facevano ad abbandonarsi, perché pensavano: e se mi lascia cadere? E se non mi prende in tempo? E se mi sta ingannando?

Ci si può abbandonare a qualcuno solamente se abbiamo piena fiducia in lui. Così nella nostra fede, possiamo abbandonarci a Dio solo se abbiamo piena fiducia in Lui.

Avere fiducia, avere fede, è qualcosa di cui non abbiamo certezza ma fa appello alla nostra libertà, senza avere la certezza scientifica. Se noi volessimo avere le garanzie prima di deciderci, non ci decideremmo mai. Per avere un futuro bisogna fidarsi.

Se Simon Pietro avesse esigito la garanzia di trovare il pesce prima di buttare le reti, non avrebbe mai preso il largo e non sarebbe mai diventato pescatori di uomini.

V.

Oggi Gesù ci chiede di salire sulla nostra barca per annunciare la sua parola, e ci chiede di fidarci di Lui, di non temere, lui conosce già non solo tutti i peccati che abbiamo commesso in passato ma anche quelli che faremo in futuro, e ciononostante ci chiede di salire sulla nostra barca.

Superiamo la prova di fiducia. Mettiamoci pure contro il muro con gli occhi chiusi e abbandoniamoci all’indietro senza paura, perché Lui non ci lascerà cadere mai.

🇵🇹 PROVA DE CONFIANÇA

Uma reflexão para o V Domingo TO -C (6-2-2022)

< Lc 5,1-11 (A pesca milagrosa)

I.

Por vezes, quando ouço excertos de alguns discursos na rádio ou nas notícias e presumo que estejam a falar do Papa, descubro, em vez disso, que estão a falar de Mattarella. O nosso Presidente, que foi reconfirmado esta semana para um segundo mandato, está muito em sintonia com o Papa, e no seu discurso de juramento, que foi continuamente interrompido por aplausos, dirigiu-se também ao Papa, dizendo: "Ao Papa Francisco, cujo magistério a Itália considera com grande respeito, dirijo os sentimentos de gratidão do povo italiano”.

Durante estas noites, ao ver alguns clips de Sanremo, fiquei impressionado com o discurso de Drusilla Foer sobre a singularidade de cada pessoa, com o discurso de Lorena Cesarini sobre a igualdade entre todas as pessoas na terra (mesmo que a sua cor de pele seja diferente, o sangue de todos é vermelho), com a exaltação que Roberto Saviano fez sobre as figuras de pessoas alternativas que viveram para o bem dos outros... uma referência contínua aos valores que o Cristianismo sempre defendeu e que estão resumidos na encíclica "Fratelli Tutti".

II.

Deus usa muitas formas diferentes para semear a semente da sua palavra.

É surpreendente que quando Jesus chama os seus apóstolos, como também ouvimos no Evangelho de hoje sobre a pesca milagrosa, não os vá escolher no Templo ou na sinagoga, mas na rua ou na orla marítima, entre os pescadores. Se Jesus viesse hoje, para onde iria ele para escolher os seus apóstolos?

No Evangelho, Jesus pede a Pedro de poder entrar no seu barco para que Ele possa anunciar a sua palavra. Ainda hoje Ele pede para entrar no barco de alguém para lançar as suas mensagens. Da mesma forma, pede a cada um de nós para poder entrar no nosso próprio barco. Talvez pensemos que Jesus nunca vai querer entrar no nosso barco e usar-nos como instrumentos de evangelização, porque nos consideramos indignos. Simão também pensou assim quando disse a Jesus: "Afasta-te de mim, pois sou um pecador".

Mas Simão, tu achas que o Senhor não sabia que eras um pecador? Ele sabia, e queria entrar no teu barco de qualquer maneira, e queria fazer de ti um pescador de homens.

Quanto a nós, Jesus sabe que somos pecadores, e Ele quer entrar igualmente no nosso barco e chama-nos para sermos os seus "pescadores". A cada um de nós ele diz como a Simão Pedro: "Não tenhas medo". Ele não só não se preocupa com a nossa indignidade, como também nos enche de mais dons.

III.

Jesus pediu a Simão para entrar no seu barco, ainda que pudesse tê-lo resolvido de outra forma, por exemplo, caminhando sobre a água.

Mandou Simão de volta à pesca, quando com uma única palavra poderia ter enchido o seu barco de peixe. Jesus envolve-nos, Ele não nos salva sem nós, Ele não nos substitui. E Ele usa-nos, apesar de conhecer muito bem a nossa indignidade, para atrair outras pessoas para Ele, para espalhar a sua palavra, assim como eu penso que usou Foer, Cesarini ou Saviano nestas noites, para espalhar as sementes dessas verdades profundas, das quais eles se tornaram porta-vozes.

Reconheçamos então as mensagens que Deus ainda hoje espalha no mundo de tantas formas diferentes, e emprestemos também o nosso barco vazio a Jesus, descobrindo como também nós podemos ajudar a difundir os valores mais verdadeiros escondidos no Evangelho. Não nos escondamos atrás da desculpa de que somos indignos, ou porque cometemos sempre erros (mesmo Mamhood e Blanco, que venceram o Festival de Sanremo esta noite, dizem na sua bela canção “gostaria de te amar, mas cometo sempre erros”). Deus sabe muito bem que somos indignos, mas Ele pede-nos igualmente para entrar no nosso barco. E pede-nos que confiemos nele, mesmo quando nos pede para fazer coisas que parecem absurdas, como voltar a pescar, mortos de cansaço, com fome, depois de trabalhar toda a noite sem resultados.

IV.

Gosto de pensar neste pedido de Jesus como uma “prova de confiança”, como as que fizemos quando éramos jovens para descobrir quem confiava ou não em nós. Tudo o que tínhamos de fazer era colocar a pessoa que queríamos testar contra a parede com os olhos fechados e depois pedir-lhe que se deixasse cair para trás onde nós estávamos para segurá-las antes que caíssem no chão. As pessoas que sabiam que nunca as deixaríamos cair, render-se-iam. Os outros que não tinham confiança, não conseguiam largar, porque pensavam: e se ele me largasse? E se ele não me apanhar a tempo? E se ele me estiver a enganar?

Só nos podemos abandonar a alguém se tivermos total confiança nele. Assim, na nossa fé, só nos podemos render a Deus se tivermos plena confiança n'Ele.

Ter confiança, ter fé, é algo de que não temos certeza, mas que apela à nossa liberdade, sem ter certeza científica. Se quiséssemos ter a certeza antes de decidir, nunca decidiríamos. Para termos um futuro, temos de confiar.

Se Simão Pedro tivesse exigido uma garantia de que encontraria o peixe antes de lançar as suas redes, nunca teria partido para o mar e se teria tornado um pescador de homens.

V.

Hoje Jesus pede-nos que entremos no nosso barco para proclamar a sua palavra, e pede-nos que confiemos nele, que não tenhamos medo, ele já conhece não só todos os pecados que cometemos no passado mas também aqueles que faremos no futuro, e mesmo assim pede-nos para entrar no nosso barco.

Vamos passar o teste da confiança. Encostemo-nos à parede com os nossos olhos fechados e caiamos para trás sem medo, pois Ele nunca nos deixará cair.

🇬🇧 PROOF OF TRUST

A reflection for the V Sunday TO -C (6-2-2022)

< Lk 5:1-11 (The miraculous fishing)

I.

Sometimes when I hear excerpts of some speeches on the radio or on the news and I assume that they are talking about the Pope, I discover instead that they are talking about Mattarella. Our President, who was reconfirmed this week for a second term, is very much in tune with the Pope, and in his swearing-in speech, which was continually interrupted by applause, he also addressed the Pope, saying: "To Pope Francis, whose magisterium Italy regards with great respect, I address the feelings of gratitude of the Italian people”.

During these evenings, watching some clips from Sanremo, I was struck by Drusilla Foer's speech on the uniqueness of every person, by Lorena Cesarini's talk of equality among all the people on earth (even if their skin colour is different, everyone's blood is red), by Roberto Saviano's exaltation of the figures of alternative people who have lived for the good of others... a continuous reference to those values that Christianity has always defended and which are summarised in the encyclical "Fratelli Tutti".

II.

God uses many different ways to sow the seed of his word.

It is surprising that when Jesus calls his apostles, as we also heard in today's Gospel of the miraculous catch, he does not go and choose them in the Temple or the synagogue, but on the street or on the seashore, among the fishermen. If Jesus were to come today, where would he go to choose his apostles?

In the Gospel Jesus asks Peter to get into his boat so that He can announce his word. Even today He asks to get into someone's boat to launch his messages. In the same way He asks each one of us to get into our own boat. Perhaps we think that Jesus will never want to get into our boat, to use us as instruments of evangelisation, because we consider ourselves unworthy. Simon thought so too when he said to Jesus: "Depart from me for I am a sinner".

But Simon, do you think that the Lord did not know that you were a sinner? He knew it, and he wanted to get into your boat anyway, and he wanted to make you a fisher of men.

As for us, Jesus knows that we are sinners, and he also enters our boat and calls us to be his 'fishermen'. To each one of us He says as to Simon, "Do not be afraid." Not only does he not care about our unworthiness, but he fills us with further gifts.

III.

Jesus asked Simon to get into his boat, even though he could have solved it in another way, for example by walking on water.

He sent Simon back to fish, when with a single word he could have filled his boat with fish. Jesus involves us, He does not save us without us, He does not replace us. And He uses us, even though He knows very well our unworthiness, to attract other people to Him, to spread his word, as I think he used Foer, Cesarini or Saviano in these evenings, to spread the seeds of those profound truths for which they have become the spokesmen.

So let us recognise the messages that God is still spreading in the world today in so many different ways, and let us also lend our empty boat to Jesus, discovering how we too can help to disseminate the truest values hidden in the Gospel. Let's not hide behind the excuse that we are unworthy, or that we are always wrong (even Mamhood and Blanco, who won the Sanremo Festival tonight, say in their beautiful song "I'd like to love you but I'm always wrong"). God knows very well that we are unworthy, but He asks us to get into our boat. And He asks us to trust him, even when He asks us to do things that seem absurd, such as going back out to fish, dead tired, hungry, after working all night, without results.

IV.

I like to think of this request of Jesus as a “test of trust”, like the ones we did when we were young to find out who trusted us or not. All we had to do was put the person we wanted to test against the wall with their eyes closed and then ask them to let themselves fall backwards where we were standing. People who knew that we would never let them fall would surrender. The others who didn't have confidence, couldn't let go, because they thought: what if he drops me? What if he doesn't catch me in time? What if he is deceiving me?

We can only abandon ourselves to someone if we have complete trust in him. So in our faith, we can only surrender to God if we have full trust in Him.

To have trust, to have faith, is something of which we have no certainty but which appeals to our freedom, without having scientific certainty. If we wanted to have certainty before deciding, we would never decide. To have a future we must trust.

If Simon Peter had demanded a guarantee that he would find the fish before he cast his nets, he would never have set out to sea and become a fisherman of men.

V.

Today Jesus asks us to get into our boat to proclaim his word, and he asks us to trust him, not to be afraid, he already knows not only all the sins we have committed in the past but also those we will do in the future, and yet he asks us to get into our boat.

Let us pass the test of trust. Let us stand against the wall with our eyes closed and let us fall back without fear, for He will never let us fall.


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