🇮🇹 SEI TU CHE PORTI IL SOLE 🇵🇹 É VOCÊ QUEM TRAZ O SOL 🇬🇧 IT IS YOU WHO BRING THE SUN



🇮🇹 SEI TU CHE PORTI L SOLE

Una riflessione per la III Domenica, Qua. -B (07-03-2021)

< Gv. 2,13-25 (Gesù caccia i mercanti dal Tempio).


I.

Ieri con un gruppo di colleghi, sono andato a visitare ancora una volta i meravigliosi musei vaticani. La nostra brava guida nel presentarci la sezione egizia, ci ricordava la riforma religiosa di Akhenaton, faraone egizio della XVIII dinastia (attorno al 1300 a.C.) che aveva imposto il culto principale del Dio Aton (il sole) sugli altri culti. L’imposizione di questa specie di monoteismo (in realtà era più un emoteismo) non era mai stata pienamente accettata nel paese perché attaccava gli interessi legati al politeismo. Tanti santuari dedicate agli altri dei dovevano di conseguenza chiudere, con un danno economico enorme. Con la morte di Akhenaton, la sua riforma monoteista venne cancellata e ripristinati i culti e affari antichi.

II.

Lungo la storia abbiamo visto come il connubio tra religione, potere, ricchezza è sempre stato molto forte. Tante riforme, scismi, separazioni, guerre sante, etc. furono fatte col pretesto di questioni religiose o dottrinali, ma in realtà il motivo principale era sempre una questione di potere e quindi di ricchezza.

Anche nella Chiesa cattolica purtroppo sappiamo che tante volte la religione venne usata come fonte di ricchezza, non solo nel passato con la vendita delle indulgenze, la simonia, ma anche nel presente con i vari scandali economici.

Le riforme di Papa Francesco, come quelle del faraone Akhenaton (permettetemi il paragone) vengono osteggiate. Le sue scelte di non abitare gli appartamenti papali, di usare semplici utilitarie invece che macchine di lusso, di soccorrere e difendere i poveri, etc. non vengono viste come azioni evangeliche ma comuniste. Speriamo che il “dopo Papa Francesco” non veda la restaurazione degli “antichi costumi”.

III.

Gesù nel Vangelo di oggi tenta una riforma religiosa con la cacciata dei venditori dal tempio. Con questo gesto non vuole tanto condannare il commercio, ma la mentalità legata a questo mercimonio religioso, e cioè l’idea che Dio si possa comprare e trattare come in uno scambio di mercato dove io do a Dio qualcosa (sacrifici, offerte, preghiere...) per avere in cambio qualcosa (benedizione, protezione, perdono, salvezza...). È questo ciò che Gesù condanna, una religiosità all’insegna del “do ut des” (do per ricevere), una fede regolata dalla “logica prostitutoria” dove per ricevere amore, anche da parte di Dio, bisogna pagare, come si fa con le prostitute.

Per questo comprendiamo la reazione violenta di Gesù contro coloro che offendono in questo modo suo Padre, facendo credere che i sacrifici di animali, il commercio degli animali, i soldi dati al tempio siano per Dio, quando invece già più volte Dio aveva detto per bocca dei profeti “dei vostri sacrifici e dei vostri animali non so che farmene. Misericordia voglio non sacrifici”. Gesù è mosso dalla passione per il Padre suo, e quando uno è appassionato non può sopportare l’oltraggio contro la persona amata. Un segno se amiamo qualcuno è quando ci sentiamo feriti dalle offese rivolte contro chi amiamo. (Ricordo anni fa era venuto a trovarci in Africa una persona un po’ superficiale e aveva fatto delle battute razziste su delle persone amiche. Io mi sono sentito profondamente offeso, anche se le battute non erano rivolte contro me).

IV.

Gesù è ora l’unico sacrificio, non c’è bisogni di sacrificare animali (Senza questa “riforma” di Gesù le nostre chiese sarebbero delle macellerie dove i sacerdoti dovrebbero fare i macellai 😱).

Gesù vuole che il nostro rapporto con Dio sia quello del figlio con il padre, un rapporto filiale e paterno profondo, basato sull’amore, sulla gratuità, sull’amicizia intima.

Se Gesù entrasse oggi nel nostro tempio spirituale, nella nostra religiosità, nella nostra fede, nel nostro rapporto con Dio, cosa caccerebbe via? Cosa butterebbe a terra? Che purificazione attuerebbe?

Questo periodo della quaresima è proprio il tempo propizio per fare la pulizia del nostro “tempio”.

Se nella prima domenica di quaresima vi dissi di coltivare fiori, nella seconda domenica di prendersi cura di se stessi e della propria bellezza interiore, oggi vi invito a prendersi cura della vostra casa, mettendola in ordine perché come ci insegnano i monaci: conserva l’ordine e l’ordine ti conserverà. Manteniamo in ordine la nostra casa è questo si rifletterà anche sulla purificazione del nostro “tempio interiore”.

V.

In conclusione torniamo al nostro faraone Akhenaton che aveva portato il culto del Dio sole. In una parete di via F.Tajani qualcuno ha scritto, probabilmente rivolto alla sua amata: “Sei tu che porti il sole”. Penso abbia preso questa frase dal testo della canzone dei Boomdabash “Per un milione” dove si dice:

“Ti aspetterò

Perché sei tu che porti il sole

E non c'è niente al mondo

Di migliore di te

Nemmeno vincere un milione”.

Si può dire a qualcuno: “Sei tu che porti il sole” ciò però equivale a dire che tu puoi portare il sole ma che il sole non sei tu.

Così come Akhenaton ha portato il culto nel Dio Sole, ma non era lui il sole.

Il sole per noi è solo Gesù, il sole di Pasqua, che celebriamo tutte le domeniche giorno del sole (Sun-day), la cui nascita viene identificata con la festa del sole del 25 dicembre, perché è Lui il nuovo sole, e non c’è niente al mondo di migliore di Lui. Nemmeno vincere un milione. Solo a Gesù possiamo dire non che “porti il sole” ma che “Tu sei il Sole”.

🇵🇹 É VOCÊ QUEM TRAZ O SOL

Uma reflexão para o 3º Domingo, Qua. -B (07-03-2021)

< Jo 2,13-25 (Jesus expulsa os mercadores do Templo).


I.

Ontem, com um grupo de colegas, fui visitar uma vez mais os maravilhosos museus do Vaticano. O nosso bom guia, ao introduzir-nos na secção egípcia, recordou-nos a reforma religiosa de Akhenaton, um faraó egípcio da XVIII dinastia (cerca de 1300 a.C.) que tinha imposto o culto principal do Deus Aton (o sol) aos outros cultos. A imposição deste tipo de monoteísmo (na verdade era mais um emoteísmo) nunca tinha sido totalmente aceite no país porque atacava os interesses relacionados com o politeísmo. Muitos santuários dedicados a outros deuses tiveram de fechar, com enormes prejuízos económicos. Com a morte de Akhenaton, a sua reforma monoteísta foi cancelada e os antigos cultos e negócios foram restaurados.

II.

Ao longo da história temos visto como a combinação de religião, poder e riqueza tem sido sempre muito forte. Muitas reformas, cismas, separações, guerras santas, etc., foram feitas sob o pretexto de questões religiosas ou doutrinárias, mas na realidade o motivo principal foi sempre uma questão de poder e, portanto, de riqueza.

Mesmo na Igreja Católica infelizmente sabemos que muitas vezes a religião foi usada como fonte de riqueza, não só no passado com a venda de indulgências, simonia, mas também no presente com os vários escândalos económicos.

As reformas do Papa Francisco, como as do faraó Akhenaton (permitam-me a comparação) vêm contrastadas. As escolhas do Papa Francisco de não viver em apartamentos papais, de usar carros utilitários simples em vez de carros de luxo, de resgatar e defender os pobres, etc., não são vistas como acções evangélicas mas sim comunistas. Esperemos que depois do Papa Francisco não haja a restauração dos "velhos costumes".

III.

Jesus no Evangelho de hoje tenta uma reforma religiosa com a expulsão dos vendedores do templo. Com este gesto ele não quer tanto condenar o comércio, mas a mentalidade ligada a este comércio religioso, ou seja, a ideia de que Deus pode ser comprado e tratado como numa troca de mercado onde eu dou algo a Deus (sacrifícios, ofertas, orações...) para ter algo em troca (bênção, protecção, perdão, salvação...). É isto que Jesus condena, uma religiosidade sob a bandeira do "do ut des" (eu dou para receber), uma fé regulada pela "lógica da prostituição" onde para receber amor, mesmo de Deus, é preciso pagar, como se faz com as prostitutas.

É por isso que compreendemos a reacção violenta de Jesus contra aqueles que ofendem o seu Pai desta forma, fazendo as pessoas acreditar que os sacrifícios de animais, o comércio de animais, o dinheiro dado ao templo são para Deus, quando na realidade Deus já tinha dito várias vezes através da boca dos profetas "Não quero os vossos sacrifícios e os vossos animais. Eu quero misericórdia, não sacrifícios". Jesus é movido pela paixão pelo seu Pai, e quando alguém é apaixonado não pode suportar o ultraje contra a pessoa amada. Um sinal de que amamos alguém é quando nos sentimos feridos pelas ofensas dirigidas contra aqueles que amamos (Lembro-me que há anos atrás uma pessoa um pouco superficial tinha vindo visitar-nos em África e tinha feito piadas racistas sobre pessoas que eram amigas. Senti-me profundamente ofendido, apesar de as piadas não terem sido dirigidas a mim).

IV.

Jesus é agora o único sacrifício, não há necessidade de sacrificar animais (sem esta "reforma" de Jesus as nossas igrejas seriam talhos onde os padres teriam de ser carniceiros 😱).

Jesus quer que a nossa relação com Deus seja a de um filho com o seu pai, uma profunda relação filial e paternal baseada no amor, gratuidade, e amizade íntima.

Se Jesus entrasse hoje no nosso templo espiritual, na nossa religiosidade, na nossa fé, na nossa relação com Deus, o que expulsaria? O que é que Ele atiraria ao chão? Que purificação iria Ele operar?

Este período da Quaresma é precisamente o momento propício para fazer a limpeza do nosso "templo".

Se no primeiro domingo da Quaresma vos disse para cultivares flores, no segundo domingo para cuidares de vós e da vossa beleza interior, hoje convido-vos a cuidar da vossa casa, pondo-a em ordem porque como os monges nos ensinam: mantenham a ordem e a ordem manter-vos-á. Mantemos a nossa casa em ordem e isto também se reflectirá na purificação do nosso "templo interior".

V.

Em conclusão, regressamos ao nosso faraó Akhenaton que tinha trazido o culto do Deus Sol.

Numa parede da nossa Via F. Tajani alguém escreveu, provavelmente dirigido à sua amada: "Tu és aquele que traz o sol". Penso que ele tirou esta frase da letra da canção de Boomdabash "Per un milione" onde dizem:

"Esperarei por si

Porque é você que traz o sol

E não há nada no mundo

Melhor do que você

Nem sequer ganhar um milhão".

Se pode dizer a alguém: "És tu quem traz o sol", mas isso é o mesmo que dizer que tu podes trazer o sol, mas o sol não és tu.

Tal como Akhenaton trouxe a adoração ao Deus Sol, mas ele não era o Sol.

O sol para nós é apenas Jesus, o sol da Páscoa, que celebramos todos os domingos, dia do Sol (Sun-day), cujo nascimento é identificado com a festa do sol a 25 de Dezembro, porque Ele é o novo sol, e não há nada melhor no mundo do que Ele. Nem sequer ganhar um milhão. Só a Jesus podemos dizer não que "tu trazes o Sol" mas que "Tu és o Sol".

🇬🇧 IT IS YOU WHO BRING THE SUN

A reflection for the 3rd Sunday, Qua. -B (07-03-2021)

< Jn 2,13-25 (Jesus drives the merchants out of the Temple).


I.

Yesterday, with a group of colleagues, I went to visit once again the wonderful Vatican museums. Our good guide, while introducing us to the Egyptian section, reminded us of the religious reform of Akhenaton, Egyptian pharaoh of the 18th dynasty (around 1300 BC) who had imposed the main cult of the God Aton (the sun) on the other cults. The imposition of this kind of monotheism (in reality it was more of an emotheism) had never been fully accepted in the country because it attacked the interests linked to polytheism. Many shrines dedicated to other gods had to close as a result, with enormous economic damage. With the death of Akhenaton, his monotheistic reform was cancelled and the ancient cults and affairs were restored.

II.

Throughout history we have seen how the combination of religion, power and wealth has always been very strong. Many reforms, schisms, separations, holy wars, etc. were made under the pretext of religious or doctrinal issues, but in reality the main reason was always a question of power and therefore of wealth.

Even in the Catholic Church, unfortunately, we know that religion has often been used as a source of wealth, not only in the past with the sale of indulgences and simony, but also in the present with the various economic scandals.

The reforms of Pope Francis, like those of Pharaoh Akhenaton (allow me the comparison) are opposed. His choices not to live in papal flats, to use simple cars instead of luxury cars, to help and defend the poor, etc. are not seen as evangelical actions but communist ones. Let us hope that the "after Pope Francis" does not see the restoration of "ancient customs".

III.

In today's Gospel, Jesus attempts a religious reform with the expulsion of the sellers from the temple. With this gesture he does not so much want to condemn commerce, but the mentality linked to this religious commerce, that is, the idea that God can be bought and dealt with as in a market exchange where I give God something (sacrifices, offerings, prayers...) to get something in return (blessing, protection, forgiveness, salvation...). This is what Jesus condemns, a religiosity based on the "do ut des" (give in order to receive), a faith governed by the "logic of prostitution" where in order to receive love, even from God, one must pay, as is done with prostitutes.

This is why we understand Jesus' violent reaction against those who offend his Father in this way, making us believe that animal sacrifices, the animal trade, the money given to the temple are for God, when in fact God had already said several times through the mouths of the prophets: "I do not need your sacrifices or your animals. I want mercy, not sacrifices". Jesus is moved by passion for his Father, and when one is passionate, he cannot bear the outrage against the person he loves. A sign if we love someone is when we feel hurt by the offences directed against those we love. (I remember years ago a rather superficial person came to visit us in Africa and made racist jokes against some of my friends. I felt deeply offended, even though the jokes were not directed against me.)

IV.

Jesus is now the only sacrifice, there is no need to sacrifice animals (Without this "reform" of Jesus our churches would be butcher shops where priests would have to be butchers 😱).

Jesus wants our relationship with God to be that of a son with his father, a deep filial and paternal relationship, based on love, gratuitousness and intimate friendship.

If Jesus were to enter our spiritual temple today, our religiousness, our faith, our relationship with God, what would He kick out? What would He throw down? What would He purify?

This period of Lent is precisely the right time to cleanse our "temple".

If on the first Sunday of Lent I told you to grow flowers, on the second Sunday to take care of yourself and your inner beauty, today I invite you to take care of your home, putting it in order, because as the monks teach us: keep order and order will keep you. We keep our house in order and this will also be reflected in the purification of our "inner temple".

V.

In conclusion, we return to our pharaoh Akhenaton who had brought the cult of the Sun God.

On a wall in our Via F. Tajani someone wrote, probably addressed to his beloved: "You are the one who brings the sun". I think he took this phrase from the lyrics of Boomdabash's song "Per un milione" where they say:

"I will wait for you

Because you are the one who brings the sun

And there's nothing in the world

Better than you

Not even making a million".

You can say to someone, "You are the one who brings the sun," but that is the same as saying that you can bring the sun, but you are not the sun. Just like Akhenaton brought the worship of the sun god, but he was not the sun.

The sun for us is only Jesus, the Easter sun, whom we celebrate every Sunday, day of the sun (Sun-day), whose birth is identified with the sun festival on December 25, because He is the new Sun, and there is nothing better in the world than Him. Not even winning a million. Only to Jesus we can say not "You bring the sun" but "You are the sun".


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