🇮🇹 COME LA PIOGGIA... - 🇵🇹 COMO CHUVA...

Aggiornato il: gen 31



🇮🇹 COME LA PIOGGIA...

Una riflessione per la III Domenica, TC, B. (24-1-2021)

< Mc. 1,14-20 (Domenica della Parola di Dio, della conversione di san Paolo, del Vangelo della chiamata dei primi apostoli, di Santa Paola Elisabetta Cerioli).


I.

Dopo alcuni giorni che ero arrivato in Africa, in Mozambico, programmai una passeggiata con i ragazzi della nostra Parrocchia como occasione per poterli incontrare e conoscere. Alla vigilia del giorno della gita, quando i ragazzi vennero per gli ultimi accordi, io dissi loro che avremmo rimandato la passeggiata perché l’indomani era previsto brutto tempo. Loro mi incalzarono dicendo “No, non è previsto brutto tempo, è prevista pioggia”. Rimasi senza parole. Quello che per me era considerato “brutto tempo” per loro era il tempo più bello che si poteva desiderare. Perché era da mesi che non cadeva una goccia di acqua e tutte le riserve erano finite, non c’era più acqua per bere, lavarsi; la mandioca e l’amendoin nei campi stavano seccando, gli animali erano ridotti allo stremo. La pioggia avrebbe risolto tutto.

Il giorno seguente partimmo per la nostra passeggiata, sotto un'acqua dirompente, senza ombrelli, ma tutti felici di lasciarsi bagnare dalla pioggia. I bambini in festa rotolavano per le strade trasformate in piccoli torrenti, altri sotto i tubi di scarico delle grondaie delle case facevano la doccia... La giornata di pioggia per loro non era una brutta giornata, ma una bellissima giornata di festa. Le cisterne si sarebbero riempite di nuovo, gli animali riprendevano vigore, la mandioca e l’amendoin erano assicurati, la vita riprendeva.

II.

Papa Francesco ci invita oggi a celebrare la Domenica della Parola di Dio.

Il profeta Isaia (55,10-11) scrive ciò che Dio dice a riguardo della sua parola:

“Come la pioggia e la neve

scendono dal cielo e non vi ritornano

senza avere irrigato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme al seminatore

e pane da mangiare,

così sarà della parola

uscita dalla mia bocca:

non ritornerà a me senza effetto,

senza aver operato ciò che desidero

e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata”.

La Parola di Dio è come la pioggia, e vorrei aggiungere, è come la pioggia in Africa, che scende come una benedizione per rinvigorire le nostre vite rinsecchite, per irrigare, dare vita, farci diventare fecondi.

III.

La Parola di Dio è preziosa come è preziosa l’acqua per l’Africa.

L’anno scorso un giovane mozambicano venuto in Italia a studiare all’università di Bergamo venne a trovarmi qui a Roma e rimase scioccato nel vedere tutte quelle fontanelle di acqua, i famosi “nasoni” a dissipare tutta quell’acqua potabile! In Africa non si trova mai un rubinetto dimenticato aperto. E non si dava pace, come non ci daremmo pace noi se vedessimo uscire dai nasoni al posto dell’acqua dell’ottimo vino che va a finire negli scarichi.

Solo chi deve fare chilometri a piedi per raggiungere i pozzi trasportando poi taniche di venti litri sulla testa, conosce la preziosità dell’acqua e sa darle il giusto valore.

IV.

Quel giorno della passeggiata ero uscito di casa con l’ombrello aperto e i ragazzi mi guardarono straniti non capendo perché ero così avverso alla pioggia. Allora riportai subito l’ombrello a casa e mi lasciai trascinare da loro sotto la pioggia e mi inzuppai tutto dalla testa ai piedi.

Se fossi rimasto rintanato in casa oppure nascosto sotto l’ombrello, non avrei assaporato la bellezza della pioggia che accarezza il viso e il corpo.

Lo stesso avviene con la parola di Dio: se rimango con le orecchie turate o con gli occhi barrati, la parola di Dio scivolerà via e non potrà fecondarmi, accarezzarmi il volto e darmi vita.

Questo spiega perché dopo anni che ascoltiamo la Parola di Dio, tante volte ci ritroviamo ancora così aridi. Non lasciamo la pioggia cadere su di noi. La Parola di Dio sarà efficace in noi se impariamo a chiudere non la porta ma l’ombrello.


V.

Oggi è pure la giornata di preghiera per l’unità dei cristiani.

Se il desiderio espresso da Gesù nel suo discorso finale “Siano perfetti nell’unità” non si è ancora realizzato, possiamo realizzare però delle tappe intermedie come accogliere e rispettare le altre confessioni cristiane, come ci insegna grandemente Papa Francesco non solo in rapporto alle altre confessioni cristiane, ma anche alle altre religioni.

Perché siamo tutti figli dello stesso Padre, quindi siamo tutti fratelli, o “Fratelli Tutti”.


VI.

Anche il Vangelo di oggi ci parla di un desiderio di Gesù che ha inizio con Lui: “il tempo è compiuto”, e si sta ancora svolgendo: “il Regno di Dio è vicino”.

“Il tempo è compiuto”: con Gesù entriamo in una nuova era, quella del Regno di Dio che inizia proprio con Lui (“il Regno di Dio è qui”).

Mi piace pensare questo “tempo compiuto” e questa “nuova era del Regno di Dio” (che è Gesù) mettendolo a confronto con il pensiero evoluzionista del grande filosofo e paleontologo francese il gesuita Theilard de Chardin, per il quale l’universo sta evolvendosi dalla geosfera (mondo iniziale, inanimato), alla biosfera (mondo animale) per arrivare alla noosfera (mondo del pensiero, dello spirito) attraverso la forza gravitazionale dell’amore che conduce l’universo al punto omega che è il Cristo cosmico. Allora saremo tutti nel Tutto.

E per realizzare questo progetto Gesù sceglie degli apostoli, dando una nuova direzione al loro tempo, che ora si compie, si completa, acquista senso.

Gesù spezza il circolo chiuso del tempo di questi giovani che lavoravano per poter mangiare, e mangiavano per poter lavorare, dando una nuova direzione, facendoli diventare “pescatori di uomini”. Se domenica scorsa bisognava essere dei “cacciatori di Dio” era per poter diventare poi “pescatori di uomini”.


VII.

Infine, oggi è anche la festa di Santa Paola Elisabetta Cerioli, Fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia.

Santa Paola Elisabetta, ci insegna che per curare le ferite del cuore non ci vuole una laurea in medicina. Per consigliare e ascoltare chi è pieno di problemi e si trova in grande difficoltà, non bisogna essere dei grandi psicologi. E per sapere educare bene i propri figli non è necessario avere il diploma in scienze dell’educazione.

Ci sono gesti importanti che noi possiamo fare nella nostra vita senza bisogno di avere delle abilitazioni o conoscenze specialistiche. Basta solo avere il diploma dell’amore.

Per abbracciare un lebbroso come ha fatto Gesù, come ha fatto San Francesco, come ha fatto Papa Francesco, o per curare delle ferite putride e risanare dei bambini lerci come ha fatto Santa Paola Elisabetta, non ci vogliono conoscenze particolari. Ci vuole solo il cuore. Questo tutti ce lo abbiamo. Ma non basta avere il cuore, bisogna anche farlo funzionare, altrimenti a cosa serve?

S. Paola Elisabetta ci insegna che il cuore, come la mente, sono uguali ai paracaduti: se non si aprono, non servono proprio a nulla.

🇵🇹 COMO CHUVA...

Uma reflexão para o terceiro domingo, TC, B. (24/01/2021)

<Mc. 1.14-20 (Domingo da Palavra de Deus, da conversão de São Paulo, do Evangelho da chamada dos primeiros apóstolos, de Santa Paola Elisabetta Cerioli).


I.

Depois de alguns dias que cheguei à África, em Moçambique, planejei um passeio com as crianças da nossa paróquia, como uma oportunidade para encontrá-las e conhecê-las. Na véspera do dia da excursão, quando os meninos vieram para os acertos finais, disse-lhes que adiaríamos a caminhada porque no dia seguinte estava mau tempo. Eles me pressionaram dizendo “Não, não está previsto mau tempo, está prevista chuva”. Eu fiquei sem palavras. O que para mim foi considerado "mau tempo” para eles foi o melhor tempo que se poderia desejar. Como fazia meses que não caía uma gota d'água e todas as reservas haviam acabado, não havia mais água para beber ou lavar; a mandioca e o amendoin nos campos secavam, os animais estavam exaustos. A chuva teria resolvido tudo.

No dia seguinte saímos para o passeio, na chuva, ninguém com guarda-chuva, mas todos felizes por nos molharmos. As crianças festeiras rolavam pelas ruas transformadas em pequenos riachos, outras tomavam banho sob os ralos das sarjetas das casas ... o dia chuvoso para elas não era ruim, mas um lindo dia de festa. As cisternas voltaram a encher, os animais recuperaram o vigor, a mandioca e o amendoín foram segurados, a vida recomeçou.

II.

O Papa Francisco nos convida hoje a celebrar o Domingo da Palavra de Deus.

O profeta Isaías (55,10-11) escreve o que Deus diz sobre sua palavra:

“Como chuva e neve

descem do céu e não voltam para lá

sem ter irrigado a terra,

sem ter fertilizado e feito germinar,

para dar a semente ao semeador

e pão para comer,

assim será da palavra

que sai da minha boca:

não vai voltar para mim sem efeito,

sem ter feito o que eu queria

e sem ter cumprido o que a mandei buscar ”.

A Palavra de Deus é como a chuva, e gostaria de acrescentar, é como a chuva na África, que desce como uma bênção para revigorar nossas vidas murchas, para irrigar, para dar vida, para nos tornar fecundos.

III.

A Palavra de Deus é tão preciosa quanto a água é preciosa para a África.

No ano passado um jovem moçambicano que veio à Itália para estudar na Universidade de Bergamo veio visitar-me aqui em Roma e ficou chocado ao ver todas aquelas fontes de água, os famosos “nasoni” a dissipar toda aquela água potável! Na África, você nunca encontra uma torneira esquecida aberta. E não havia paz para ele, assim como não nos daríamos paz se víssemos o vinho excelente saindo dos nossos “nasoni” em vez da água que vai para o ralo.

Só quem tem de caminhar quilômetros para ir ao poço com tanques de vinte litros na cabeça conhece a preciosidade da água e sabe dar-lhe o valor certo.

IV.

Naquele dia da caminhada saí de casa com o guarda-chuva aberto e os meninos me olharam estupefatos sem entender porque eu era tão avesso à chuva. Então eu imediatamente levei o guarda-chuva para casa e me deixei ser arrastado por eles na chuva e ensopado tudo da cabeça aos pés.

Se eu tivesse ficado enfurnado em casa ou escondido sob um guarda-chuva, não teria saboreado a beleza da chuva que acaricia o rosto e o corpo.

O mesmo acontece com a palavra de Deus: se eu ficar com os ouvidos tapados ou com os olhos fechados, a palavra de Deus escapará e não poderá me fertilizar e me dar vida.

Isso explica por que, após anos ouvindo a Palavra de Deus, ainda continuamos muitas vezes a ser secos, não deixamos a chuva cair sobre nós. A Palavra de Deus será eficaz se nós aprendermos a fechar não a porta, mas o guarda-chuva.


V.

Hoje é também a festa da conversão de São Paulo, na qual a Igreja reza pela unidade dos cristãos.

Se o desejo expresso por Jesus em seu discurso final "Que eles sejam perfeitos na unidade" ainda não foi realizado, podemos, no entanto, realizar etapas intermediárias como acolher e respeitar outras confissões cristãs, como o Papa Francisco nos mostrou muito em relação a outras confissões cristãs, mas também a outras religiões.

Porque somos todos filhos do mesmo Pai, então somos todos irmãos, ou "Todos Irmãos".


VI.

O Evangelho de hoje fala-nos também de um desejo de Jesus que começa com ele: "o tempo está cumprido" e continua a decorrer: "o Reino de Deus está próximo".

“Chegou a hora”: com Jesus entramos numa nova era, a do Reino de Deus que começa precisamente com Ele (“o Reino de Deus está aqui”).

Gosto de pensar neste "tempo cumprido" e nesta "nova era do Reino de Deus" (que é Jesus) comparando-o com o pensamento evolucionista do grande filósofo e paleontólogo francês o jesuíta Theilard de Chardin, para quem o universo está evoluindo da geosfera (mundo inicial, inanimado), à biosfera (mundo animal) para alcançar a noosfera (mundo do pensamento, espírito) através da gravitacional de amor que conduz o universo ao ponto ômega que é o Cristo cósmico. Então estaremos todos no Todo.

E para levar a cabo este projeto, Jesus escolhe apóstolos, orientando o seu tempo, que agora se cumpre, se completa, adquire sentido.

Jesus rompe o círculo fechado do tempo destes jovens que trabalhavam para poder comer, e comeram para poder trabalhar, e dá um novo rumo fazendo-os “pescadores de homens”. Se no domingo passado era preciso ser “caçadores de Deus” era para nos tornarmos “pescadores de homens”.


VII.

Por fim, hoje é também a festa de Santa Paola Elisabetta Cerioli, fundadora da Congregação da Sagrada Família.

Santa Paola Elisabetta, nos ensina que para curar feridas do coração não é preciso ser graduado em medicina. Para aconselhar e ouvir quem está cheio de problemas e em grande dificuldade, não é preciso ser um grande psicólogo. E para poder educar bem os filhos, não é necessário ter diploma em educação.

Existem gestos importantes que podemos realizar em nossa vida sem a necessidade de qualificação ou conhecimento especializado. Tudo que você precisa é de um diploma de amor.

Para abraçar um leproso como Jesus fez, como São Francisco fez, como o Papa Francisco fez, para curar feridas pútridas e curar crianças sujas como fez Santa Paola Elisabetta, nenhum conhecimento particular é necessário. Leva apenas o coração. Todos nós temos isso. Mas não basta ter o coração, também tem que faze-lo funcionar, senão de que adianta?

Santa Paola Elisabetta ensina-nos que o coração, como a mente, são iguais aos paraquedas: se não se abrem, não servem para nada.



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