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DOVE STAI ANDANDO?


Commento al Vangelo della

Vangelo: Gv 1,29-34 


I.

In questi primi giorni di gennaio tutti parlano di progetti, programmi, obiettivi per il nuovo anno. Quando però accendiamo il GPS o Google Maps, la prima domanda che ci viene posta è chiara: “Dove vuoi andare?”. In base alla destinazione, il sistema ci suggerisce il percorso migliore. Posso essere anche un ottimo guidatore, organizzare il viaggio alla perfezione, preparare tutto ciò che serve per partire, ma se sbaglio l'indirizzo, andrò da tutt'altra parte e non arriverò mai al mio destino.

All'inizio dell'anno è un po' la stessa cosa. Facciamo tanti propositi su ciò che vorremmo fare, ma raramente ci chiediamo dove stiamo andando davvero. A volte abbiamo l'impressione di fare tante cose, di muoverci, di correre, ma senza arrivare mai da nessuna parte. C'è chi dice che l'importante non è la meta, ma il viaggio. No, non è vero! Perché se non ho un destino da raggiungere, a un certo punto il viaggio finisce e non sarò arrivato da nessuna parte. Sarò semplicemente perso. È proprio sapere qual è la meta che rende il viaggio bello, perché davanti non c'è il vuoto, ma qualcosa che vale la pena raggiungere.

II.

Nel Vangelo di questa domenica Giovanni Battista si rivolge ai suoi discepoli ma non per dire che cosa devono fare, non assegna compiti, non propone un programma, ma indica una persona, una direzione di vita: “Ecco l'Agnello di Dio.” Giovanni sa che basta indicare il riferimento giusto, e anche il cammino lo diventerà. Non si comincia dal fare, ma dal seguire. Mettersi alla sequela di qualcuno significa conformarsi, poco alla volta, a colui che si sta seguendo. Essere discepoli di Gesù non vuol dire osservare una serie di regole o istruzioni, ma vivere una relazione.Quando i discepoli di Giovanni raggiungono Gesù, non gli chiedono informazioni, ma vogliono stare con Lui: “Maestro, dove abiti?”. Non cercano risposte, cercano una dimora. Non vogliono sapere di più, vogliono vivere con Lui.

III.

E allora, all'inizio di questo nuovo anno, prima ancora di chiederti come vivere quest'anno o che cosa fare, chiediti chi vuoi seguire. Perché dal “chi” seguire dipende il “cosa” fare. Sarà questo “chi” a orientare le tue scelte, il tuo tempo, le tue priorità - e non il successo, il giudizio degli altri, o la paura di perdere qualcosa. Da chi segui dipende la direzione della tua vita. E la direzione, col tempo, diventa destino.

All'inizio dell'anno allora non chiederti solo: che cosa farò? Chiediti piuttosto: chi seguirò? Perché se scegli bene chi seguire, anche il fare troverà la sua strada. E il viaggio, finalmente, avrà un senso.



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Questo invito è aperto a tutti, ma in modo particolare ai fratelli sacerdoti: se desideri condividere un pensiero, un saluto, un commento, una parola di incoraggiamento o anche una critica costruttiva - per migliorare le mie riflessioni o semplicemente per avviare un dialogo fraterno e uno scambio di esperienze - sarò felice di leggerti. Puoi scrivermi a questo indirizzo: eziolorenzobono@hotmail.com


 
 
 

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