🇮🇹 E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE - 🇵🇹 E ASSIM SAÍMOS ... - 🇬🇧 AND SO WE WENT OUT...

Aggiornamento: 7 gen



🇮🇹 E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE Una riflessione per la Solennitàdell’Epifania (6-1-2022) < Mt. 2,1-12 (I Re magi). I. Se Gesù invece di nascere duemila anni fa, fosse nato in questi giorni, probabilmente non avrebbe potuto ricevere la visita dei re magi. Plausibilmente i magi non sarebbero arrivati col cammello ma con l’aereo, o con la macchina o via mare… però sarebbero stati fermati alla frontiera perché stranieri, perché senza visto d’entrata, o senza green pass, o perché non avevano fatto il tampone… Verosimilmente sarebbero stati respinti o rinchiusi nei centri di accoglienza alle frontiere o semplicemente rispediti a casa loro con i loro doni senza poter incontrare Gesù. II. L’uomo da sempre é stato un “homo migrantes”. Più di due milioni di anni fa l’astralopithecus africanus era migrato dal centro dell’Africa al nord per fare poi il grande salto “out of Africa” per diffondersi nell’Eurasia e da li in tutte le parti del mondo, spingendosi fino alle Americhe passando dallo stretto di Bering. La storia ci parla di continui esodi e migrazioni di milioni di persone. Abbiamo molti racconti di viaggiatori, esploratori, conquistatori che hanno fatto grandi viaggi e scoperte. Anche nella nostra storia più recente, fine ottocento e inizi novecento, milioni di europei e di nostri connazionali sono emigrati in terre lontane per fuggire alla fame o alle persecuzioni, al punto che attualmente, secondo una stima del 2020, ci sono più Italiani e discendenti di italiani all’estero che in Italia (si parla di 80 milioni di oriundi italiani nel mondo). III. Poche settimane fa ho visitato alla Biblioteca Vaticana un’interessante mostra, inaugurata da Papa Francesco, allestita dalla stessa Biblioteca in collaborazione con l’artista Pietro Ruffo, dal titolo “Tutti. Umanità in cammino”. Il curatore della mostra, il bravissimo don Giacomo Cardinali, mostrandoci le preziose carte geografiche esposte e le bellissime opere di Pietro Ruffo, ci spiegava che se nel passato l’umanità è sempre stata in cammino, oggigiorno il cammino è stato bloccato dai confini, dalle dogane, dalle frontiere tra gli stati. Gli uccelli del cielo e i pesci del mare invece possono continuare a spaziare liberamente in ogni parte del mondo, senza chiedere permesso a nessuno per passare da un paese all’altro. La terra è di tutti, e non di chi dice che quella terra è solamente sua. I confini sono costruzioni mentali. IV. Gli uomini però non sono piante che nate in un posto vi rimangono li per tutta la vita. Alle estremità inferiori dell’uomo non ci sono radici, ma gambe, e queste sono state fatte per spostarsi, camminare, viaggiare, non per rimanere fissi tutta la vita in un posto. “La nostra natura consiste nel movimento, la calma completa è la morte” diceva Blaise Pascal. Tutti conosciamo le famose parole di Pablo Neruda: “Lentamente muore chi non viaggia” e quelle di Sant’Agostino quando dice che la vita è un libro e chi non viaggia ha letto solo la prima pagina. V. I re magi sono l’emblema dell’uomo viaggiatore, di colui che sa uscire dalla sua comfort-zone per andare dietro a un desiderio. La parola desiderio significa “de-sidera”, cioè “mancanza di stelle”. I magi ci spingono a correre dietro alle stelle, come hanno fatto loro che hanno seguito la loro stella, cioè i loro desideri. Ci spronano ad essere dei viaggiatori, a correr dietro alle stelle, ai nostri desideri, a uscire dall’ordinario per andare incontro allo straordinario. Andare incontro alla novità, ad uscire dalle nostre stanze che puzzano di stantio. A non restare in una vasca da bagno quando possiamo immergerci nell’oceano. Ci insegnano ad andare alla ricerca di Dio per essere felici e non per rimanere a piagnucolarci addosso per tutta la vita. “Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima” ci dice il vangelo di oggi, perché sapevano che sarebbero arrivato presto a realizzare il loro desiderio: incontrare il Messia. E noi, proviamo una gioia grandissima nell’incontrare Gesù nella nostra vita? VI. Siamo all’inizio di un nuovo anno e penso abbiamo già stilato le nostre “New year’s resolutions”. Vorrei proporvi una nuova “resolution”, cioè quello di intraprendere quest’anno un bellissimo viaggio verso un luogo che magari è da una vita che volete visitare e avete sempre rimandato. Non procrastiniamo più. Quando saremo morti, l’unico viaggio che ci faremo è quello verso il cimitero. La decisone di fare un viaggio da sempre desiderato sarà uno stimolo anche per fare un altro viaggio, quello interiore, all’incontro di Gesù. Non possiamo passare una vita intera senza provare la gioia grandissima che hanno provato i magi. Loro hanno fatto migliaia di kilometri per provare questa gioia, e noi cosa siamo disposti a fare? VII. Per concludere vorrei suggerire anche un altro piccolo viaggio di pochi kilometri (per chi abita a Roma) che potete fare oggi stesso verso sera e che vi darà molta gioia, e cioè quello di andare a Piazza Navona non tanto per vedere la Befana, che non ne vale la pena, ma per vedere le stupende immagini proiettate sui palazzi della Piazza. Poi da lì andate a Piazza di Spagna per ammirare quel palazzo totalmente coperto di luci e in distacco le parole pronunciate da Dante alla fine del primo libro della Divina Commedia. Sono parole che vogliono essere un auspicio per quest’anno a tutti noi che stiamo ancora lottando per uscire dall’inferno della pandemia. Dante, dopo aver passato per tutte le bolge dell’inferno, all’uscita dell’inferno guardando verso il cielo sospirò “E quindi uscimmo a rivedere le stelle”.



🇵🇹 E ASSIM SAÍMOS PARA VER DE NOVO AS ESTRELAS Uma reflexão para a Solenidade da Epifania (6-1-2022) < Mt. 2,1-12 (Os Reis Magos). I. Se Jesus, em vez de ter nascido há dois mil anos atrás, tivesse nascido nestes dias, provavelmente não teria recebido a visita dos Reis Magos. Plausivelmente os Magos não teriam chegado de camelo mas de avião, ou de carro ou por mar... mas teriam sido detidos na fronteira porque eram estrangeiros, porque não tinham visto de entrada, ou sem o greenpass, ou porque não tinham feito o test do Covid… Provavelmente teriam sido rejeitados ou preso nos centros de recepção na fronteira ou simplesmente mandados de volta para casa com os seus dons sem poderem encontrar Jesus. II. O homem tem sido sempre um "homo migrantes". Há mais de dois milhões de anos, o Astralopithecus africanus migrou do centro de África para o norte e depois deu o grande salto "para fora de África" para se espalhar para a Eurásia e de lá para todas as partes do mundo, alcançando as Américas através do Estreito de Bering. A história fala-nos de êxodos e migrações contínuas de milhões de pessoas. Temos muitos relatos de viajantes, exploradores, conquistadores que fizeram grandes viagens e descobertas. Mesmo na nossa história mais recente, no final do século XIX e início do século XX, milhões de europeus e compatriotas nossos emigraram para terras distantes para escapar à fome ou à perseguição, ao ponto de actualmente, de acordo com uma estimativa de 2020, haver mais italianos e descendentes de italianos no estrangeiro do que em Itália (há 80 milhões de oriundos italianos no mundo). III. Há algumas semanas visitei na Biblioteca do Vaticano uma interessante exposição, inaugurada pelo Papa Francisco, montada pela mesma Biblioteca em colaboração com o artista Pietro Ruffo, intitulada "Todos. A humanidade em Movimento". O curador da exposição, o talentoso Don Giacomo Cardinali, mostrando-nos os mapas preciosos em exposição e as belas obras de Pietro Ruffo, explicou que se no passado a humanidade esteve sempre em movimento, hoje o caminho foi bloqueado por fronteiras, alfandegas, divisões entre estados. As aves do ar e os peixes do mar, por outro lado, podem continuar a vaguear livremente em qualquer parte do mundo, sem pedir permissão a ninguém para se deslocar de um país para outro. A terra pertence a todos, e não àqueles que dizem que é só deles. As fronteiras são construções mentais. IV. Na realidade as pessoas não são plantas que nascem num ponto e aí permanecem toda a vida. Nas extremidades inferiores do homem não há raízes, mas sim pernas, e estas foram feitas para se moverem, caminharem, viajarem, não para permanecerem fixas num único lugar durante toda a sua vida. "A nossa natureza consiste no movimento, a calma completa é a morte" disse Blaise Pascal. Todos conhecemos as famosas palavras de Pablo Neruda: "Aquele que não viaja morre lentamente" e as de Santo Agostinho quando disse que a vida é um livro e aquele que não viaja apenas leu a primeira página. V. Os Magos são o emblema do viajante, daquele que sabe sair da sua zona de conforto para seguir um desejo. A palavra desejo significa "de-sidera", ou seja, "falta de estrelas". Os Magos exortam-nos a correr atrás das estrelas, como fizeram eles que seguiram a sua estrela, ou seja, os seus desejos. Encorajam-nos a ser viajantes, a correr atrás das estrelas, atrás dos nossos desejos, a deixar o ordinário para ir ao encontro do extraordinário. Para conhecer o novo, para sair das nossas salas obsoletas. Não ficar numa banheira quando se pode mergulhar no oceano. Ensinam-nos a ir em busca de Deus para sermos felizes e não ficarmos lamuriando toda a nossa vida. Os Magos “Quando viram a estrela, ficaram muito contentes", diz-nos o Evangelho de hoje, porque sabiam que em breve viriam a cumprir o seu desejo: encontrar o Messias. E nós, experimentamos grande alegria em encontrar Jesus nas nossas vidas? VI. Estamos no início de um novo ano e penso que já elaborámos os nossos “compromissos para o Ano Novo". Gostaria de vos propor um novo “compromisso", ou seja, empreender este ano uma viagem maravilhosa a um lugar que talvez tenham querido visitar durante toda a vossa vida, mas que sempre adiaram. Não vamos adiar por mais tempo. Quando estivermos mortos, a única viagem que faremos é para o cemitério. A decisão de fazer uma viagem que sempre quisemos fazer será também um incentivo para fazer outra viagem, a viagem interior, para encontrar Jesus. Não podemos passar uma vida inteira sem experimentar a grande alegria que os Magos experimentaram. Eles viajaram milhares de quilómetros para experimentar esta alegria, e nós o que estamos preparados para fazer? VII. Para concluir, gostaria também de sugerir (para os que vivem em Roma) outra pequena viagem de apenas alguns quilómetros que podem fazer hoje, ao anoitecer, e que lhes dará muita alegria, ir à Piazza Navona, não tanto para ver a Befana, que não vale a pena, mas para ver as estupendas imagens projectadas nos edifícios da Piazza. De lá, dirigem-se à Piazza di Spagna para admirar aquele palácio totalmente coberto de luzes e em desprendimento as palavras pronunciadas por Dante no final do primeiro livro da Divina Comédia. Oxalá que estas palavras sejam presságio para este ano para todos nós que ainda lutamos para sair do inferno da pandemia. Dante, depois de passar por todos os cantos do inferno, à saída do inferno olhou para o céu e suspirou: "E assim saímos para ver de novo as estrelas".


🇬🇧 AND SO WE WENT OUT TO SEE THE STARS AGAIN A Reflection for the Solemnity of the Epiphany (6-1-2022) < Mt. 2,1-12 (The Magi). I. If Jesus, instead of being born two thousand years ago, had been born in these days, he probably would not have received the visit of the Magi. Plausibly the Magi would not have arrived by camel but by plane, or by car or by sea... but they would have been stopped at the border because they were foreigners, because they had no entry visa, or without a green pass, or because they had not taken a swab... They would probably have been rejected or locked up in reception centres at the borders or simply sent back home with their gifts without being able to meet Jesus. II. Man has always been a "homo migrantes". More than two million years ago, Astralopithecus africanus migrated from the centre of Africa to the north and then made the great leap "out of Africa" to spread to Eurasia and from there to all parts of the world, reaching the Americas via the Bering Strait. History tells us of continuous exoduses and migrations of millions of people. We have many accounts of travellers, explorers, conquerors who made great journeys and discoveries. Even in our more recent history, at the end of the nineteenth and beginning of the twentieth century, millions of Europeans and our fellow countrymen emigrated to distant lands to escape hunger or persecution, to the point that currently, according to a 2020 estimate, there are more Italians and descendants of Italians abroad than in Italy (there are 80 million Italian oriundi in the world). III. A few weeks ago I visited the Vatican Library an interesting exhibition, inaugurated by Pope Francis, set up by the same Library in collaboration with the artist Pietro Ruffo, entitled "Tutti. Humanity on the Move'. The curator of the exhibition, the talented Don Giacomo Cardinali, showing us the precious maps on display and the beautiful works of Pietro Ruffo, explained that if in the past humanity has always been on the move, today the path has been blocked by borders, customs, borders between states. The birds of the air and the fish of the sea, on the other hand, can continue to roam freely in any part of the world, without asking anyone for permission to move from one country to another. The land belongs to everyone, and not to those who say it is theirs alone. Borders are mental constructions. IV. But people are not plants that are born in one place and stay there all their lives. At the lower extremities of man there are no roots, but legs, and these were made for moving, walking, travelling, not for remaining fixed in one place all their lives. "Our nature consists in movement, complete calm is death" said Blaise Pascal. We all know the famous words of Pablo Neruda: "He who does not travel dies slowly" and those of St Augustine when he said that life is a book and he who does not travel has only read the first page. V. The Magi are the emblem of the travelling man, of the one who knows how to leave his comfort zone to follow a desire. The word desire means "de-sidera", that is, "lack of stars". The Magi urge us to run after the stars, as they did who followed their star, i.e. their desires. They encourage us to be travellers, to run after the stars, after our desires, to leave the ordinary to meet the extraordinary. To meet the new, to get out of our stale rooms. To not stay in a bathtub when we can dive into the ocean. They teach us to go in search of God in order to be happy and not to stay whimpering all our lives. "When they saw the star, they were overjoyed", today's Gospel tells us, because they knew that they would soon come to fulfil their desire: to meet the Messiah. What about us, do we experience great joy at meeting Jesus in our lives? VI. We are at the beginning of a new year and I think we have already drawn up our "New year's resolutions". I would like to propose to you a new "resolution", that is, to undertake this year a wonderful journey to a place that you may have wanted to visit all your life but have always put off. Let us not procrastinate any longer. When we are dead, the only trip we will take is to the cemetery. The decision to make a journey we have always wanted to make will also be an incentive to make another journey, the inner journey, to meet Jesus. We cannot spend a lifetime without experiencing the great joy that the Magi experienced. They travelled thousands of kilometres to experience this joy, and what are we prepared to do? VII. To conclude, I would also like to suggest another small journey of just a few kilometres that you can make today, towards evening, and which will give you much joy, and that is to go to Piazza Navona, not so much to see the Befana, which is not worth it, but to see the stupendous images projected onto the buildings of the Piazza. Then from there go to Piazza di Spagna to admire that palace totally covered in lights and in detachment the words spoken by Dante at the end of the first book of the Divine Comedy. These words are meant to be an omen for this year to all of us who are still struggling to get out of the hell of the pandemic. Dante, after passing through all the boils of hell, at the exit of hell looked up to the sky and sighed: "And so we went out to see the stars again".

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