🇮🇹 “ErrorDay” - GIORNO DELL'ERRORE 🇵🇹 O DIA DO ERRO - ErrorDay

Aggiornamento: 23 apr


🇮🇹 “ErrorDay” - GIORNO DELL'ERRORE

Una riflessione per la II Domenica di Pasqua -C (24–4-2022)

< Gv 20,19-31 (Confessione di Tommaso)

I.

Se io chiedessi: chi mi sa dire chi è Will Smith? Probabilmente tutti o quasi tutti mi risponderebbero: è quello che ha dato uno schiaffo a un comico nella notte degli Oscar di quest’anno. Tutta la vita di un grande artista, riassunta in un gesto della durata di pochi secondi. È stato certamente un gesto riprovevole ma che non può cancellare ciò che lui è veramente: uno dei più grandi attori del mondo protagonista di molti film straordinari, un grande filantropo che ha realizzato progetti importanti donando milioni di dollari per opere sociali in favore dei più bisognosi.

II.

Se chiedessi a dei cristiani: chi è San Tommaso? Probabilmente la risposta sarà: l’incredulo, quello che non ha creduto nella testimonianza degli apostoli e che ha messo il dito nelle piaghe di Gesù. E probabilmente queste persone non conoscono nient’altro di questo santo. Sarà che San Tommaso ha fatto solo quello di rilevante in tutta la sua vita? Devo confessare che anch’io ho scoperto la grandezza di San Tommaso solo una decina di anni fa, quando ho fatto un viaggio in India, nella regione del Kerala. Là ho visitato i luoghi che secondo la tradizione sono stati evangelizzati da San Tommaso. Ho visto il Santuario dove è stata piantata la croce di San Tommaso dove approdò nell’anno 52, e le 7 chiese da lui fondate. Ho visto lo “stagno del battesimo” dove, sempre secondo la tradizione, il santo avrebbe compiuto il miracolo dell’acqua buttata in alto e mai ricaduta. Con questo miracolo ha convertito la casta alta di quella regione e una moltitudine di persone. Sempre in India venne poi martirizzato nell’anno 72, il suo corpo venne trasportato nei secoli seguenti nella basilica di Ortona (in provincia di Chieti), dov’è tuttora custodito.

I cristiani del Kerala, che si autodefiniscono “i cristiani di San Tommaso”, rivendicano infatti la fondazione apostolica delle loro comunità, e quindi il cristianesimo secondo questa tradizione è arrivato in India prima che nelle grandi città europee.

Eppure San Tommaso è rimasto famoso per la sua incredulità e non per la sua testimonianza di fede fino al martirio.

III.

Tutti conosciamo il proverbio “Sbagliando si impara” e come tutti i proverbi seri anche questo ha un fondo di verità.

Ho letto in questi giorni che a Modena c’è una “Scuola di fallimento” specializzata nell’analizzare i vari errori commessi soprattutto nel campo aziendale, al fine di imparare come trasformare gli errori in opportunità. È stato inventato pure un “ErrorDay” (che cade il 29 febbraio) per elogiare gli errori, nella convinzione che solo errando si arriva poi alla giusta soluzione. C’è una lista infinita di personaggi che hanno fatto clamorosi errori nella loro vita e che da questi ne sono usciti poi a testa alta, e perfino migliori. Molte scoperte in campo scientifico e geografico sono conseguenze di un errore (basta solo citare la scoperta della penicillina e la “scoperta” dell’America). Gli errori li fanno solamente chi agisce. Uno che non fa niente tutta la vita non farà errori, ma tutta la sua vita sarà un errore.

Secondo questa teoria che esalta l’importanza di errare, gli errori non devono essere giudicati (perché questo ci porterebbe ad avere una bassa autostima e a sentirci sbagliati) ma analizzati, e questo porterà al superamento dell’errore e al successo. Anche i pedagogisti (come la Montessori) ritengono l’errore fonte di conoscenza e occasione di crescita.

(Questa teoria si presenta pertanto, secondo me, come una formulazione laica dell’idea di peccato, perdono e redenzione).

IV.

La cosa peggiore non è l’errore, ma come si reagisce di fronte all’errore.

Come abbiamo detto non dobbiamo giudicare gli errori ma analizzarli quel che basta per imparare la lezione e non ripeterli. Molte persone che hanno sbagliato sono rimaste famose per un unico errore commesso che per tutta una serie di cose buone che hanno fatto nella loro vita. Come abbiamo visto con Will Smith, con San Tommaso e con molti altri.

Gli altri apostoli non erano diversi da Tommaso. Anche loro erano degli increduli, infatti non credettero ai primi testimoni della risurrezione di Gesù. Se non fossero stati presenti alla prima apparizione di Gesù nel cenacolo, anche loro avrebbero esatto di vedere e toccare il Risorto proprio come Tommaso. Hanno sbagliato anche loro come Tommaso, ma non come Giuda. L’errore maggiore di Giuda non fu quello di aver tradito Gesù, ma quello di non aver fatto tesoro del suo errore per cambiare vita, per chiedere perdono, per riparare con il bene il male compiuto. Gli apostoli hanno tradito e abbandonato Gesù, ma non sono rimasti nell’errore come Giuda, ne sono usciti trasformando la loro vita e diventano testimoni fino al martirio.

V.

Gesù nonostante tutti gli errori che i suoi apostoli hanno fatto, li riprende in mano con tutta la loro fragilità e affida loro il compito di diffondere il vangelo nel mondo. Soffia su di loro lo Spirito non tanto per renderli capaci di fare grandi miracoli o discorsi strabilianti, ma per perdonare i peccati. Il mondo non sarà più quindi un mondo di uomini persi, ma di uomini perdonati: i cristiani sono dei perdonati che perdonano.

Io sono sicuro che da quel terribile episodio Will Smith ne uscirà migliore e potrà fare ancora tante belle cose che ci sorprenderanno. Così come ha fatto San Tommaso che non è rimasto soffocato nel suo errore ma ha fatto cose strabilianti. Così sarà anche per noi: nonostante tutti i nostri errori, Gesù risorto sta aspettando che diamo ancora il meglio di noi stessi.


(Per ascoltare il video clicca qui: https://youtu.be/dPS0Z_7UIxY )



🇵🇹 O DIA DO ERRO - ErrorDay

Uma reflexão para o Segundo Domingo da Páscoa -C (24-4-2022)

< Jo 20:19-31 (Confissão de Tomé)

I.

Se eu perguntasse: Quem sabe quem é Will Smith? Provavelmente todos, ou quase todos, responderiam: Ele é o tipo que esbofeteou um comediante na cara na noite de Oscar este ano. Toda a vida de um grande artista resumiu-se a um gesto que durou apenas alguns segundos. Foi certamente um gesto condenável, mas não pode apagar o que ele realmente é: um dos maiores actores do mundo, protagonista de muitos filmes extraordinários, um grande filantropo que realizou projectos importantes, doando milhões de dólares para obras sociais a favor dos mais necessitados.

II.

Se perguntassem aos cristãos: quem é São Tomé? A resposta seria provavelmente: o descrente, aquele que não acreditava no testemunho dos apóstolos e que pôs o dedo nas feridas de Jesus. E provavelmente estas pessoas não sabem mais nada sobre este santo. Será que São Tomé só fez isso de relevante em toda a sua vida? Devo confessar que também eu descobri a grandeza de São Tomé há apenas dez anos, quando fiz uma viagem à Índia, à região de Kerala. Aí visitei os lugares que, segundo a tradição, foram evangelizados por São Tomé. Vi o santuário onde foi plantada a cruz de São Tomé onde ele desembarcou no ano 52, e as 7 igrejas por ele fundadas. Vi a 'lagoa do baptismo' onde, mais uma vez, segundo a tradição, o santo realizou o milagre da água a ser lançada para cima e nunca mais cair para trás. Com este milagre ele converteu a alta casta daquela região e uma multidão de pessoas. Ainda na Índia, ele foi martirizado no ano 72, e o seu corpo foi transportado nos séculos seguintes para a basílica de Ortona (na província de Chieti, Itália), onde ainda hoje é conservado.

Os cristãos de Kerala, que se auto-intitulam "os cristãos de São Tomé", reivindicam a fundação apostólica das suas comunidades, pelo que o cristianismo, de acordo com esta tradição, chegou à Índia antes das grandes cidades europeias.

No entanto, São Tomás continuou famoso pela sua incredulidade e não pelo seu testemunho de fé ao ponto do martírio.

III.

Todos conhecemos o provérbio "Aprendemos pelos nossos erros" e, como todos os provérbios sérios, este também tem um núcleo de verdade.

Li recentemente que existe uma "Escola do fracasso" em Modena, especializada em analisar os vários erros cometidos, especialmente no campo empresarial, a fim de aprender como transformar os erros em oportunidades. Um "ErrorDay" foi mesmo inventado (que cai a 29 de Fevereiro) para louvar os erros, na crença de que só cometendo erros podemos chegar à solução certa. Há uma lista interminável de pessoas que cometeram erros gritantes nas suas vidas e saíram deles com a cabeça erguida e ainda melhor. Muitas descobertas na ciência e geografia são consequências de um erro (basta mencionar a descoberta da penicilina e a "descoberta" da América). Os erros são cometidos só por aqueles que agem. Alguém que não faz nada toda a sua vida não cometerá erros, mas toda a sua vida será um erro.

De acordo com esta teoria, que exalta a importância de cometer erros, os erros não devem ser julgados, porque isso levaria a uma baixa auto-estima e a um sentimento errado, mas devem ser analisados, e isso levará à superação do erro e ao sucesso. Mesmo os pedagogos (como Montessori) consideram os erros como uma fonte de conhecimento e uma oportunidade de crescimento.

(Esta teoria é portanto apresentada ao meu ver como uma formulação secular da ideia de pecado, perdão e redenção).

IV.

O pior não é o erro, mas sim a forma como se reage ao erro. Como já dissemos, não devemos julgar os erros mas analisá-los apenas o suficiente para aprender a lição e não repeti-los. Muitas pessoas que cometeram erros tornaram-se mais famosas por um erro do que por toda uma série de coisas boas que cometeram nas suas vidas. Como já vimos com Will Smith, com São Tomé, e com muitos outros.

Os outros apóstolos não eram diferentes de Tomé. Também eles eram incrédulos, pois não acreditaram nas primeiras testemunhas da ressurreição de Jesus. Se eles não tivessem estado presentes na primeira aparição de Jesus no Cenáculo, também eles teriam exigido em ver e tocar no Ressuscitado tal como Tomé. Também eles estavam errados como Tomé, mas não como Judas. O maior erro de Judas não foi o de ter traído Jesus, mas o de não ter aproveitado do seu erro para mudar a sua vida, pedir perdão, reparar o mal que tinha feito. Os apóstolos traíram e abandonaram Jesus, mas não permaneceram no erro como Judas, saíram dele transformando as suas vidas e tornaram-se testemunhas até o martírio.

V.

Apesar de todos os erros cometidos pelos seus apóstolos, Jesus toma-os na mão com toda a sua fragilidade e confia-lhes a tarefa de divulgar o Evangelho no mundo. Ele sopra sobre eles o Espírito não tanto para os tornar capazes de grandes milagres ou discursos grandiosos, mas para perdoar os pecados. O mundo já não será um mundo de homens perdidos, mas de homens perdoados: os cristãos são homens perdoados que perdoam.

Estou certo de que Will Smith sairá melhor desse terrível episódio e será capaz de fazer muito mais coisas belas que nos surpreenderão. Tal como São Tomé, que não ficou sufocado no seu erro mas fez coisas maravilhosas. Assim será também para nós: apesar de todos os nossos erros, Jesus ressuscitado está ainda à espera que demos o melhor de nós próprios.


(Para escutar o vídeo clicar aqui: https://youtu.be/hXjBHcspdno )


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