🇮🇹 FIGLI DI UN DIO MINORE 🇵🇹 FILHOS DE UN DEUS MENOS 🇬🇧 CHILDREN OF A LESSER GOD



🇮🇹 FIGLI DI UN DIO MINORE

Una riflessione per la XXVI Domenica, T.O. - B. (26–9-2021)

< Mc 9,38-43.45.47-48 (Un bicchiere d’acqua).

I.

Venerdí sera sono andato alla presentazione del libro del mio amico filosofo Filomeno Lopes, dal titolo: “Per una democrazia post-razziale” e ho ascoltato vari intervenienti molto bravi che hanno riflettuto sulla questione del razzismo in Italia. La cosa scioccante, diceva l’autore, che lo ha spinto a scrivere questo libro, fu la notizia su un giornale che la maggioranza dei cattolici in Italia stava con un politico che ha sempre contrastato l’immigrazione e non con il Papa che appella continuamente all’accoglienza. Questo politico ha raccolto consensi sbandierando lo slogan “Prima gli italiani” mentre Papa Francesco ha perso consensi proclamando il principio evangelico “Prima Tutti, Fratelli Tutti”. La brava presentatrice dell’incontro, Lorena Bianchetti, parlava a questo riguardo di “schizofrenia’ all’interno del mondo cattolico italiano, e con ragione, perché il termine cattolico vuol dire proprio “universale”, e cioè il contrario di razziale, particolare. È una contraddizione dire “Cattolico-razzista” sarebbe come dire “Capitalista-comunista” o “Ebreo-nazista”.

II.

I razzisti purtroppo ci sono sempre stati. Oggigiorno però si sono raffinati: non potendo più usare la parola razza (se no si rivelerebbero subito come dei razzisti), usano altri termini più eleganti come cultura, identità, partito, anche religione… ma è solo un altro modo più politicamente corretto per nascondere gli stessi intenti di discriminazione e segregazione: “questa è la mia identità, la mia cultura che è diversa dalla tua”.

Un antidoto al razzismo è la bellissima enciclica di Papa Francesco, Fratelli Tutti, che i cattolici dovrebbero imparare a memoria. La presentatrice Lorena disse che il nuovo libro di Filomeno (così pure, aggiungo io, il suo precedente libro “Non amo i razzisti dilettanti”) dovrebbe essere letto in tutte le scuole.

Il discorso sul razzismo si prolungherebbe troppo e andremmo oltre i 10 minuti indicati dal Papa come limite massimo per l’omelia. (Ma a chi interessa può ricercare le mie riflessioni sul mio sito eziobono.com o sulla mia pagina Facebook, dove potete trovare altre informazioni)

III.

Anche gli apostoli che abbiamo sentito oggi nel Vangelo sono sembrati un po’ razzisti. Volevano proibire a uno di fare miracoli nel nome di Gesù, solo perché “non era dei nostri”. Gesù però li smentisce subito: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

Gesù dunque accoglie tutti, non fa discriminazioni tra questi e quelli, ma tutti sono “nostri”, tutti sono di Gesù.

Allora il dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” (Fuori dalla Chiesa non c’è salvezza) è falso? No, bisogna vedere cosa si intende per Chiesa. La Chiesa è il corpo di Cristo, è formata da tutti coloro che stati stati creati in Cristo Gesù (come ci ricorda il Prologo di Giovanni, lo stesso apostolo che voleva proibire agli altri “di fuori”, di operare in nome di Gesù). Quindi l’umanità intera è il Corpo di Cristo, è la Chiesa. Ecco quindi che potremmo dire: “Fuori di Cristo non c’è salvezza”.

Qualcuno però potrebbe obiettare: ma allora perché devo continuare a stare nella Chiesa Cattolica, se la salvezza viene anche da fuori?

Sarebbe come se tua moglie o tuo marito, o un amico o chi ti vuol bene, dopo tanti anni che sta insieme a te, ti chiedesse: Ma perché io devo stare con te, se posso essere felice anche senza di te? Se dopo anni arrivano a porci questa domanda allora saremmo noi che dovremmo chiedere loro un po’ desolati: “E dopo tanti anni non l’hai ancora capito?”. Quanto tempo sprecato!

IV.

Gesù ci da dei consigli che non sono da prendere alla lettera, altrimenti il mondo sarebbe pieno di monchi e di ciechi, ma sono da prendere sul serio.

“Il tuo occhio”: cioè lo sguardo. Cos’è che guardi nella tua vita, da cosa ti fai sedurre? Che cosa riempie i tuoi occhi e cioè la tua anima? (occhio specchio dell’anima).

“La tua mano” cioè le tue azioni. Cosa stai facendo nella tua vita, stai compiendo il bene o il male?

“Il tuo piede” cioè il tuo cammino. Dove stai andando nella tua vita? Qual’è la tua direzione? (Domenica scorsa Gesù chiedeva ai discepoli: “Di che cosa stavate parlando lungo la via?”, cioè cosa riempie il cammino della vostra vita?).

E spesso ci accorgiamo che il nostro sguardo, le nostre azioni e il nostro cammino non sono orientati a Gesù. Per questo Gesù ci invita dare un taglio e fare un cambiamento radicale: Se non vedi tuo fratello nel bisogno (occhio), se non fai nulla per alleviare il suo dolore (mano) e se non vai verso di lui (piede) ecco che questi diventano organi inutili che non ti serviranno a nulla nella Geenna.

V.

Il furbo politico di cui dicevo all’inizio, per le elezioni prossime ha modificato il suo slogan: invece di “Prima gli italiani” ora dice “Prima l’Italia”. Quindi, prima tutti quelli che vivono in questo paese? Prima tutti coloro che hanno eletto l’Italia come propria patria, che la amano, anche se non hanno la cittadinanza italiana? Forse avranno detto a questo politico che molti immigrati possono votare? In ogni caso, perché dobbiamo mettere sempre la parola “prima”? Prima di chi, di che cosa? Perché ci dev’essere qualcuno prima e qualcuno dopo? Perché ci dev’essere qualcuno che sta meglio e qualcuno che sta peggio? Qualcuno superiore e qualcuno inferiore? (Paesi dove più del 90% sono vaccinati e altri solo col 2%?). Ma non siamo tutti uguali? Non è ora di smetterla di vedere sempre gli altri come nemici, concorrenti, pericoli?

VI.

È vero che alcuni cambiamenti strutturali non dipendono da noi, ma per noi è possibile fare qualcosa, dei piccoli gesti come ci dice oggi Gesù nel Vangelo, come quello di dare un bicchiere d’acqua. In realtà al tempo di Gesù dare un bicchiere di acqua era un gesto importante, che poteva salvare dal morir di sete chi per esempio veniva da fuori, dal deserto, e non sapeva dov’erano i pozzi d’acqua. Ancora oggi in Africa, in tanti posti remoti dove le persone devono fare chilometri a piedi per riempire i loro recipienti, dare acqua da bere é un grande gesto, perché significa che rimarrà meno acqua per te e dovrai fare altri chilometri per averne altra. Acqua da bere, non l’acqua del fiume o l’acqua piovana raccolta nelle cisterne. Dare acqua vuol dire dare il benvenuto, dire “voglio che tu viva”.

Per noi oggi, dove tutti abbiamo rubinetti in casa e ci sono tanti nasoni per strada che emanano tanta acqua, come possiamo dare il nostro benvenuto o con quale gesti dire “voglio che tu viva” a tante persone che come noi vogliono semplicemente vivere?

VII.

Concludo dicendo al mio amico Filomeno che da decenni vive in Italia ma lo fanno sentire ancora uno straniero: non stancarti di questo nostro paese, e aiutaci con la tua grande intelligenza e profonda umanità a farci diventare un po’ più intelligenti e umani, a farci capire che il mondo è di tutti e dobbiamo arrivare non solo a una democrazia post-razziale, ma a una società, a um mondo, una coscienza una mentalità, un’umanità post-razziale.

Gesù ha eliminato tutte le differenze tra gli uomini, perché siamo tutti suoi, tutti figli dello stesso Dio, e nessuno è figlio d’un dio minore.

🇵🇹 FILHOS DE UM DEUS MENOR

Uma reflexão para o XXVI Domingo, T.O. - B. (26-9-2021)

< Mc 9:38-43.45.47-48 (Um copo de água).

I.

Na sexta-feira à noite fui à apresentação do livro do meu amigo filósofo Filomeno Lopes, intitulado: "Por uma democracia pós-racial" e ouvi vários oradores muito bons que reflectiram sobre a questão do racismo em Itália. A coisa chocante, disse o autor, que o levou a escrever este livro, foi a notícia num jornal que a maioria dos católicos em Itália estava com um político que sempre se opôs à imigração e não com o Papa que apela continuamente ao acolhimento. Este político ganhou apoios com o slogan ‘Antes os Italianos', enquanto que o Papa Francisco perdeu o apoio ao proclamar o princípio evangélico ‘Antes Todos, Fratelli tutti’. A boa apresentadora do encontro, Lorena Bianchetti, falou a este respeito de "esquizofrenia" dentro do mundo católico italiano, e com razão, porque o termo católico significa precisamente "universal", e isso é o oposto de racial, particular. É uma contradição dizer "católico-racista" seria como dizer "capitalista-comunista" ou "judeu-nazi".

II.

Infelizmente, sempre houve racistas. Hoje em dia, porém, tornaram-se mais refinados: como já não podem usar a palavra raça (caso contrário, revelar-se-iam imediatamente como racistas), usam outros termos mais elegantes como cultura, identidade, partido, até religião... mas é apenas mais uma forma politicamente mais correcta de esconder as mesmas intenções de discriminação e segregação: "esta é a minha identidade, a minha cultura que é diferente da tua”.

Um antídoto para o racismo é a bela encíclica do Papa Francisco, Fratelli Tutti, que os católicos deveriam aprender de cor. A apresentadora Lorena disse que o novo livro de Filomeno (assim como, devo acrescentar, o seu livro anterior "Não gosto de racistas amadores") deveria ser lido em todas as escolas.

O discurso sobre o racismo seria demasiado longo e iríamos além dos 10 minutos indicados pelo Papa como o limite máximo para a homilia. (Mas quem estiver interessado pode procurar as minhas reflexões no meu website eziobono.com ou na minha página do Facebook, onde pode encontrar mais textos)

III.

Os apóstolos que ouvimos hoje no Evangelho também pareciam um pouco racistas. Queriam proibir alguém de realizar milagres em nome de Jesus, só porque "ele não era um de nós". Jesus, porém, contradiz-os imediatamente: "Não o proíbam, pois ninguém faz um milagre em meu nome e imediatamente fala mal de mim: quem não é contra nós é a nosso favor".

Jesus acolhe, portanto, toda a gente, não faz discriminação entre estes e aqueles, mas todos são "nossos", todos são de Jesus.

Então o dogma "Extra Ecclesiam nulla salus" (Fora da Igreja não há salvação) é falso? Não, é preciso ver o que significa Igreja. A Igreja é o corpo de Cristo, é constituída por todos aqueles que foram criados em Cristo Jesus (como nos lembra o Prólogo de João, o mesmo apóstolo que quis proibir outros "de fora", de trabalharem em nome de Jesus). Portanto, toda a humanidade é o Corpo de Cristo, é a Igreja. Aqui poderíamos então dizer: "Fora de Cristo não há salvação".

Mas alguém pode objectar: mas então porque deveria eu continuar a estar na Igreja Católica, se a salvação também vem de fora?

Seria como se a sua mulher ou marido, ou um amigo ou alguém que o ama, depois de tantos anos consigo, lhe perguntasse: "Porque tenho de ficar consigo, se posso ser feliz sem si? Se, depois de tantos anos, eles vierem ter connosco com esta pergunta, então devemos perguntar-lhes em desolação: "Depois de tantos anos, ainda não compreendeu? Que perda de tempo!

IV.

Jesus dá-nos conselhos que não devem ser tomados à letra, caso contrário o mundo estaria cheio de aleijados e cegos, mas que devem ser levados a sério.

"O teu olho": ou seja, o teu olhar. Para que é que olha na sua vida, pelo que é seduzido? O que enche os teus olhos, isto é, a tua alma? (olho espelho da alma).

"A sua mão", ou seja, as suas acções. O que está a fazer na sua vida, está a fazer o bem ou o mal?

"O seu pé", ou seja, o seu caminho. Para onde vai na sua vida? Qual é a sua direcção? (No domingo passado Jesus perguntou aos discípulos: "De que estavas a falar no caminho?", ou seja, o que preenche o caminho da tua vida?)

E descobrimos frequentemente que o nosso olhar, as nossas acções e o nosso caminho não estão dirigidos para Jesus. É por isso que Jesus nos convida a cortar e a fazer uma mudança radical: Se não ver o seu irmão necessitado (olho), se não fizer nada para aliviar a sua dor (mão) e se não se dirigir a ele (pé), estes tornam-se órgãos inúteis que não lhe servirão de nada na Geena.

V.

O político esperto que mencionei no início, mudou o seu slogan para as próximas eleições: em vez de “Antes os italianos", diz agora “Antes a Itália". Então, antes todos aqueles que vivem neste país? Antes todos aqueles que elegeram a Itália como sua pátria, que a amam, mesmo aqueles que não tenham cidadania italiana? Talvez alguém disse a este político que os imigrantes podem votar? Em qualquer caso, porque temos sempre de colocar a palavra “antes”? Antes de quem, antes de quê? Porque tem de haver alguém antes e alguém depois? Porque é que tem de haver alguém melhor e alguém pior? Alguém superior e alguém inferior? (Países onde mais de 90% são vacinados e outros com apenas 2%?). Mas não somos todos iguais? Não será tempo de deixar de ver sempre os outros como inimigos, concorrentes, perigos?

VI.

É verdade que algumas mudanças estruturais não dependem de nós, mas é-nos possível fazer algo, pequenos gestos como Jesus nos diz hoje no Evangelho, tais como dar um copo de água. De facto, na época de Jesus, dar um copo de água era um gesto importante, que podia salvar de morrer de sede aqueles que, por exemplo, vinham de fora, do deserto, e não sabiam onde estavam os poços de água. Ainda hoje em África, em muitos lugares remotos onde as pessoas têm de andar quilómetros para encher os seus recipientes, dar água para beber é um grande gesto, porque significa que restará menos água para si e terá de andar mais quilómetros para conseguir mais. Água para beber, não água do rio ou água da chuva recolhida em cisternas. Dar água é dar as boas-vindas, é dizer "quero que vivas".

Para nós hoje, onde todos nós temos torneiras nas nossas casas e há tantos “nasoni” nas ruas da nossa cidade (Roma) que jorram muita água, como podemos acolher ou com que gestos dizer "quero que vivas" a tantas pessoas que, como nós, querem simplesmente viver?

VII.

Concluo dizendo ao meu amigo Filomeno, que vive em Itália há décadas mas que ainda o fazem sentir estrangeiro: não se canse deste nosso país, e ajude-nos com a sua grande inteligência e profunda humanidade a tornar-nos um pouco mais inteligentes e humanos, para nos fazer compreender que o mundo pertence a todos e que devemos chegar não só a uma democracia pós-racial, mas a uma sociedade pós-racial, mundo, consciência, mentalidade e humanidade pós-racial.

Jesus eliminou todas as diferenças entre os homens, porque somos todos seus, todos filhos do mesmo Deus, e ninguém é filho de um deus menor.

🇬🇧 CHILDREN OF A LESSER GOD

A reflection for the XXVI Sunday, T.O. - B. (26-9-2021)

< Mk 9:38-43.45.47-48 (A glass of water).

I.

On Friday evening I went to the presentation of the book by my philosopher friend Filomeno Lopes, entitled: "For a post-racial democracy" and I listened to several very good speakers who reflected on the issue of racism in Italy. The shocking thing, said the author, that prompted him to write this book, was the news in a newspaper that the majority of Catholics in Italy were with a politician who has always opposed immigration and not with the Pope who continually appeals to welcome. This politician has gained support by waving the slogan 'Italians first' while Pope Francis has lost support by proclaiming the evangelical principle 'First All, Fratelli tutti’. The good presenter of the meeting, Lorena Bianchetti, spoke in this regard of 'schizophrenia' within the Italian Catholic world, and with reason, because the term Catholic means precisely 'universal', and that is the opposite of racial, particular. It is a contradiction to say "Catholic-racist" would be like saying "Capitalist-communist" or "Jew-Nazi".

II.

Unfortunately, there have always been racists. Nowadays, however, they have become more refined: since they can no longer use the word race (otherwise they would immediately reveal themselves as racists), they use other more elegant terms such as culture, identity, party, even religion... but it is just another more politically correct way of hiding the same intentions of discrimination and segregation: "this is my identity, my culture which is different from yours".

One antidote to racism is Pope Francis' beautiful encyclical, Fratelli Tutti, which Catholics should learn by heart. Presenter Lorena said that Filomeno's new book (as well as, I might add, his previous book "I don't like amateur racists") should be read in all schools.

The discourse on racism would be too long and we would go beyond the 10 minutes indicated by the Pope as the maximum limit for the homily. (But those who are interested can search for my reflections on my website eziobono.com or on my Facebook page, where you can find more information)

III.

The apostles we heard today in the Gospel also seemed a bit racist. They wanted to prohibit someone from performing miracles in the name of Jesus, just because "he was not one of us". Jesus, however, immediately contradicts them: "Do not forbid him, for there is no one who performs a miracle in my name and immediately speaks ill of me: whoever is not against us is for us".

Jesus therefore welcomes everyone, he does not discriminate between these and those, but all are "ours", all are Jesus'.

So is the dogma "Extra Ecclesiam nulla salus" (Outside the Church there is no salvation) false? No, one must see what is meant by the term Church. The Church is the body of Christ, it is made up of all those who have been created in Christ Jesus (as the Prologue of John reminds us, the same apostle who wanted to forbid others "outside", to work in the name of Jesus). So the whole of humanity is the Body of Christ, it is the Church. So here we could say: "Outside of Christ there is no salvation".

But someone might object: but then why should I continue to be in the Catholic Church, if salvation also comes from outside?

It would be as if your wife or husband, or a friend or someone who loves you, after so many years with you, were to ask: "Why do I have to stay with you, if I can be happy without you? If, after so many years, they come to us with this question, then we should ask them in despair: "After so many years, you still haven't understood?”. What a waste of time!

IV.

Jesus gives us advice that is not to be taken literally, otherwise the world would be full of cripples and blind people, but it is to be taken seriously.

"Your eye": that is, your gaze. What is it that you look at in your life, what are you seduced by? What fills your eyes, that is, your soul? (eye the mirror of the soul).

"Your hand" i.e. your actions. What are you doing in your life, are you doing good or evil?

"Your foot' i.e. your path. Where are you going in your life? What is your direction? (Last Sunday Jesus asked the disciples: "What were you talking about on the way?", that is, what fills the path of your life?).

And we often find that our gaze, our actions and our path are not directed towards Jesus. That is why Jesus invites us to cut back and make a radical change: If you do not see your brother in need (eye), if you do nothing to alleviate his pain (hand) and if you do not go towards him (foot), these become useless organs that will be of no use to you in Gehenna.

V.

The clever politician I mentioned at the beginning has changed his slogan for the next elections: instead of "Italians first" he now says "Italy first". So, first all those who live in this country? First all those who have elected Italy as their homeland, who love it, even if they do not have Italian citizenship? Perhaps they will have told this politician that immigrants can vote? In any case, why do we always have to put the word 'first'? Before who, before what? Why must there be someone before and someone after? Why must there be someone better off and someone worse off? Someone superior and someone inferior? (Countries where more than 90% are vaccinated and others with only 2%?). But aren't we all the same? Isn't it time to stop always seeing others as enemies, competitors, dangers?

VI.

It is true that some structural changes do not depend on us, but it is possible for us to do something, small gestures as Jesus tells us today in the Gospel, such as giving a glass of water. In fact, at the time of Jesus, giving a glass of water was an important gesture, which could save from dying of thirst those who, for example, came from outside, from the desert, and did not know where the water wells were. Even today in Africa, in many remote places where people have to walk miles to fill their containers, giving water to drink is a great gesture, because it means that there will be less water left for you and you will have to walk more miles to get more. Water to drink, not river water or rainwater collected in cisterns. To give water is to welcome, to say "I want you to live".

For us today, where we all have taps in our homes and there are so many “nasoni” in the street of Rome that give off a lot of water, how can we welcome or with what gestures say "I want you to live" to so many people who, like us, simply want to live?

VII.

I conclude by saying to my friend Filomeno, who has lived in Italy for decades but is still made to feel like a foreigner: don't tire of this country of ours, and help us with your great intelligence and deep humanity to make us become a little more intelligent and human, to make us understand that the world belongs to everyone and we must arrive not only at a post-racial democracy, but at a post-racial society, world, conscience, mentality and humanity.

Jesus eliminated all differences between men, because we are all his, all children of the same God, and no one is the child of a lesser god.


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