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IL CUORE INCELLOFANATO

23 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Commemorazione di tutti i fedeli defunti – 2 novembre 2026


I.

In questi giorni, in una stazione della metropolitana di Roma, ho visto una pubblicità piuttosto curiosa: l’immagine di uno scheletro ricoperto di collane, braccialetti e altri gioielli d'oro e sotto una scritta provocatoria: «Vuoi essere il più ricoperto d'oro del cimitero?». Credo fosse la pubblicità di un negozio che compra oro. Il messaggio sotteso penso fosse questo: perché conservare tutti quei gioielli fino alla morte, quando potresti venderli e goderti il ricavato mentre sei ancora vivo? Naturalmente, dietro quella pubblicità c'è un interesse commerciale. Ma devo riconoscere che mi ha fatto riflettere. Infatti, che cosa te ne fai di tutto quell'oro quando sei morto?

E poi mi è venuta in mente un'altra domanda: che cosa te ne fai, al cimitero, di un cuore ancora incellofanato, perché non hai mai voluto sciuparlo con delle storie d'amore? Che cosa te ne fai di due braccia ancora forti, che hai conservato intatte perché non volevi consumarle aiutando e abbracciando gli altri? E che cosa te ne fai di una bocca perfetta, che hai preservato senza sciuparla in baci, sorrisi e parole di tenerezza? Che cosa te ne fai di tutto quello che hai conservato e che non hai mai avuto il coraggio di donare?


II.

Oggi, commemorazione dei fedeli defunti, siamo venuti a ricordare le persone che abbiamo amato e che ci hanno lasciato.

Non hai mai pensato che, tra qualche anno, forse tanti, forse pochi, questo giorno sarà anche il tuo giorno? Ci saranno altre persone sedute in questi banchi. Qualcuno forse ricorderà il tuo nome, qualcuno porterà un fiore sulla tua tomba, qualcuno dirà una preghiera per te.

E che cosa ricorderanno? I tuoi successi? La tua carriera? Le tue proprietà? I tuoi titoli? Forse. Ma credo che, alla fine, ricorderanno soprattutto come li hai fatti sentire quando eravate insieme. Ricorderanno un abbraccio ricevuto nel momento del dolore. Una parola che ha restituito loro il coraggio. Una mano tesa quando tutti gli altri si erano voltati dall'altra parte. Un sorriso che ha illuminato una giornata difficile.

Oppure ricorderanno le occasioni perdute, gli abbracci negati, le parole d'amore mai pronunciate.

C'è una strana contraddizione nella vita: cerchi di conservare tutto, mentre le cose più preziose che possiedi acquistano valore proprio quando le doni.

Il pane conservato ammuffisce. Il pane spezzato sfama.

Il denaro accumulato rimane nei forzieri. Il denaro condiviso può cambiare la vita di qualcuno.

E il cuore? Il cuore non è fatto per essere conservato sotto cellophane. È fatto per essere consumato dall'amore.

Gesù ce lo ha insegnato non soltanto con le parole, ma con la sua stessa vita. Non ha conservato nulla per sé. Ha donato il suo tempo, le sue energie, il suo amore. E alla fine ha donato persino la sua vita.


III.

Oggi, però, noi cristiani non siamo qui soltanto per ricordare che dobbiamo amare prima di morire. Siamo qui soprattutto per celebrare una speranza: la morte non è l'ultima parola sulla nostra vita. Gesù ci ha promesso che chi crede in Lui, anche se muore, vivrà. E questa promessa cambia completamente il nostro modo di guardare alla morte. Perché tutto ciò che abbiamo amato veramente non è destinato a scomparire nel nulla. E soprattutto, non sono destinati a scomparire nel nulla coloro che abbiamo amato: Dio non custodisce soltanto il loro ricordo, ma promette loro la vita eterna.

E oggi, mentre ricordi i tuoi defunti, non pensare soltanto a ciò che hai perduto, ma a ciò che ti hanno donato e che continua a vivere dentro di te.

Prega per loro. Nel frattempo, hai ancora una vita da vivere e un cuore da spendere.

Allora, quando arriverà il tuo giorno, non preoccuparti di essere il più ricco del cimitero.

Preoccupati piuttosto di non arrivarci con il cuore ancora incellofanato.


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