🇮🇹 IL PAESE DEI CIECHI 🇵🇹 A TERRA DOS CEGOS 🇬🇧 THE COUNTRY OF THE BLIND



🇮🇹 IL PAESE DEI CIECHI

Una riflessione per la XXX Domenica, T.O. - B. (24–10-2021)

< Mc 10,46-52 (Bartimeo)

I.

Avete già letto il racconto di Wells “Il paese dei ciechi”? Narra la storia di un paese in una valle sulle Ande ecuadoriane che in seguito ad una eruzione vulcanica rimase isolato dal resto del mondo: ogni via di comunicazione era stata interrotta e non era assolutamente possibile ad alcuno poter abbandonare il paese o arrivarci. Col tempo si abbatté una pandemia su quel paese che faceva diventare ciechi, così che in seguito tutti nascevano ciechi e dopo generazioni nessuno sapeva più nulla del mondo, e svolgevano la loro vita nel buio totale. Dormivano di giorno e lavoravano di notte perché era più fresco, e avevano sviluppato tante altre abilità e conoscenze. Un giorno, in seguito a un incidente con un piccolo aereo, un giovane sopravvissuto, di nome Nuñez, precipitò in quella valle. Quando andò incontro agli abitanti ciechi, tentò di spiegare loro cos’era la vista, i colori, il cielo, il mondo oltre quella valle… ma loro non vollero credergli, e lo reputavano un matto, un visionario… Non potendo fuggire da quel paese totalmente isolato, cercò di adattarsi alla vita di quel paese dei ciechi. Un giorno si innamorò della figlia di uno dei capi ma nessuno voleva concedergli di sposarla perché lo reputavano uno stupido, un matto che faceva discorsi fantasiosi su un ipotetico mondo che non esisteva, e poi per loro era anche un po’ idiota perché non aveva sviluppato tutte le abilità e conoscenze che loro avevano. Dopo il consulto con uno sciamano compresero che il problema di quel giovane era che invece di avere delle cavità nel viso come loro, aveva dei bulbi (gli occhi) che si muovevano e “disturbavano” il corretto funzionamento del cervello da farlo fantasticare su cose inesistenti. Allora lo convocarono e gli dissero che se voleva sposare la loro figlia, dove farsi operare, bisognava cavare gli occhi, e così una volta “guarito” poteva sposarsi. Anche la giovane che amava gli disse di farsi operare.

Non vi dico come finisce la storia per non rovinare il finale a chi non ha letto ancora il libro.

II.

Mi è venuto in mente questo racconto mentre preparavo la riflessione di oggi sul racconto del cieco Bartimeo di Gerico. Sentendo dire che stava passando Gesù, si mise a gridare affinché Lui lo curasse dalla sua cecità. Ma gli altri “ciechi” di Gerico, che avevano gli occhi ma erano più ciechi di Bartimeo lo rimproverarono perché tacesse. Come gli abitanti del paese dei ciechi delle Ande volevano far tacere Nuñez che parlava del cielo e di un mondo fantastico, così gli abitanti del paese dei ciechi di Gerico, volevano far tacere Bartimeo che si illudeva di poter essere guarito e uscire dal buio. (Chi non ha mai visto i colori come può desiderare di vedere i colori?)

Per i ciechi, al di fuori del paese dei ciechi non c’è più nulla.

Gesù sente gridare e lo manda a chiamare.

Sembra ingenua la domanda che Gesù gli fa: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Ma Gesù che cosa vuoi che voglia un cieco? Una bicicletta?

Eppure la risposta non è scontata. Abbiamo sentito la risposta (domenica scorsa) di Giacomo e Giovanni. Quando Gesù fece loro la stessa domanda: «Cosa volete che io faccia per voi?» risposero che volevano sedere uno alla destra e uno alla sinistra nel suo Regno. Erano ciechi che volevano rimanere nella loro cecità, non volevano la luce, ma la gloria. Bartimeo invece, pur non vedendo, era meno cieco di Giacomo e Giovanni, lui ha chiesto la luce.

Cosa vuoi Bartimeo? Voglio vedere Te. Infatti, una volta recuperata la vista, Bartimeo non se n’é andato a festeggiare e a recuperare il tempo passato nell’oscurità, ma, ci dice il Vangelo, si mise a seguire Gesù.

III.

Quante volte anche noi ci rassegniamo a una vita senza senso, senza luce, come gli abitanti del paese dei ciechi. Quelli non immaginavano neppure che potesse esserci un mondo diverso, pieno di luce, colori, bellezza. Sono persone che non credono in nulla e che arrivano perfino a deridere e far tacere quelli che credono. Come volevano far tacere Bartimeo che implorava Gesù, il Figlio di Davide, cioè il Messia. Come Bartimeo che non solo non tacque, ma gridava ancora più forte, anche noi non lasciamoci zittire dai ciechi che non immaginano neppure cosa sia un raggio di luce.

Oggi nel mondo si celebra la giornata mondiale delle missioni e il Papa ha scelto come tema le parole degli apostoli: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Anche due settimana fa nell’incontro sull’educazione con i leader mondiali delle religioni il Papa ha detto “Non possiamo tacere alle giovani generazioni le verità che danno senso alla vita”.

Anche Bartimeo oggi ci insegna che non possiamo tacere. Anche se siamo attorniati da ciechi, non possiamo rassegnarci all’oscurità. Gridiamo al Signore di darci la luce, specialmente quando sembra che tutto sia finito, quando pensiamo non ci sarà più nulla di nuovo nella nostra vita, che tutto è già scritto. Bartimeo che sembrava condannato a una vita di oscurità, quando ha sentito la possibilità di trasformare totalmente la sua vita, non ci ha pensato un attimo: si mise a gridare, buttò via il mantello (probabilmente tutto quanto aveva) ed è balzato subito in piedi.

Gesù sente il grido di Bartimeo, si ferma, lo manda a chiamare, parla con lui e lo guarisce. Bartimeo ha osato ed è stato esaudito. Quindi anche noi non abbiamo paura di osare. Il Signore non rimane sordo al nostro grido e ci ascolta, come ha ascoltato Bartimeo. Ecco quindi il bel messaggio che ci insegna oggi Bartimeo: Il Signore ascolta, ora, e ci esaudisce.

IV.

Bartimeo ha incontrato due tipi di persone: quelle che gli hanno detto: “Fai silenzio, smettila, stai al tuo posto”, e quelle che gli hanno detto: “Coraggio, Alzati, ti chiama”. Bartimeo non ha dato ascolto ai primi, ma agli altri.

Anche noi nella vita incontriamo a volte persone che ci vogliono zittire, soffocare i nostri desideri. Noi però non dobbiamo ascoltare quelli che vogliono tagliarci le ali, ma coloro che soffiano vento sulle nostre ali e ci spronano a spiccare il volo. Perché noi non siamo fatti per vivere nel paese dei ciechi, ma nel paese della luce.

Per concludere: se voi vi trovaste al posto di Nuñez di fronte alla richiesta di cavarsi gli occhi per vivere nel paese dei ciechi, cosa fareste?

Gesù oggi come a Bartimeo chiede anche a ciascuno di noi «Che cosa vuoi che io faccia per te?» cosa rispondiamo? Come Bartimeo “Voglio la Luce, voglio Te” oppure sceglieremo di continuare a vivere nel paese dei ciechi?

🇵🇹 A TERRA DOS CEGOS (texto e vídeo em português)

Uma reflexão para o XXX Domingo, T.O. - B. (24-10-2021)

< Mc 10:46-52 (Bartimeu)

I.

Já leram a história de Wells “A terra dos cegos”? Conta a história de uma aldeia num vale nos Andes equatorianos, que foi isolada do resto do mundo por uma erupção vulcânica: todas as linhas de comunicação foram cortadas, e era absolutamente impossível para qualquer pessoa sair ou chegar à aldeia. Com o passar do tempo, uma pandemia atingiu o país, fazendo com que as pessoas ficassem cegas, de modo que todos nascessem cegos e após gerações ninguém soubesse nada sobre o mundo, e vivessem as suas vidas na escuridão total. Dormiam durante o dia e trabalhavam à noite porque era mais fresco, e desenvolveram muitas outras habilidades e conhecimentos. Um dia, após um acidente com um pequeno avião, um jovem sobrevivente chamado Nuñez despenhou-se no vale. Quando foi ao encontro dos habitantes cegos, tentou explicar-lhes o que era a visão, as cores, o céu, o mundo além daquele vale... mas eles não quiseram acreditar nele, e pensaram que era um louco, um visionário... Como não conseguia escapar daquela aldeia totalmente isolada, tentou adaptar-se à vida na aldeia dos cegos. Um dia ele apaixonou-se pela filha de um dos chefes, mas ninguém queria deixá-lo casar com ela porque pensavam que ele era um tolo, um louco que fazia discursos fantasiosos sobre um mundo hipotético que não existia, e também pensavam que ele era um pouco idiota porque não tinha desenvolvido todas as habilidades e conhecimentos que eles tinham. Depois de consultarem um xamã, aperceberam-se que o problema com este jovem era que em vez de ter buracos na cara como eles, tinha bolbos (olhos) que se moviam e "perturbavam" o bom funcionamento do seu cérebro, fazendo-o fantasiar sobre coisas que não existiam. Então, convocaram-no e disseram-lhe que se quisesse casar com a filha deles, tinha de ser operado, os seus olhos tinham de ser tirados, para que, uma vez "curado", pudesse casar. A jovem mulher que ele amava também lhe disse para fazer a operação.

Não vos direi como termina a história para não a estragar a surpresa para aqueles que ainda não leram o livro.

II.

Esta história veio-me à mente quando estava a preparar a reflexão de hoje sobre a história do cego Bartimeu de Jericó. Quando soube que Jesus estava a passar, clamou por Ele para o curar da sua cegueira. Mas os outros "homens cegos" de Jericó, que tinham olhos mas eram mais cegos do que Bartimeu, repreenderam-no e disseram-lhe de estar em silêncio. Como os habitantes do país dos cegos dos Andes queriam silenciar Nuñez que falava do céu e de um mundo fantástico, assim também os habitantes do “país dos cegos de Jericó” queriam silenciar Bartimeu que estava sob a ilusão de que ele poderia ser curado e sair da escuridão.

Para os cegos, fora da terra dos cegos não há mais nada.

Jesus ouve um grito e manda chamá-lo.

A pergunta que Jesus lhe faz parece ingénua: "Que queres que eu faça por ti?”. Mas o que quer que um homem cego queira? Uma bicicleta?

No entanto, a resposta não é óbvia. Ouvimos a resposta (no domingo passado) de Tiago e João. Quando Jesus lhes fez a mesma pergunta: "Que quereis que eu faça por vós?" eles responderam que queriam sentar-se um à direita e outro à esquerda no seu Reino. Eram homens cegos que queriam permanecer na sua cegueira; não queriam luz, mas sim glória. Bartimeu, por outro lado, embora não pudesse ver, era menos cego que Tiago e João; ele pediu a luz.

“O que queres Bartimeu? Quero ver-Te”. De facto, uma vez recuperada a visão, Bartimeu não saiu para celebrar e compensar o tempo que tinha passado na escuridão, mas, diz-nos o Evangelho, ele partiu para seguir Jesus.

III.

Quantas vezes nos resignamos a uma vida sem sentido, sem luz, como os habitantes da terra dos cegos. Estes nem sequer imaginavam que pudesse existir um mundo diferente, cheio de luz, cores e beleza. São pessoas que não acreditam em nada e que chegam ao ponto de escarnecer e silenciar aqueles que acreditam. Tal como queriam silenciar Bartimeu que implorou a Jesus, o Filho de David, o Messias. Como Bartimeu que não só não ficou calado, como gritou ainda mais alto, não nos deixemos silenciar pelos cegos que nem sequer sabem o que é um raio de luz.

Hoje celebramos o Dia Mundial das Missões em todo o mundo, e o Papa escolheu como tema as palavras dos Apóstolos: "Não podemos ficar calados sobre o que vimos e ouvimos". Há duas semanas no encontro sobre educação com líderes religiosos mundiais, o Papa também disse: "Não podemos ficar calados para com as jovens gerações sobre as verdades que dão sentido à vida".

Até Bartimeu nos ensina hoje que não podemos permanecer em silêncio. Apesar de estarmos rodeados por cegos, não podemos resignar-nos à escuridão. Gritamos ao Senhor para nos dar luz, especialmente quando parece que tudo acabou, quando pensamos que não haverá nada de novo nas nossas vidas, que tudo já foi escrito. Bartimeu, que parecia condenado a uma vida de trevas, quando sentiu a possibilidade de transformar totalmente a sua vida, não pensou nisso por um momento: começou a gritar, deitou fora o seu manto (provavelmente tudo o que tinha) e pulou imediatamente em pé.

Jesus ouviu o grito de Bartimeu, parou, mandou chamá-lo, falou com ele e curou-o. Bartimeu atreveu-se e foi curado. Por isso, também nós não tenhamos medo de ousar. O Senhor não fica surdo ao nosso grito e ouve-nos, tal como ouviu Bartimeu. Aqui está então a bela mensagem que Bartimeu nos ensina hoje: O Senhor ouve, agora, e nos salva.

IV.

Bartimeu encontrou dois tipos de pessoas: aqueles que lhe disseram: "Cala-te, pára, fica no teu lugar", e aqueles que lhe disseram: "Força, levanta-te, Ele está a chamar-te". Bartimeu não deu ouvidos aos primeiros, mas aos segundos.

Na vida, por vezes também nós encontramos pessoas que nos dizem de calar, para abafar os nossos desejos. Mas não devemos ouvir aqueles que querem cortar as nossas asas, mas sim aqueles que sopram o vento nas nossas asas e nos encorajam a voar. Pois não somos feitos para viver na terra dos cegos, mas na terra da luz.

Para concluir: se estivesse no lugar de Nuñez quando lhe foi pedido para arrancar os olhos para viver na terra dos cegos, o que faria?

Hoje Jesus pergunta a cada um de nós, como fez com Bartimeu: "Que queres que eu faça por ti?" Que responderíamos nós? Como Bartimeu, "Eu quero a Luz, eu quero-Te”, ou escolheríamos continuar a viver na terra dos cegos?

🇬🇧 THE COUNTRY OF THE BLIND (Text and video in English)

A reflection for the XXX Sunday, T.O. - B. (24-10-2021)

< Mk 10:46-52 (Bartimaeus)

I.

Have you already read Wells' story "The Country of the Blind"? It tells the story of a village in a valley in the Ecuadorian Andes, which was cut off from the rest of the world by a volcanic eruption: all lines of communication were cut off, and it was absolutely impossible for anyone to leave or reach the village. In the course of time, a pandemic struck the country, causing people to become blind, so that everyone was born blind and after generations no one knew anything about the world, and they lived their lives in total darkness. They slept during the day and worked at night because it was cooler, and they developed many other skills and knowledge. One day, after an accident with a small plane, a young survivor named Nuñez crashed in the valley. When he went to meet the blind inhabitants, he tried to explain to them what sight was, colours, the sky, the world beyond that valley... but they did not want to believe him, and thought he was a madman, a visionary... As he could not escape from that totally isolated village, he tried to adapt to life in the village of the blind. One day he fell in love with the daughter of one of the chiefs, but nobody wanted to let him marry her because they thought he was a fool, a madman who made fanciful speeches about a hypothetical world that didn't exist, and they also thought he was a bit of an idiot because he hadn't developed all the skills and knowledge they had. After consulting with a shaman, they realised that the problem with this young man was that instead of having hollows in his face like them, he had bulbs (eyes) that moved and "disturbed" the proper functioning of his brain, making him fantasise about things that did not exist. So they summoned him and told him that if he wanted to marry their daughter, he had to have an operation, his eyes had to be removed, so that once he was "cured" he could get married. The young woman he loved also told him to have the operation.

I will not tell you how the story ends so as not to spoil it for those who have not yet read the book.

II.

This story came to mind as I was preparing today's reflection on the story of blind Bartimaeus of Jericho. When he heard that Jesus was passing by, he cried out for Him to cure him of his blindness. But the other "blind men" of Jericho, who had eyes but were more blind than Bartimaeus, rebuked him for being silent. Just as the inhabitants of the country of the blind of the Andes wanted to silence Nuñez who spoke of the sky and of a fantastic world, so the inhabitants of “the country of the blind of Jericho” wanted to silence Bartimaeus who was under the illusion that he could be healed and come out of the darkness.

For the blind, outside the country of the blind there is nothing left.

Jesus hears the cry and sends for him.

The question Jesus asks him seems naive: "What do you want me to do for you?". But what do you want a blind man to want? A bicycle?

Yet the answer is not obvious. We heard the answer (last Sunday) from James and John. When Jesus asked them the same question, "What do you want me to do for you?" they replied that they wanted to sit one on the right and one on the left in his Kingdom. They were blind men who wanted to remain in their blindness; they did not want light, but glory. Bartimaeus, on the other hand, though he could not see, was less blind than James and John; he asked for light.

“What do you want Bartimaeus? I want to see you”. In fact, once he had recovered his sight, Bartimaeus did not go off to celebrate and make up for the time he had spent in darkness, but, the Gospel tells us, he set out to follow Jesus.

III.

How many times do we resign ourselves to a life without meaning, without light, like the inhabitants of the country of the blind. They did not even imagine that there could be a different world, full of light, colours and beauty. They are people who do not believe in anything and who even go so far as to mock and silence those who do believe. Just as they wanted to silence Bartimaeus who implored Jesus, the Son of David, the Messiah. Like Bartimaeus who not only did not remain silent, but cried out even louder, let us not be silenced by the blind who do not even know what a ray of light is.

Today we are celebrating World Mission Day around the world, and the Pope has chosen as his theme the words of the Apostles: "We cannot remain silent about what we have seen and heard". Two weeks ago at the meeting on education with world religious leaders, the Pope also said: "We cannot keep silent to the young generations the truths that give meaning to life".

Even Bartimaeus teaches us today that we cannot remain silent. Even though we are surrounded by the blind, we cannot resign ourselves to the darkness. We cry out to the Lord to give us light, especially when it seems that everything is over, when we think that there will be nothing new in our lives, that everything has already been written. Bartimaeus, who seemed to be condemned to a life of darkness, when he felt the possibility of totally transforming his life, did not think about it for a moment: he began to cry out, threw away his cloak (probably all he had) and immediately jumped to his feet.

Jesus heard Bartimaeus' cry, stopped, sent for him, spoke to him and healed him. Bartimaeus dared and was healed. So we too are not afraid to dare. The Lord does not remain deaf to our cry and listens to us, as he listened to Bartimaeus. Here then is the beautiful message that Bartimaeus teaches us today: The Lord hears us, hears now and saves us.

IV.

Bartimaeus encountered two kinds of people: those who told him, "Be quiet, stop, stay in your place," and those who told him, "Come on, get up, he is calling you." Bartimaeus did not listen to the former, but to the latter.

In life, we too sometimes encounter people who want to silence us, to stifle our desires. But we must not listen to those who want to clip our wings, but to those who blow the wind on our wings and encourage us to take flight. For we are not made to live in the country of the blind, but in the country of light.

To conclude: if you were in Nuñez's place when he was asked to pluck out his eyes to live in the country of the blind, what would you do?

Today Jesus asks each one of us, as he did Bartimaeus, "What do you want me to do for you?" What you answer? Like Bartimaeus, "I want the Light, I want You" or would we choose to continue living in the country of the blind?

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