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LA BOTTE DELLE DANAIDI


Riflessione per la Messa del

Vangelo: Gv 13,1-15


I.

Le Danaidi erano le cinquanta figlie di Danao, re di Libia e poi di Argo. Il mito greco, reso famoso da Eschilo, racconta che il fratello di Danao, di nome Egitto, voleva costringere le figlie di Danao a sposare i suoi cinquanta figli. Per sfuggire a questo destino, Danao fuggì con le figlie fino ad Argo. Ma i cugini le raggiunsero e, alla fine, il padre fu costretto a cedere ed ordinò alle figlie di sgozzare i propri mariti la prima notte di nozze. Per questo crimine, secondo il mito, le Danaidi furono condannate nell'Ade a una pena assurda: riempire per sempre una botte... piena di buchi. Logicamente non riescono mai a riempire la botte.

Per i Greci, questa immagine proverbiale della “botte delle Danaidi” indicava un lavoro inutile, uno spreco continuo, una vita che non riesce a trattenere ciò che riceve.

Questa immagine può descrivere anche, in un certo modo, la condizione della nostra anima, che riceve molta “acqua” - come i sacramenti, le grazie, le benedizioni... - ma che spesso non trattiene nulla e rimane vuota.


II.

Nella sera santa dell'Ultima Cena, gli apostoli erano così, delle “botti bucate”, e Gesù lo sapeva bene. Sapeva che uno lo avrebbe tradito, uno lo avrebbe rinnegato e tutti lo avrebbero abbandonato. Eppure... li invita ugualmente a celebrare la Pasqua con Lui, a prendere parte alla prima Eucaristia. Gesù non invita i perfetti, i forti, i fedeli (forse perché avrebbe cenato da solo?), ma gli incoerenti, i fragili, gli infedeli, delle “botti piene di buchi”.

L'Eucaristia non è qualcosa di magico, un toccasana che ti guarisce automaticamente. Infatti gli apostoli, dopo averla ricevuta, cadranno comunque: tradiranno, rinnegheranno, fuggiranno. Allora a cosa serve l'Eucaristia? Serve a qualcosa di più profondo: non ti impedisce di cadere... ma non ti lascia perire nella tua caduta. Non ti esime dal male... ma ti riscatta dal male. Anche Giuda ha ricevuto l'Eucaristia, ma per lui è stata come acqua versata in una botte bucata: non ha trattenuto nulla. Gli altri apostoli, invece, erano anch'essi pieni di buchi, ma da quell'Eucaristia hanno attinto la forza per cambiare, per rialzarsi, per lasciarsi trasformare.

Il problema, allora, non è avere i buchi, è non volerli riparare. Dio non ti salva senza di te: ti dona una forza divina, reale, concreta... ma che diventa efficace solo se tu corrispondi. Altrimenti ti accade come per la botte delle Danaidi, che riceve molta acqua ma rimane sempre vuota.


III.In conclusione.

Tu, che ricevi sempre l'Eucaristia: sei al lavoro per riparare i buchi della tua anima, oppure la grazia scorre e non si ferma? Ci sono ferite, perdite nella tua vita - abitudini, peccati, compromessi - che continui a lasciare aperte? Oppure stai permettendo a Cristo di entrarci dentro, di guarirle, di trasformarle, di chiuderle?

Questa sera santa Gesù, alla sua Cena, invita anche te, non perché sei perfetto, ma perché senza di Lui non puoi diventarlo.

E allora prendi parte alla Cena, ripara i buchi della tua anima e non lasciare che la grazia continui a scivolare via.


 
 
 

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