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🇮🇹 LA PRESERVATA 🇵🇹 A PRESERVADA


🇮🇹 LA PRESERVATA

(testo in 🇮🇹 italiano)

Una riflessione per la Solennità dell’Immacolata Concezione -A (8-12-2022)

> Lc 1,26-38 (L’annunciazione)

I.

Che un dio o una dea abbiano avuto figli con degli esseri mortali non era novità nella storia delle religioni antiche. Quanti dèi e dee dell’olimpo per esempio si erano uniti a donne o uomini. Uniti fisicamente, in quanto gli dèi erano essere umani divinizzati e quindi conservavano le proprietà corporee.

Evèmero da Messina (o da Agrigento per altri), era un filosofo della Sicilia greca del 300 a.C., che volle fare uno studio sull’origine degli dèi. Il suo intento era filosofico e quindi voleva studiare il patrimonio religioso dal punto di vista critico-razionale. Diceva che se noi sfrondassimo tutti gli elementi più fiabeschi e immaginosi nei racconti sulle divinità, potremmo risalire a un fatto reale, storico, racchiuso in quelle storie. Questa teoria è definita ancora oggi col nome di Evemerismo. E concluse dicendo che gli dèi in realtà erano personaggi umani realmente esistiti e poi divinizzati alle cui gesta vennero attribuite qualità divine e sovrumane.

Anche se l’intento di Evèmero era di dare un “fondamento razionale” alle divinità, finì invece per mostrare l’inconsistenza della stessa. Proprio da questa teoria i Padri della Chiesa della nuova religione emergente (cristianesimo) partirono per dimostrare al mondo pagano che i loro dèi non erano delle divinità ma uomini divinizzati dalla fantasia popolare, o addirittura démoni divinizzati.

Questa interpretazione di Evémero suscitò le ire dello storico e filosofo greco Plutarco del II sec. a.C., (che) che addossava a Evèmero la responsabilità della diffusione dell'ateismo. Disse di lui Plutarco: “Evèmero di Messene, quello che inventò di sua fantasia certi scritti mitologici irreali e privi di fondamento, e riuscì a diffondere nel mondo ogni forma di ateismo. Evèmero ha degradato tutti gli dèi riconosciuti, senza eccezione, a nomi di comandanti, di ammiragli e di re, che sarebbero appartenute ad epoche lontane…”.

II.

La divinizzazione era l’atto con cui un essere umano veniva annoverato tra gli dèi e diveniva oggetto di culto (in greco apotheòsis, Apo=presso e theós=dio) ed era una pratica religiosa diffusa in oriente, soprattutto in epoca ellenistica. Anche a Roma si diffuse questa pratica. Il primo ad essere divinizzato fu Romolo, il mitico fondatore della città (dio Quirinus); poi Giulio Cesare (Divus Iulius), e da Augusto in poi la divinizzazione degli imperatori e perfino dei membri della loro famiglia o persone a loro vicine, divenne un fatto frequente. Ricordiamo anche solo la divinizzazione ordinata da Adriano per il suo “amico particolare” Antinoo.

Questa usanza di divinizzare soprattutto gli imperatori era per dare maggior peso all’autorità politica e i cittadini romani avevano l’obbligo di prestare culto agli imperatori.

Fu propriamente questo uno dei motivi della persecuzione contro i cristiani, che si rifiutavano di prestare culto agli imperatori. I cristiani divennero per gli imperatori una minaccia perché minavano il loro potere e autorità che veniva privata di qualsiasi aurea divina.

Il cristianesimo non considerò mai come divino nessun essere umano e operò così una purificazione della religione strappandola dalle goliardie di fantocci che di divino non avevano proprio nulla.

III.

Anche la nascita di Gesù avrebbe potuto prestarsi ad una interpretazione pagana, e venire confusa come la nascita di un altro semidio, frutto dall’unione di un dio con un essere umano. Ma i vangeli e i primi padri della Chiesa dovettero insistere sulla nascita totalmente soprannaturale di Gesù, nella quale non c’è stato nessun tipo di contatto carnale tra Dio e l’essere umano, ma solo spirituale. Questo viene sottolineato nel dialogo che abbiamo sentito nel Vangelo di oggi tra Maria e l’angelo. Maria chiede “come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” L’angelo spiega chiaramente la dinamica di questo avvenimento: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”.

Si tratta di un concepimento e di una nascita totalmente differente da quella degli dèi dell’Olimpo. Se per Evèmero gli uomini diventavano dèi, qui invece è Dio che diventa uomo. E perché questo potesse avvenire, Dio ha preservato la sua dimora, Maria, dal peccato originale. Questo non è detto esplicitamente nella Bibbia, ma è una verità implicita nella Bibbia, e che è stata riconosciuta dalla Chiesa credente fin dagli inizi fino a culminare nella proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione che celebriamo oggi.

IV.

Qualcuno potrebbe pensare, ma con tutti i pensieri che già abbiamo, è così importante credere che Maria è stata concepita senza peccato originale?

Questo dogma sottolinea per lo meno due aspetti importanti:

Il primo è che si fa risalire l’origine di una vita umana non al momento della nascita o al terzo mese di gravidanza, ma al primo istante del concepimento: con l’inizio della vita carnale inizia anche quella spirituale. Il primo istante della nostra esistenza coincide con l’istante del nostro concepimento. L’otto settembre festeggiamo la nascita di Maria, ma nove mesi prima, l’otto dicembre celebriamo la solennità dell’inizio della sua esistenza, il suo concepimento. Così come il 25 dicembre celebriamo la nascita di Gesù ma nove mesi prima il 25 marzo festeggiamo il suo concepimento con l’annunciazione di cui ci parla oggi il vangelo. Con la risposta di Maria che abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» Gesù viene concepito ed inizia ad esistere nel grembo di Maria.

Noi generalmente festeggiamo sempre il giorno in cui abbiamo visto la luce (il giorno della nostra nascita, quando siamo usciti dal grembo di nostra madre) ma non festeggiamo mai l’inizio della nostra esistenza quando siamo stati concepiti nove mesi prima.

Il secondo aspetto importante: Maria non ha detto Si perché era senza peccato, altrimenti non avrebbe molto valore la sua donazione. Infatti sono capaci tutti ad essere santi e di obbedire a Dio quando siamo immuni dal peccato. Maria è grande perché come donna, con tutte i limiti e le tentazioni di un essere umano, ha corrisposto generosamente all’amore di Dio. Proprio sapendo questo Dio l’ha preservata dalla colpa del peccato originale, ma non l’ha resa immune dalle tentazioni. Lo stesso Gesù è passato attraverso le tentazioni.

Il dogma dichiara che Maria “nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale”. La cancellazione del peccato originale, che noi otteniamo con il nostro Battesimo, Maria l’ha ottenuto nell’istante del suo concepimento. Perché così è piaciuto a Dio per preparare una degna dimore al suo Figlio.

V.

Piacqua a Dio aiutare anche noi a preparare la nostra dimora per la venuta del Signore Gesù. Noi che siamo nati non immacolati ma maculati, durante il cammino della nostra vita possiamo purificarci sempre di più dalle nostre colpe e quando il Signore verrà, nell’ultima sua venuta, trovi

finalmente anche noi immacolati come Maria.


(Nell’immagine di fondo: “IMMACOLATA CONCEZIONE, Vergine della Misericordia” di Francesco Astiaso Garcia)


🇵🇹 A PRESERVADA

(texto em 🇵🇹 português)

Uma reflexão para a Solenidade da Imaculada Conceição -A (8-12-2022)

> Lc 1:26-38 (A Anunciação)

I.

Que um deus ou deusa tivesse filhos com seres mortais não era nada de novo na história das religiões antigas. Quantos deuses e deusas do Olimpo, por exemplo, tinham sido unidos com mulheres ou homens. Unidos fisicamente, uma vez que os deuses eram seres humanos deificados e por isso retinham propriedades corporais.

Evémerus da Messina (ou Agrigento para outros), era um filósofo da Sicília grega em 300 AC, que queria fazer um estudo sobre a origem dos deuses. A sua intenção era filosófica e por isso queria estudar o património religioso de um ponto de vista crítico-racional. Ele disse que, se retirássemos todos os elementos mais parecidos com fadas e imaginativos das histórias sobre os deuses, poderíamos rastreá-los até um facto real e histórico contido nessas histórias. Esta teoria ainda hoje é referida como Evemerismo. E concluiu dizendo que os deuses eram na realidade personagens humanos que realmente existiam e eram depois deificados cujos feitos eram atribuídos a qualidades divinas e sobre-humanas.

Embora a intenção de Evèmerus fosse dar uma "base racional" aos deuses, ele acabou por mostrar a sua inconsistência. Foi precisamente a partir desta teoria que os Padres da Igreja da religião emergente naquela época (o Cristianismo) começaram a demonstrar ao mundo pagão que os seus deuses não eram deuses mas homens deificados pela imaginação popular, ou mesmo demónios deificados.

Esta interpretação de Evémerus despertou a ira do historiador e filósofo grego Plutarco do século II a.C., (que) culpou Evémerus pela propagação do ateísmo. Plutarco disse dele: "Evèmerus de Messene, aquele que inventou da sua imaginação certos escritos mitológicos irreais e sem fundamento, e conseguiu difundir todas as formas de ateísmo no mundo. Evèmerus degradou todos os deuses reconhecidos, sem excepção, aos nomes de comandantes, almirantes e reis, que pertenceriam a épocas distantes...".

II.

A deificação era o acto pelo qual um ser humano ia ser elevado entre os deuses e se tornava objecto de culto (em grego apotheòsis, apo=perto e theós=deus) e foi uma prática religiosa generalizada no Oriente, especialmente na época helenística. Esta prática foi também generalizada em Roma. O primeiro a ser deificado foi Rómulo, o mítico fundador da cidade (deus Quirinus); depois Júlio César (Divus Iulius), e a partir de Augusto a deificação dos imperadores e mesmo dos membros da sua família ou pessoas próximas deles tornou-se uma ocorrência frequente. Recordemos entre elas a deificação ordenada por Adriano para o seu 'amigo especial' Antinous.

Este costume de deificar imperadores, em particular, era para dar maior peso à autoridade política, e os cidadãos romanos eram obrigados a adorar os imperadores.

Esta foi precisamente uma das razões para a perseguição dos cristãos, que se recusaram a adorar os imperadores. Os cristãos tornaram-se uma ameaça para os imperadores porque minaram o seu poder e autoridade, que foi privado de qualquer aura divina.

O cristianismo nunca considerou nenhum ser humano como divino e assim operou uma purificação da religião, despojando-o dos ourives de marionetas que não tinham nada de divino.

III.

Mesmo o nascimento de Jesus poderia ter-se emprestado a uma interpretação pagã, e ter-se confundido com o nascimento de outro semideus, fruto da união de um deus com um ser humano. Mas os evangelhos e os primeiros pais da Igreja tiveram de insistir na conceição e nascimento totalmente sobrenatural de Jesus, onde não houve contacto carnal entre Deus e o ser humano, mas apenas espiritual. Isto é realçado no diálogo que ouvimos no Evangelho de hoje entre Maria e o anjo. Maria pergunta "como é que isto vai acontecer, pois não conheço nenhum homem"? O anjo explica claramente a dinâmica deste evento: "O Espírito Santo virá sobre vós, e o poder do Altíssimo vos cobrirá com a sua sombra".

Esta é uma concepção e nascimento totalmente diferente da dos deuses do Olimpo. Se para Evémerus os homens se tornaram deuses, aqui, em vez disso, é Deus que se torna homem. E para que isto acontecesse, Deus preservou a sua morada, Maria, do pecado original. Isto não está explicitamente declarado na Bíblia, mas é uma verdade implícita na Bíblia, e que tem sido reconhecida pela Igreja dos crentes desde o início, culminando na proclamação do dogma da Imaculada Conceição que hoje celebramos.

IV.

Alguns poderiam pensar, mas com todos os pensamentos que já temos, será tão importante acreditar que Maria foi concebida sem pecado original?

Este dogma enfatiza pelo menos dois aspectos importantes:

A primeira é que a origem de uma vida humana não é colocada no momento do nascimento ou do terceiro mês de gravidez, mas no primeiro instante da concepção: com o início da vida carnal, começa também a vida espiritual. O primeiro instante da nossa existência coincide com o instante da nossa concepção. A 8 de Setembro celebramos o nascimento de Maria, mas nove meses antes, a 8 de Dezembro, celebramos a solenidade do início da sua existência, a sua concepção. Tal como a 25 de Dezembro celebramos o nascimento de Jesus, mas nove meses antes, a 25 de Março, celebramos a sua concepção com o anúncio que o Evangelho nos diz hoje. Com a resposta de Maria que ouvimos no Evangelho de hoje "Eis a serva do Senhor: que seja para mim segundo a tua palavra" Jesus é concebido e começa a existir no ventre de Maria.

Geralmente celebramos sempre o dia em que vimos a luz (o dia do nosso nascimento, quando saímos do ventre da nossa mãe) mas nunca celebramos o início da nossa existência quando fomos concebidos nove meses antes.

O segundo aspecto importante: Maria não disse Sim porque estava sem pecado, caso contrário a sua doação não teria muito valor. Na verdade, todos são capazes de ser santos e obedecer a Deus quando somos imunes ao pecado. Maria é grande porque, como mulher, com todas as limitações e tentações de um ser humano, ela respondeu generosamente ao amor de Deus. Sabendo disto, Deus preservou-a da culpa do pecado original, mas não a tornou imune à tentação. O próprio Jesus passou por tentações.

O dogma declara que Maria "no primeiro instante da sua concepção, por uma graça e privilégio singular de Deus Todo-Poderoso, em antecipação dos méritos de Jesus Cristo Salvador da raça humana, foi preservada intacta de toda a mancha do pecado original". O cancelamento do pecado original, que obtemos através do nosso baptismo, Maria obteve no instante da sua concepção. Pois assim agradou a Deus preparar uma morada digna para o seu Filho.

V.

Agrada-nos a Deus ajudar-nos também a preparar a nossa morada para a vinda do Senhor Jesus. Nós, que nascemos não imaculados, mas maculados, durante a viagem das nossas vidas podemos purificar-nos cada vez mais dos nossos pecados, e quando o Senhor vier, na sua última vinda, encontrar-nos-á

finalmente também nós imaculados como Maria.


(Imagem de fundo: "IMMACOLATA CONCEZIONE, Vergine della Misericordia" de Francesco Astiaso Garcia)


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