🇮🇹 NIETZSCHE CHE DICE? BOH! 🇵🇹 O QUE DIZ NIETZSCHE? BOH! 🇬🇧 WHAT DOES NIETZSCHE SAY? BOH

Aggiornamento: 27 gen


🇮🇹 NIETZSCHE CHE DICE? BOH!

Una riflessione per III Domenica TO -C (23-1-2022)

< Lc 1,1-4; 4,14-21 (Nella sinagoga di Nazareth)

I.

Ci sono delle iniziative o attività pensate originariamente per uno scopo che hanno ottenuto poi il risultato opposto. Per esempio anni fa veniva stilata una lista di film proibiti per allertare di non a andare a vederli, ma per molti quella era diventata proprio la lista preferenziale da consultare per scegliere i film da guardare. Lo stesso vale per i libri.

Per esempio, il famoso libro dal titolo “l’Anticristo” che Nietzsche scrisse per attaccare e distruggere la fede in Cristo a me personalmente ha fatto l’effetto contrario: dopo averlo letto ho creduto e amato ancora di più la mia fede cristiana, perché quelli che secondo Nietzsche erano i punti deboli del cristianesimo erano in realtà i suoi punti di forza.

Un altro libro famoso di Nietzsche “Così parlò Zarathustra” aveva lo scopo di fondare una nuova era e annunciava la morte di Dio, ma dopo due secoli non solo Dio non è morto, ma anzi le religioni si sono diffuse nel mondo ancora di più che nel passato (vi ricordo che quando parlo di mondo non parlo solo della piccola e vecchia Europa).

II.

Ho citato questo libro di Nietzsche perché ci sono secondo me molte analogie tra il Vangelo di oggi che ci parla del primo discorso di Gesù alla sinagoga di Nazareth e il primo discorso di Zarathustra. Nietzsche ha preso come pretesto per diffondere la sua “nuova religione” la figura dell’antico profeta Zoroastro vissuto secoli prima di Cristo, che aveva fondato la religione detta Zoroastrismo la quale aveva anticipato molto tempo prima i temi che sarebbero apparsi poi nelle altre religioni monoteiste, cristianesimo compreso. Questo nuovo Zoroastro, Zarathustra, all’età di 30 anni salì sulla montagna dove visse come eremita per dieci anni e all’età di quarant’anni scese dal monte per iniziare la sua predicazione che era diametralmente opposta a quella di Gesù. Zarathustra entrando nel villaggio ai piedi del monte annuncia la sua nuova religione che si può riassumere essenzialmente in quattro punti: la morte di Dio, l’eterno ritorno, il superuomo e la volontà di potenza.

Queste furono le sue prime parole: «Vi scongiuro, fratelli, restate fedeli alla terra e non credete a coloro i quali vi parlano di speranze ultraterrene! Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure!». E introduce l’idea del nuovo uomo, il superuomo, forte, potente, estraneo al “pecorismo nazareno”, che non ha più bisogno di Dio.

III.

Gesù a trent’anni inizia la predicazione al suo paese dove aveva vissuto fino allora e annuncia qualcosa di totalmente diverso da Zarathustra: Dio non è morto, è vivo più che mai, e si rivolge non ai superuomini o ai potenti della terra ma porta una parola di gioia ai poveri, (lieto annunzio), la liberazione ai prigionieri, la luce ai ciechi, la libertà agli oppressi… sono gli ultimi i superuomini di Dio per i quali ha mandato il suo Messia. Il cristianesimo ha messo al centro i poveri, gli ultimi. È questo che Nietzsche contesta proprio alla nostra religione, l’aver esaltato la debolezza invece che la fortezza.

Sappiamo come l’idea del superuomo abbia poi ispirato l’idea della razza pura di Hitler e le sue manie di potenza come anche le idee di competitività del capitalismo più selvaggio, dove i più forti arraffano tutto e i più deboli restano indietro.

La cosa più ridicola è che questa filosofia viene abbondantemente insegnata nelle scuole: di tutto ciò che riguarda Dio e la religione non si può parlare, ma di ciò che nega l’esistenza di Dio e ridicolizza la religione si può parlare, eccome!

Eppure Papa Francesco ha ricordato nel Meeting sul Patto Educativo Globale con Rappresentanti delle Religioni mondiali (5-10-2021), che “non possiamo tacere alle nuove generazioni le verità che danno senso alla vita”.

IV.

Oggi è la giornata che Papa Francesco ha voluto dedicare alla Parola di Dio e noi abbiamo sentito nel Vangelo di oggi proprio il manifesto, il discorso programmatico di Gesù e quindi della sua Parola. Sono parole che coincidono con quelle di Isaia e che Gesù fa sue: “Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”.

La parola di Dio è una parola da compiere. Come uno spartito musicale acquista senso quando viene eseguito, così è della parola di Dio: se rimane solo sulla carta e non si compie, non diventa vita, è qualcosa di incompiuto.

È Gesù che apre e chiude il rotolo del libro, cioè è attraverso Gesù che possiamo avere accesso alla Parola di Dio. È Lui il criterio per leggere la Bibbia, e tutto ciò che non è conforme a Lui, Gesù lo taglia, come nella lettura che Lui ha fatto della profezia di Isaia, taglia la seconda parte dove si parla di vendetta, di violenza. Senza Gesù l’Antico Testamento non avrebbe nessun senso, ma non solo l’Antico Testamento, niente avrebbe senso. Ogni altra idea, lettura, dottrina, legge, pensiero, azione che sono contrari a Gesù non hanno senso. Nella Parola di Dio scopriamo il pensiero di Gesù e attraverso Gesù scopriamo e leggiamo la Parola di Dio.

V.

Per concludere vorrei dire una parola a Nietzsche.

Caro Nietzsche, se è così che parlo Zarathustra, forse era meglio che avesse fatto silenzio, perché non ne ha indovinata una:

ha detto che Dio è morto, ma ha tralasciato di dire che fu solo per tre giorni ma poi è risorto;

ha detto che la vita è un eterno ritorno circolare che si ripete all’infinito, ma non è vero, perché è un cammino lineare verso Dio dove tutti ci ritroveremo;

ha detto che il superuomo sostituirà Dio, ma in realtà il suo superuomo è solo un “superometto” che non sa nemmeno stare in piedi da solo;

e infine ha detto che il mondo è mosso dalla volontà di potenza, mentre in realtà è mosso dalla potenza dell’amore di Dio.

Quindi caro Nietzsche, non ci interessa proprio cosa ha detto il tuo Zarathustra (anche Zucchero cantava: Nietzsche che dice? boh). Quello che ci importa è quello che ha detto Gesù, la Parola di Dio che si è fatta carne. Tutto il resto avanza.



🇵🇹 O QUE DIZ NIETZSCHE? BOH!

Uma reflexão para III Domingo TO -C (23-1-2022)

< Lc 1,1-4; 4,14-21 (Na sinagoga de Nazaré)

I.

Existem algumas iniciativas ou actividades que foram originalmente concebidas com um objectivo e que depois alcançaram o resultado oposto. Por exemplo, há anos atrás foi elaborada uma lista de filmes proibidos para avisar as pessoas para não os irem ver, mas para muitas pessoas que se tornaram a lista preferida para consultar ao escolher os filmes a ver. O mesmo se aplica aos livros.

Por exemplo, o famoso livro intitulado "O Anticristo", que Nietzsche escreveu para atacar e destruir a fé em Cristo, teve o efeito oposto em mim pessoalmente: depois de o ler, acreditei e amei ainda mais a minha fé cristã, porque o que Nietzsche disse serem as fraquezas do Cristianismo eram na realidade os seus pontos fortes.

Outro famoso livro de Nietzsche “Assim falou Zarathustra" pretendia fundar uma nova era e anunciava a morte de Deus, mas após dois séculos não só Deus não está morto, como, pelo contrário, as religiões espalharam-se pelo mundo ainda mais do que no passado (lembro-vos que quando falo do mundo não estou apenas a falar da pequena e velha Europa).

II.

Mencionei este livro de Nietzsche porque, na minha opinião, existem muitas semelhanças entre o Evangelho de hoje, que nos fala do primeiro discurso de Jesus na sinagoga de Nazaré, e o primeiro discurso de Zaratustra. Nietzsche usou como pretexto para divulgar a sua "nova religião" a figura do antigo profeta Zoroastro, que viveu séculos antes de Cristo, que tinha fundado a religião conhecida como Zoroastrismo, que há muito antecipava os temas que mais tarde surgiriam noutras religiões monoteístas, incluindo o Cristianismo. Este novo Zaroastro, Zarathustra, aos 30 anos subiu a montanha onde viveu como eremita durante dez anos e aos 40 anos desceu da montanha para iniciar a sua pregação que era diametralmente oposta à de Jesus. Zaratustra entrou na aldeia ao pé da montanha e anunciou a sua nova religião que consistia essencialmente em quatro ideias: a morte de Deus, o eterno retorno, o super-homem e a vontade de poder.

Estas foram as suas primeiras palavras: "Rogo-vos, irmãos, permanecei fiéis à terra e não acrediteis naqueles que vos falam de esperanças ultraterrestre! São envenenadores, quer saibam ou não. Eles são desprezadores da vida, morrendo e envenenando-se, dos quais a terra está cansada: deixe-os partir!" E introduz a ideia do novo homem, o super-homem, forte, poderoso, alheio à "ovilidade nazarena", que já não precisa de Deus.

III.

Aos trinta anos, Jesus começa a sua pregação no seu próprio país, onde tinha vivido até então, e anuncia algo totalmente diferente de Zaratustra: Deus não está morto, mas mais vivo do que nunca, e não se dirige aos super-homens ou aos poderosos da terra, mas traz uma palavra de alegria aos pobres, (boas notícias), libertação aos prisioneiros, luz aos cegos, liberdade aos oprimidos... os últimos são os “super-homens” de Deus para quem Ele enviou o seu Messias. O cristianismo colocou os pobres, os últimos no centro. É isto que Nietzsche desafia na nossa religião, a exaltação da fraqueza em vez da força.

Sabemos como a ideia do super-homem inspirou a ideia de Hitler da raça pura e a sua mania de poder, bem como as ideias competitivas do capitalismo mais selvagem, onde os mais fortes agarram tudo e os mais fracos ficam para trás.

O mais ridículo é que esta filosofia é abundantemente ensinada nas escolas: não se pode falar de nada que diga respeito a Deus e à religião, mas pode-se falar de qualquer coisa que negue a existência de Deus e ridicularize a religião, e como!

No entanto, o Papa Francisco recordou no Encontro sobre o Pacto Educativo Global com Representantes das Religiões do Mundo (5-10-2021) que "não podemos ocultar às novas gerações as verdades que dão sentido à vida".

IV.

Hoje é o dia que o Papa Francisco quis dedicar à palavra de Deus e ouvimos no Evangelho de hoje precisamente o manifesto, o discurso programático de Jesus e portanto da sua palavra. Palavras que coincidem com as de Isaías e que Jesus faz suas: "Hoje esta Escritura, que ouvistes, foi cumprida".

A palavra de Deus é uma palavra a ser cumprida. Tal como uma partitura musical adquire significado quando é executada, assim é com a palavra de Deus: se permanece apenas no papel e não se cumpre, não se torna vida, é algo inacabado.

É Jesus quem abre e fecha o pergaminho do livro, ou seja, é através de Jesus que podemos ter acesso à Palavra de Deus. Ele é o critério de leitura da Bíblia, e tudo o que não está em conformidade com Ele, Jesus o corta, como na leitura da profecia de Isaías Ele corta a segunda parte onde se fala de vingança, de violência. Sem Jesus, o Antigo Testamento não faria sentido, mas não só o Antigo Testamento, nada faria sentido. Qualquer outra ideia, leitura, doutrina, lei, pensamento, acção que seja contrária a Jesus não faz sentido. Na Palavra de Deus, descobrimos o pensamento de Jesus e através de Jesus descobrimos e lemos a Palavra de Deus.

V.

Em conclusão, gostaria de dizer uma palavra a Nietzsche.

Caro Nietzsche, se é assim que falou Zarathustra, talvez tivesse sido melhor se ele tivesse ficado calado, porque não adivinhou um:

ele disse que Deus morreu, mas esqueceu-se de dizer que foi apenas por três dias, mas depois ressuscitou;

ele disse que a vida é um eterno retorno circular que se repete infinitamente, mas isto não é verdade, porque é um caminho linear para Deus onde todos nós nos encontraremos;

ele disse que o super-homem substituirá Deus, mas na realidade o seu super-homem é apenas um 'super-homenzinho’ que nem sequer consegue ficar de pé sobre os seus próprios pés;

e finalmente disse que o mundo é movido pela vontade de poder, quando na realidade é movido pelo poder do amor.

Portanto, caro Nietzsche, não estamos realmente interessados no que o teu Zarathustra disse (até Zucchero cantou: o que diz Nietzsche? boh). O que nos interessa é o que Jesus disse, a Palavra de Deus feita carne. Tudo o resto não nos interessa.



🇬🇧 WHAT DOES NIETZSCHE SAY? BOH!

A reflection for III Sunday TO -C (23-1-2022)

< Lk 1,1-4; 4,14-21 (In the synagogue of Nazareth)

I.

There are initiatives or activities that were originally conceived for one purpose and then achieved the opposite result. For example, years ago a list of banned films was drawn up to warn people not to go and watch them, but for many that became the preferred list to consult when choosing films to watch. The same applies to books.

For example, the famous book entitled "The Antichrist", which Nietzsche wrote to attack and destroy faith in Christ, had the opposite effect on me personally: after reading it, I believed in and loved my Christian faith even more, because what Nietzsche said were Christianity's weaknesses were actually its strengths.

Another famous book by Nietzsche "Thus Spoke Zarathustra" was intended to found a new era and announced the death of God, but after two centuries not only is God not dead, but on the contrary religions have spread around the world even more than in the past (I remind you that when I speak of the world I am not just talking about little old Europe).

II.

I mentioned this book by Nietzsche because, in my opinion, there are many similarities between today's Gospel, which tells us about Jesus' first speech in the synagogue in Nazareth, and Zarathustra's first speech. Nietzsche used as a pretext to spread his "new religion" the figure of the ancient prophet Zoroaster, who lived centuries before Christ, who had founded the religion known as Zoroastrianism, which had long anticipated the themes that would later appear in other monotheistic religions, including Christianity. This new Zoroaster, Zarathustra, at the age of 30 climbed the mountain where he lived as a hermit for ten years and at the age of 40 came down from the mountain to begin his preaching which was diametrically opposed to that of Jesus. Zarathustra entered the village at the foot of the mountain and announced his new religion, which can be summarised in four main points: the death of God, the eternal return, the superman and the will to power.

These were his first words: "I beg you, brothers, remain faithful to the earth and do not believe those who speak to you of otherworldly hopes! They are poisoners, whether they know it or not. They are despisers of life, dying and poisoned themselves, of whom the earth is weary: let them be gone!". And he introduces the idea of the new man, the superman, strong, powerful, alien to "Nazarene sheepishness", who no longer needs God.

III.

At the age of thirty, Jesus begins to preach in his own country where he had lived until then, and he announces something totally different from Zarathustra: God is not dead, he is alive more than ever, and he does not address the supermen or the powerful of the earth, but he brings a word of joy to the poor (glad tidings), liberation to the prisoners, light to the blind, freedom to the oppressed... the last are the supermen of God for whom he sent his Messiah. Christianity has put the poor, the last at the centre. This is what Nietzsche challenges in our religion, the exaltation of weakness instead of strength.

We know how the idea of the superman inspired Hitler's idea of the pure race and his power mania, as well as the competitive ideas of the wildest capitalism, where the strongest grab everything and the weakest fall behind.

The most ridiculous thing is that this philosophy is abundantly taught in schools: you cannot talk about anything that concerns God and religion, but you can talk about anything that denies the existence of God and ridicules religion, and how!

Yet Pope Francis reminded the Meeting on the Global Compact on Education with Representatives of the World's Religions (5-10-2021) that "we cannot keep from the new generations the truths that give meaning to life".

IV.

Today is the day that Pope Francis wanted to dedicate to the Word of God and we have heard in today's Gospel precisely the manifesto, the programmatic discourse of Jesus and therefore of his Word. They are words that coincide with those of Isaiah and that Jesus makes his own: "Today this scripture, which you have heard, has been fulfilled".

The word of God is a word to be fulfilled. Just as a musical score acquires meaning when it is performed, so it is with the Word of God: if it remains only on paper and is not fulfilled, it does not become life, it is something unfinished.

It is Jesus who opens and closes the scroll of the book, that is, it is through Jesus that we can have access to the Word of God. He is the criterion for reading the Bible, and everything that does not conform to Him, Jesus cuts off, as in the reading that He did of the prophecy of Isaiah, He cuts off the second part where it speaks of revenge, of violence. Without Jesus, the Old Testament would have no meaning, but not only the Old Testament, nothing would make sense. Every other idea, reading, doctrine, law, thought, action that is contrary to Jesus would make no sense. In the Word of God we discover the thought of Jesus and through Jesus we discover and read the Word of God.

V.

In conclusion I would like to say a word to Nietzsche.

Dear Nietzsche, if this is how Zarathustra speaks, perhaps it would have been better if he had kept quiet, because he did not guess one:

he said that God died, but neglected to say that it was only for three days but then he rose again;

he said that life is an eternal circular return that repeats itself ad infinitum, but this is not true, because it is a linear path towards God where we will all find ourselves;

he said that the superman will replace God, but in reality his superman is just a 'superman' who cannot even stand on his own two feet;

and finally he said that the world is moved by the will to power, whereas in reality it is moved by the power of God's love.

So, dear Nietzsche, we don't really care what your Zarathustra said (even Zucchero sang: what does Nietzsche say? boh). What matters to us is what Jesus said, the Word of God made flesh. Everything else moves on.

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