SINCRONIA FISIOLOGICA
- P. Ezio Lorenzo Bono, CSF

- 16 ore fa
- Tempo di lettura: 10 min

Commento al Vangelo della
XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (23/08/2026)
Vangelo: Mt 16,13-20
I.
A Gabriel García Márquez, lo scrittore colombiano, premio Nobel ed esponente del genere del "realismo magico", che ha mirabilmente espresso nel suo capolavoro "Cent'anni di solitudine", è attribuita una frase molto bella: "Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sono con te". Trovo interessante questa frase perché suggerisce che l'amore non è solo conoscenza dell'altra persona, ma relazione, o meglio reazione che la conoscenza dell'altro/a scatena in me. Se io conoscessi tutto dell'altra persona, il suo curriculum vitae, la sua storia, le sue opere... ma non provassi nessuna emozione quando sto con lei, tutta la conoscenza sarebbe solo un bagaglio di erudizione da aggiungere alla biblioteca personale, come un libro letto, messo via e mai più aperto. La conoscenza deve far scattare una scintilla, un'emozione che spinge a desiderare di conoscere di più l'altro/a, come in un circolo virtuoso, dove la conoscenza suscita la passione e la passione spinge a desiderare di conoscere di più. Ma se la scintilla non scatta, ecco che la conoscenza è solo una tra le tante altre che si aggiungono alla mente, ma non al cuore.
II.
Nel Vangelo di questa domenica sembra che a Gesù non importino tanto le risposte della gente alla sua domanda: "Chi dice la gente che io sia?", quanto invece quella dei suoi apostoli: "Ma voi, chi dite che io sia?". E la risposta di Pietro è perfetta, proprio da Catechismo di Pio X: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Penso che Gesù sia rimasto felice della risposta di Pietro non tanto per quella data con le parole, ma per quella che darà con la sua vita. Se Pietro, dopo quella risposta perfetta, non avesse donato la sua vita fino alla morte per quel Cristo, Figlio del Dio vivente, la conoscenza perfetta di Lui non gli sarebbe servita a granché. Tante persone hanno conosciuto, soprattutto al catechismo, la figura di Gesù, ma non è mai scattata la scintilla, quella che fa passare Gesù dalla mente al cuore, e così hanno messo via Gesù come un libro letto, o piuttosto sfogliato superficialmente e riposto negli scaffali. Tra Gesù e Pietro si instaura un gioco molto forte che va dal «Chi sei tu per me?» al «Chi sono io con te?». La fede non consiste soltanto nel sapere chi è Gesù, ma nello scoprire chi divento io quando sono con Lui.
A Gesù non interessano i like che riceve sul suo profilo (ciò che dice la gente), ma gli interessa quello che diciamo noi, suoi discepoli. Così anche noi non perdiamoci dietro al consenso della gente o a rincorrere le masse per risultare di loro gradimento. Non ci deve interessare l'opinione della gente, ma quella delle persone alle quali vogliamo bene, che hanno mosso il nostro cuore. La conoscenza deve trasformarsi in vita, essere creativa, generativa, e questo non avviene automaticamente: così come non è studiando arte che si diventa automaticamente artisti, o studiando filosofia che si diventa filosofi, così non è aver studiato il catechismo o la teologia che ci fa essere automaticamente cristiani. Non è aver letto tutti i manuali sull'amore che ci trasforma in amanti.
III.
Per concludere.
La scintilla di cui dicevamo è paragonabile a quella che scatta tra due persone quando si innamorano. Uno studio dell'Università di Leiden, in Olanda, ha analizzato ciò che accade fisiologicamente quando due persone si incontrano per la prima volta. I ricercatori hanno scoperto qualcosa di sorprendente: a predire l'attrazione reciproca non erano tanto i segnali esteriori, come i sorrisi, gli sguardi o i gesti, quanto quella che viene chiamata "sincronia fisiologica". Attraverso strumenti applicati ai partecipanti, si è rilevato che, quando nasceva un'attrazione reciproca, i loro cuori tendevano a battere in sintonia: quando accelerava il battito dell'uno, tendeva ad accelerare anche quello dell'altro; quando rallentava, rallentava anche quello dell'altro. E persino la sudorazione delle mani tendeva a sincronizzarsi. Secondo i ricercatori, questa sincronizzazione potrebbe avvenire inconsciamente attraverso la percezione di micro-espressioni, come un impercettibile battito delle palpebre o altri segnali che sfuggono alla nostra attenzione cosciente. Qualcosa di simile alla "sincronia fisiologica" avviene, in forme diverse, anche in altre relazioni profonde, come quella tra genitori e figli. Eppure rimane una domanda alla quale neppure questo studio riesce a rispondere fino in fondo: che cosa fa scattare inizialmente questa sintonia tra due persone? Il meccanismo profondo dell'innamoramento rimane ancora, almeno in parte, un mistero.
In attesa che la scienza ci sveli questo mistero, creiamo noi le condizioni perché si accenda questa scintilla tra noi e Gesù. Lui è già innamorato di noi: prestiamo allora attenzione a tutti i segnali che ci invia. E forse accadrà anche a noi qualcosa di simile a quella misteriosa "sincronia": il nostro cuore comincerà a battere al ritmo del suo, fino a scoprire che essere cristiani significa proprio questo: imparare, giorno dopo giorno, a far battere il nostro cuore insieme al cuore di Dio.
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[English]
PHYSIOLOGICAL SYNCHRONY
I.A beautiful quote is often attributed to Gabriel García Márquez, the Colombian writer, Nobel Prize winner, and leading figure of "magical realism," a genre he masterfully expressed in his masterpiece "One Hundred Years of Solitude": "I love you not because of who you are, but because of who I am when I am with you."
I find this quote interesting because it suggests that love is not simply about knowing another person, but about relationship—or, better yet, about the reaction that knowing the other person awakens in me. If I knew everything about another person—their résumé, their history, their accomplishments—but felt no emotion when I was with them, all that knowledge would simply be another piece of information added to my personal library, like a book that has been read, put away, and never opened again.
Knowledge must ignite a spark, an emotion that makes us want to know the other person more deeply. It becomes a virtuous circle in which knowledge awakens passion, and passion increases the desire to know more. But if that spark never ignites, then knowledge remains just one more thing added to the mind, but never to the heart.
II.In this Sunday's Gospel, Jesus seems less interested in the people's answers to his question, "Who do people say that I am?" than in the answer of his apostles: "But who do you say that I am?" And Peter's answer is perfect, straight out of the Catechism of Pius X: "You are the Christ, the Son of the living God."
I think Jesus was pleased with Peter's answer not so much because of the words he spoke, but because of the answer Peter would eventually give with his life. If Peter, after giving that perfect answer, had not given his life, even to the point of death, for that Christ, the Son of the living God, his perfect knowledge of Him would not have been worth very much.
Many people have learned about Jesus, especially in catechism classes, but the spark has never ignited—the spark that moves Jesus from the mind to the heart. And so they have put Jesus away like a book they once read—or rather, briefly skimmed—and then placed back on the shelf.
Between Jesus and Peter, a powerful dynamic emerges, moving from "Who are you to me?" to "Who am I when I am with you?" Faith does not consist simply in knowing who Jesus is, but in discovering who I become when I am with Him.
Jesus is not interested in how many likes He gets on His profile—what people are saying about Him. He is interested in what we, His disciples, say about Him. In the same way, we should not lose ourselves seeking people's approval or chasing after the crowd just to please them. What should matter to us is not the opinion of the crowd, but that of the people we love, the people who have touched our hearts.
Knowledge must become life; it must be creative and life-giving. And this does not happen automatically. Just as studying art does not automatically make someone an artist, or studying philosophy a philosopher, studying the catechism or theology does not automatically make us Christians. Reading every manual ever written about love does not turn us into lovers.
III.To conclude.
The spark we have been talking about can be compared to the spark that ignites between two people when they fall in love. A study conducted at Leiden University in the Netherlands examined what happens physiologically when two people meet for the first time. The researchers discovered something surprising: what predicted mutual attraction was not so much outward signals such as smiles, eye contact, or gestures, but something known as "physiological synchrony."
Using instruments attached to the participants, researchers found that when mutual attraction developed, their hearts tended to beat in sync: when one person's heart rate increased, the other's tended to increase as well; when one slowed down, so did the other. Even the perspiration of their hands tended to synchronize.
According to the researchers, this synchrony may happen unconsciously through our perception of micro-expressions, such as an almost imperceptible blink of the eyes or other subtle signals that escape our conscious attention. Something similar to "physiological synchrony," though in different forms, also occurs in other deep relationships, such as between parents and children.
And yet one question remains that even this study cannot fully answer: What is it that first creates this connection between two people? The deeper mechanism of falling in love remains, at least in part, a mystery.
While we wait for science to unravel this mystery, let us create the conditions for that spark to ignite between us and Jesus. He is already in love with us, so let us pay attention to all the signs He sends us.
And perhaps something similar to that mysterious "synchrony" will happen to us as well: our hearts will begin to beat in rhythm with His, until we discover that this is precisely what it means to be a Christian: to learn, day by day, to let our hearts beat together with the heart of God.
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[Português]
SINCRONIA FISIOLÓGICA
I.A Gabriel García Márquez, escritor colombiano, Prémio Nobel e um dos grandes representantes do género do "realismo mágico", que expressou magistralmente na sua obra-prima "Cem Anos de Solidão", é atribuída uma frase muito bonita: "Amo-te não por quem és, mas por quem sou eu quando estou contigo".
Acho esta frase interessante porque sugere que o amor não é apenas conhecimento da outra pessoa, mas relação, ou melhor, reação que o conhecimento do outro/a desperta em mim. Se eu conhecesse tudo sobre a outra pessoa, o seu currículo, a sua história, as suas obras... mas não sentisse nenhuma emoção quando estou com ela, todo esse conhecimento seria apenas uma bagagem de erudição a acrescentar à minha biblioteca pessoal, como um livro lido, guardado e nunca mais aberto.
O conhecimento deve fazer surgir uma centelha, uma emoção que nos leva a desejar conhecer mais profundamente o outro/a, como num círculo virtuoso, no qual o conhecimento desperta a paixão e a paixão aumenta o desejo de conhecer mais. Mas, se essa centelha não se acende, o conhecimento torna-se apenas mais uma coisa que se acrescenta à mente, mas não ao coração.
II.No Evangelho deste domingo, parece que Jesus não está tão interessado nas respostas das pessoas à sua pergunta: "Quem dizem os homens que Eu sou?", mas sobretudo na resposta dos seus apóstolos: "E vós, quem dizeis que Eu sou?". E a resposta de Pedro é perfeita, mesmo de Catecismo de Pio X: «Tu és o Cristo, o Filho do Deus vivo».
Penso que Jesus ficou feliz com a resposta de Pedro não tanto pelas palavras que pronunciou, mas pela resposta que daria com a sua própria vida. Se Pedro, depois daquela resposta perfeita, não tivesse entregado a sua vida até à morte por aquele Cristo, Filho do Deus vivo, o seu conhecimento perfeito d'Ele não lhe teria servido de muito.
Muitas pessoas conheceram, sobretudo na catequese, a figura de Jesus, mas nunca se acendeu a centelha, aquela que faz Jesus passar da mente para o coração. E assim guardaram Jesus como um livro já lido, ou melhor, folheado superficialmente e depois colocado novamente na estante.
Entre Jesus e Pedro estabelece-se uma dinâmica muito forte que vai do «Quem és Tu para mim?» ao «Quem sou eu quando estou contigo?». A fé não consiste apenas em saber quem é Jesus, mas em descobrir quem me torno eu quando estou com Ele.
Jesus não está interessado nos likes que recebe no seu perfil — naquilo que as pessoas dizem —, mas interessa-se pelo que dizemos nós, seus discípulos. Do mesmo modo, também nós não devemos perder-nos à procura da aprovação dos outros ou correndo atrás das multidões apenas para lhes agradar. Não nos deve interessar a opinião das pessoas em geral, mas a das pessoas que amamos, aquelas que tocaram o nosso coração.
O conhecimento deve transformar-se em vida, deve ser criativo e gerador de vida, e isso não acontece automaticamente: assim como estudar arte não nos transforma automaticamente em artistas, nem estudar filosofia em filósofos, também ter estudado o catecismo ou a teologia não nos transforma automaticamente em cristãos. Ter lido todos os manuais sobre o amor não nos transforma em amantes.
III.Para concluir.
A centelha de que falávamos pode ser comparada àquela que se acende entre duas pessoas quando se apaixonam. Um estudo da Universidade de Leiden, nos Países Baixos, analisou o que acontece fisiologicamente quando duas pessoas se encontram pela primeira vez. Os investigadores descobriram algo surpreendente: o que permitia prever a atração recíproca não eram tanto os sinais exteriores, como os sorrisos, os olhares ou os gestos, mas aquilo a que se chama "sincronia fisiológica".
Através de instrumentos colocados nos participantes, verificou-se que, quando surgia uma atração recíproca, os seus corações tendiam a bater em sintonia: quando o ritmo cardíaco de um acelerava, o do outro também tendia a acelerar; quando um abrandava, o outro também abrandava. Até a transpiração das mãos tendia a sincronizar-se.
Segundo os investigadores, esta sincronização pode acontecer inconscientemente através da perceção de microexpressões, como um quase impercetível piscar dos olhos ou outros sinais subtis que escapam à nossa atenção consciente. Algo semelhante à "sincronia fisiológica", embora de formas diferentes, acontece também noutras relações profundas, como a relação entre pais e filhos.
E, no entanto, permanece uma pergunta à qual nem este estudo consegue responder plenamente: o que faz surgir, inicialmente, esta sintonia entre duas pessoas? O mecanismo profundo do enamoramento continua a ser, pelo menos em parte, um mistério.
Enquanto esperamos que a ciência nos revele este mistério, criemos nós as condições para que esta centelha se acenda entre nós e Jesus. Ele já está apaixonado por nós: prestemos, então, atenção a todos os sinais que nos envia.
E talvez aconteça também connosco algo semelhante àquela misteriosa "sincronia": o nosso coração começará a bater ao ritmo do Seu, até descobrirmos que ser cristão significa precisamente isto: aprender, dia após dia, a fazer o nosso coração bater juntamente com o coração de Deus.
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