🇮🇹 “VENITE A CASA MIA” - 🇵🇹 “VENHAM PARA MINHA CASA"

Aggiornamento: gen 31


🇮🇹 “VENITE A CASA MIA”

Una riflessione per la Festa della Santa Famiglia 27-12-2020

< Lc 2,22-40 (Presentazione di Gesù al tempio)


I.

Se noi applicassimo un test di valutazione alla Santa Famiglia di Nazareth secondo i canoni della famiglia “tradizionale”, questa famiglia senza dubbio risulterebbe bocciata. Perché la sposa è rimasta in cinta prima del matrimonio, lo sposo non è il padre biologico del figlio, il figlio è un po’ ribelle (“devo pensare alle cose del padre mio; chi è mia madre? Cosa vuoi da me donna?”), i genitori vivono insieme non come marito e moglie ma come fratello e sorella, la madre è la sempre vergine, il figlio è di natura divina... e quindi questa famiglia non ha niente a che vedere con la nostra idea di “famiglia tradizionale”. La famiglia di Nazareth quindi non è un “modello” di famiglia ma è un “esempio”, come vedremo.

II.

Anche Gesù ha un’idea particolare di famiglia: fratello, sorella, madre per lui non sono tanto i parenti di sangue, ma chi ascolta la sua parola e la mette in pratica. E qual è il nucleo fondamentale della sua parola? Il comandamento dell’amore. Quindi per Gesù c’è famiglia dove si ama, dove c’è amore. Allora è possibile essere una famiglia anche se i figli non sono biologicamente i tuoi, è possibile essere papà o mamma anche se sei sterile, è possibile essere fratello e sorella anche se non si ha lo stesso sangue. Ma non è possibile essere una famiglia se non ci si ama. Anche se sulla carta (certificato di matrimonio, attestato di famiglia) o dall’esame del DNA risultasse che sono congiunti, se non si amano non sono dei congiunti ma dei disgiunti.

III.

Per questo dicevo che la famiglia di Nazareth non è un “modello” di famiglia nel senso di famiglia tradizionale, ma è un “esempio” vero di famiglia. Perché sono persone che si amano, che si sono fidate di Dio, non solo hanno ascoltato la parola ma l’hanno messa in pratica (il comandamento dell’amore). L’amore è al di sopra di tutto, anche della legge. Il Vangelo di oggi ripete più volte che Maria e Giuseppe osservavano la legge, ma in realtà Giuseppe era un ribelle. Secondo la legge di Mosè, Giuseppe avrebbe avuto il diritto di far lapidare Maria, ma il suo amore lo ha portato a disubbidire alla legge e ha così salvato la sua promessa sposa.

IV.

Penso che probabilmente Gesù ha imparato ad essere ribelle e a mettere l’amore prima della legge, da suo padre Giuseppe. Gesù ha sfidato i maestri della legge che volevano imprigionarlo nei lacci dei riti e dei sacrifici, criticando il fariseismo, le abluzioni, i sacrifici di animali (butta all’aria le bancarelle dei commercianti e dei cambiavalute...), ha disatteso le proibizioni del sabato. E ha forse imparato anche da suo padre Giuseppe ad amare così tanto. Giuseppe è rimasto con Maria nonostante tutto, anche se tutti avrebbero poi spettegolato e offeso (probabilmente si era risaputo che Maria era tornata in cinta dopo che era rimasta tre mesi dalla cugina Elisabetta, al punto che i farisei dissero a Gesù che loro erano figli di Abramo, e non di prostituzione, come lui). Giuseppe per amore non ha consegnato alla morte la sua amata Maria. Ecco da chi ha preso Gesù. Come Giuseppe ha difeso la sua famiglia, l’ha portata in Egitto per sottrarla alla violenza di Erode, così Gesù difendeva i suoi discepoli e i più indifesi dagli attacchi dei farisei (per esempio quando attaccavano i discepoli perché non digiunavano, o volevano lapidare l’adultera, etc.).

V.

Sappiamo tutti molto bene che i figli sono specchio della famiglia. Se in una famiglia i figli sentono sempre e solo parlare di soldi, cresceranno persone attaccate ai soldi, egoisti, taccagni. Se in famiglia i figli sentono parlare sempre con disprezzo degli altri, degli stranieri, degli immigrati i figli diventeranno dei razzisti (perché razzisti non si nasce, si diventa). Se in famiglia i genitori sono disonesti e vogliono una vita facile senza lavorare anche i figli ricorreranno alle vie facili per fare soldi e saranno dei disonesti e lazzaroni.

Gesù dalla sua famiglia ha imparato a lavorare duro (figlio del falegname), a fare sacrifici (non aveva dove posare il capo, aveva solo due tuniche), ad aiutare gli altri... Quindi i genitori devono chiedersi: che famiglia vogliamo essere per i nostri figli?

VI.

Maria e Giuseppe presentano al tempio Gesù. Perché i figli sono di Dio non sono nostri. E lì incontrano quella bella figura del vecchio Simeone che dopo aver visto Gesù pronunciò quella bellissima preghiera: “Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace...”. Cosa poteva volere ancora di più dopo aver preso tra le sue braccia il figlio di Dio?

E noi, che non vorremmo morire mai, che vediamo la morte non come la conclusione naturale della nostra vita, ma come un incidente che interrompe sempre prematuramente e ingiustamente la nostra esistenza, saremo capaci un giorno, sazi di anni e di gratitudine, di consegnare serenamente la nostra vita nelle mani di Dio?

VII.

Per concludere vi racconto un piccolo fatto che ho letto tempo fa. Si dice che in una scuola media avevano organizzato come tutti gli anni la recita di Natale e una volta vollero affidare a un ragazzo sempliciotto di nome Guido la parte del locandiere che doveva negare l’alloggio a Maria e Giuseppe. Arrivati a un certo punto della recita, Giuseppe bussa alla porta della locanda e chiede un posto per alloggiare, ma il locandiere, sicuro della sua parte, negò fermamente. Giuseppe insiste: “Siamo stanchi morti, viaggiamo da molto tempo. Mia moglie Maria aspetta un bambino e ha bisogno di un luogo per riposare. Ci basta un angolino.” Ma Guido rispose duramente, “Andate via, non c’è posto per voi”. Giuseppe allora rattristato, strinse a sé Maria, che gli appoggiò sconsolatamente la testa sulla spalla, e cominciò ad allontanarsi con lei. Guido, il locandiere, vedendo quella scena, si commosse e gli si riempirono gli occhi di lacrime e gridò: “Giuseppe non andare via, riporta qui Maria” e con il volto illuminato dalla gioia disse loro “Vi darò la mia stanza”.

Secondo alcuni della scuola quel rimbambito di Guido aveva rovinato la recita natalizia, ma per la maggior parte quella fu la più bella rappresentazione natalizia che avessero mai visto.

Anche noi oggi, festa della Santa Famiglia di Nazareth , come quel “rimbambito” di Guido cambiamo il finale della storia e diciamo a Giuseppe e Maria: “Venite a casa mia”.

🇵🇹 "VENHAM PARA A MINHA CASA"

Uma reflexão para a festa da Sagrada Família 27-12-2020

<Lc 2: 22-40 (Apresentação de Jesus no templo)


I.

Se aplicássemos um teste de avaliação à Sagrada Família de Nazaré de acordo com os cânones da família "tradicional", esta família certamente seria reprovada. Pois a noiva estava grávida antes do casamento; o noivo não é o pai biológico do filho; o filho é rebelde (“tenho que pensar nas coisas do meu pai; quem é minha mãe? O que você quer de mim mulher?”), os pais vivem juntos não como marido e mulher, mas como irmão e irmã; a mãe é a sempre virgem; o filho é de natureza divina ... e portanto esta família nada tem a ver com a nossa ideia de uma "família tradicional". A família de Nazaré não é, portanto, um "modelo" de família, mas um "exemplo", como veremos adiante.

II.

Também Jesus tem uma ideia particular de família: irmão, irmã, mãe para ele não são tanto os parentes consanguíneos, mas aqueles que ouvem a sua palavra e a põem em prática. E qual é o cerne fundamental de sua palavra? O mandamento do amor. Portanto, para Jesus há família onde as pessoas se amam, onde há amor. Então é possível ser família mesmo que os filhos não sejam biologicamente seus; é possível ser pai ou mãe mesmo sendo estéreis; é possível ser irmão e irmã mesmo que vocês não tenham o mesmo sangue. Mas não é possível ser uma família se vocês não se amam. Mesmo que no papel (certidão de casamento, certidão de família) ou do exame de DNA resulta que são parentes, se não se amam não são “conjuntos” mas “disjuntos”.

III.

Por isso disse que a família de Nazaré não é um "modelo" de família no sentido de uma família tradicional, mas um verdadeiro "exemplo" de família. Porque são pessoas que se amam, que confiaram em Deus, que não só ouviram a palavra, mas a colocaram em prática (o mandamento do amor). O amor está acima de tudo, até mesmo da lei. O Evangelho de hoje repete várias vezes que Maria e José guardaram a lei, mas na realidade José era um rebelde. De acordo com a lei de Moisés, ele teria o direito de mandar apedrejar Maria, mas seu amor o levou a desobedecer à lei e, assim, salvou sua noiva.

IV.

Acho que Jesus provavelmente aprendeu a ser rebelde e a colocar o amor antes da lei com seu pai José. Jesus desafiou os mestres da lei que queriam prendê-lo nas armadilhas dos ritos e sacrifícios, criticando o fariseismo, as abluções, os sacrifícios de animais (ele joga fora as barracas de comerciantes e cambistas ...), ele desconsiderou as proibições do dia de sábado. E talvez ele também tenha aprendido com seu pai Giuseppe a amar tanto. José permaneceu com Maria apesar de tudo, mesmo que mais tarde todos fofocassem e ofendessem (provavelmente se sabia que Maria estava grávida depois de ter ficado três meses com sua prima Isabel, a tal ponto que os fariseus disseram a Jesus que eles eram filhos de Abraão, e não de prostituição, como ele). Por amor, José não entregou sua amada Maria à morte. Eis de quem puxou Jesus. Assim como José defendeu sua família, ele a levou ao Egito para salvá-la da violência de Herodes, assim Jesus defendeu seus discípulos e os mais indefesos dos ataques dos fariseus (por exemplo quando eles atacaram os discípulos porque não jejuavam, ou queriam apedrejar a adúltera, etc.).

V.

Todos nós sabemos muito bem que as crianças são o espelho da família. Se em uma família as crianças só ouvem falar de dinheiro, crescerão pessoas apegadas ao dinheiro, egoístas, mesquinhas. Se na família os filhos sempre ouvem falar com desprezo dos outros, dos estrangeiros, dos imigrantes, os filhos se tornarão racistas (porque racista não se nasce, torna-se). Se na família os pais são desonestos e querem uma vida fácil sem trabalhar, os filhos também recorrerão às maneiras fáceis de ganhar dinheiro e serão desonestos e preguiçosos.

Jesus da família aprendeu a trabalhar muito (filho do carpinteiro), a fazer sacrifícios (não tinha onde reclinar a cabeça, tinha apenas duas túnicas), a ajudar os outros ... Por isso os pais têm de se perguntar: que família queremos ser para os nossos filhos?

VI.

Maria e José apresentam Jesus ao templo, porque os filhos são de Deus, não são nossos. E ali encontram aquela bela figura do velho Simeão que depois de ver Jesus proferiu aquela linda oração: "Agora, Senhor, deixa o teu servo ir em paz ...". O que ele poderia querer ainda mais depois de receber o filho de Deus em seus braços?

E nós, que nunca queremos morrer, que vemos a morte não como a conclusão natural da nossa vida, mas como um acidente que sempre interrompe prematuramente e injustamente a nossa existência, um dia poderemos, fartos de anos e de gratidão, entregar pacificamente nossa vida nas mãos de Deus?

VII.

Para concluir, vou contar um pequeno fato que li há algum tempo. Diz-se que em uma escola de ensino médio organizaram a peça de Natal como todos os anos e uma vez quiseram confiar a um menino simplório chamado Guido o papel do estalajadeiro que teve de negar acomodação a Maria e José. Chegando a certo ponto da peça, José bate na porta da pousada e pede um lugar para ficar, mas o dono da pousada, certo de sua parte, nega veementemente. José insiste: “Estamos muito cansados, já faz muito tempo que viajamos. Minha esposa Maria está grávida e precisa de um lugar para descansar. Só precisamos de um canto". Mas Guido respondeu duramente: "Vá embora, não há lugar para você". Então, entristecido, José abraçou Maria, que desconsolada apoiou a cabeça em seu ombro, e começou a ir embora com ela. Guido, o estalajadeiro, vendo aquela cena, comoveu-se e com os olhos marejados gritou: "José não vá embora, traga Maria de volta" e com o rosto iluminado de alegria disse-lhes: "Eu lhes darei meu quarto".

De acordo com alguns na escola, o simplório Guido arruinou a peça de Natal, mas para a maior parte foi a peça de Natal mais linda que eles já tinham visto.

Também nós, hoje, na festa da Sagrada Família de Nazaré, como aquele "simplório" Guido, mudamos o final da história e dizemos a José e a Maria: "Venham para a minha casa".

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