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- P. Ezio Lorenzo Bono, CSF

- 9 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

SABATO II SETTIMANA DI AVVENTO
Commento al Vangelo di
Sabato della II settimana di Avvento (13/12/2025)
Vangelo: Mt 17,10-13
I. Da più di duemila anni il popolo ebraico attende il Messia. Ogni anno, nella liturgia dello Shabbat, si ripete la preghiera: “Venga presto il tuo Messia”. A Pasqua, nella cena del Sèder, si lascia un posto vuoto a tavola - il “posto di Elia” - perché, secondo la tradizione, sarà proprio Elia ad annunciare l'arrivo del Messia. E nella liturgia quotidiana gli ebrei pregano: “Fiorisca il figlio di Davide, presto e ai nostri giorni”. È un'attesa viva, perseverante, ostinata. Ma è anche un'attesa che non si è accorta che il Messia è già venuto. Gesù è passato in mezzo al suo popolo, ha parlato nella loro lingua, ha camminato per le loro strade... e non l'hanno riconosciuto. È l'immagine più drammatica della storia: attendere Dio e non vederlo quando arriva.
II. Gesù nel Vangelo di oggi riprende questo dramma. Gli scribi insegnavano che, prima del Messia, sarebbe dovuto venire Elia: e avevano ragione, perché la Scrittura lo annunciava. “Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa”, dice Gesù. Ma aggiunge: “Elia è già venuto... e non l'hanno riconosciuto”. Parlava di Giovanni Battista: la voce nel deserto, il profeta libero, quello che preparava la strada. Elia era già passato davanti ai loro occhi... ma non corrispondeva ai loro schemi. E così lo hanno trattato come hanno voluto, fino a eliminarlo.
III. Il problema non è che Dio non passa nella nostra vita. Passa eccome. Il problema è che siamo noi a non riconoscerlo. Anche noi, come gli scribi, abbiamo un'idea precisa di come “dovrebbe” parlare Dio, di come “dovrebbe” venire, di cosa “dovrebbe” fare per noi. E così rischiamo di non vederlo quando viene in modo diverso: attraverso una persona che ci mette in crisi; un evento inatteso; un povero che ci chiede attenzione; una parola che ci disturba; una gioia semplice che non avevamo programmato.
In questo Avvento chiediamo la grazia più preziosa: riconoscere il Dio che viene, riconoscerlo nelle sue mille forme, riconoscerlo quando passa vicino a noi. Perché il Messia viene sempre. La domanda è: lo vedremo o resteremo ad aspettarlo per anni senza accorgerci che era già qui?
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