COSA PENSA IL SIGNORE DI TE?
- P. Ezio Lorenzo Bono, CSF

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CAMMINO DI NATALE 2025/6
Commento al Vangelo del
5 Gennaio (05/01/2026)
Vangelo: Gv 1,43-51
I. Nel Vangelo Gesù non è avaro di parole di stima. Anzi, colpisce proprio la sua libertà nel riconoscere il bene quando lo incontra. Del centurione che si fida di lui dice: «In verità io vi dico: in nessuno in Israele ho trovato una fede così grande» (Mt 8,10; cf. Lc 7,9). Ugualmente forte è l'elogio di Giovanni Battista: «Tra i nati di donna non è sorto nessuno più grande di Giovanni il Battista» (Mt 11,11). E così ebbe parole salvifiche per l'emorraissa, per Maria di Betania, per il buon ladrone... Gesù non teme di valorizzare l'altro. Non ha bisogno di sminuire nessuno per affermare se stesso. Il suo sguardo non è competitivo, ma generativo.
II. Tra i complimenti più belli del Vangelo c'è quello rivolto a Natanaele che abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi. Non riguarda un'azione eroica, né una prestazione religiosa, ma la verità del cuore. Gesù non dice: “Ecco un uomo perfetto”, ma: “Ecco un uomo vero”. Un Israelita senza doppiezza, senza maschere, senza secondi fini. È un elogio profondissimo, perché tocca il centro della persona. Gesù riconosce in Natanaele una trasparenza interiore: ciò che appare fuori corrisponde a ciò che è dentro. In un mondo segnato dalla finzione, dall'immagine, dal calcolo, questo resta uno dei giudizi più alti che si possano ricevere: essere riconosciuti come persone integre, non falsificate.
III. Gesù sa riconoscere il bene negli altri. E tu? Sei capace di gioire del bene altrui o lo vivi come una minaccia? Sai fare complimenti sinceri o li lesini, magari per paura che l'altro appaia migliore di te? Peggio ancora: non è raro che, invece di riconoscere il bene, lo si svaluti o lo si denigri. E allora la domanda decisiva è questa: se sei così preoccupato di non far emergere il valore degli altri, ti sei mai davvero chiesto che cosa pensa il Signore di te? Il Vangelo di oggi non invita a metterti in competizione, ma a convertirti nello sguardo. Perché lo sguardo che giudica e invidia è spesso il segno di una grande insicurezza interiore. Chi si lascia guardare da Cristo non ha bisogno di sminuire nessuno. Chi sa di essere conosciuto e amato nella verità può finalmente riconoscere il bene ovunque lo incontri.






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