top of page

LA SOSPENSIONE DELL’INCREDULITÀ (Corrado Augias)

Aggiornamento: 20 ore fa



Commento al Vangelo della

Vangelo: Gv 20,19-31


I.

La “sospensione dell'incredulità” è una teoria usata in campo letterario, cinematografico, artistico, ecc., secondo la quale i lettori o gli spettatori, attraverso una specie di accordo tacito o inconscio con gli autori, accettano descrizioni di fatti e fenomeni impossibili nella vita reale, come gli incantesimi, i superpoteri, azioni fantastiche, operando (usando le parole del poeta Samuel Coleridge) una “volontaria sospensione del dubbio momentanea, che costituisce la fede poetica”. Si accettano quindi le gesta dei vari Superman, maghi o animali che parlano, per rendere godibile il racconto anche se non è realistico, in vista del divertimento. Il tutto però deve avvenire a certe condizioni e in una logica di coerenza, perché cose troppo incredibili (attribuite soprattutto a delle persone normali) potrebbero portare a una rottura della “sospensione dell'incredulità”. Come nel caso del teatro, dove l'attore non può oltrepassare la “quarta parete”, cioè il muro immaginario che divide il palco dal pubblico, mostrando di essere cosciente di far parte di una finzione. Questo comprometterebbe la credibilità della storia. Un esempio riuscito nel campo letterario, oltre al classico Alice nel paese delle meraviglie con la coerente logica riscontrabile in tutto il racconto, c'è pure, a mio modo di vedere, il bellissimo romanzo Cent'anni di solitudine, dove la storia delle sette generazioni della famiglia Buendía è raccontata dal Premio Nobel colombiano Gabriel García Màrquez attraverso lo stile del “realismo magico”, che dissolve la demarcazione tra i vivi e i morti e offre ai vivi il dono della chiaroveggenza.Secondo Corrado Augias, anche i racconti biblici possono essere annoverati in questa teoria. Scrive infatti: «È, a mio parere, lo stesso meccanismo mentale delle fedi religiose, che non conoscono nemmeno loro gli ostacoli della logica, per cui è inutile chiedersi: ma com'è possibile? Com'è possibile che una donna resti vergine dopo il parto? Che un essere umano venga “assunto in cielo”? Quale cielo? Gli astronauti un giorno se lo troveranno davanti? Com'è possibile che un uomo “fermi il sole”? Questo vuol dire che il sole si muove? Se le fedi religiose non fossero intrise di fatti inverosimili non sarebbero fedi religiose ma scienze. È l'atto del dover “credere” che le rende fedi». A suo parere questi fatti diventano accettabili solo grazie alla “sospensione dell'incredulità”, come avviene per i racconti di fantasia sopra citati. Lo sbaglio grossolano di Augias, come quello di tanti tuttologi che si spacciano per esperti di religione, è quello di confondere il discorso della fede con i discorsi dei ciarlatani che parlano di fede. Augias sarebbe così ingenuo da confondere la medicina con la stregoneria, per il semplice fatto che entrambe parlano di cura? In fatto di fede non abbiamo nessuna “sospensione dell'incredulità”, dove per incredulità si intende la razionalità, e quindi non abbiamo nessuna “sospensione necessaria e momentanea della naturale incredulità” dell'uomo razionale che gli permetterebbe di accedere al mondo magnifico e immaginifico della poesia (la fede poetica). Una fede vera è necessariamente razionale, altrimenti sarebbe magia, superstizione o stregoneria. Queste infatti rifuggono qualsiasi confronto con la razionalità.

II.

Questo emerge chiaramente nel brano di Vangelo di questa domenica sull'incredulità di Tommaso. Tommaso, dopo aver toccato con mano le piaghe di Gesù, arriva alla professione solenne della fede (“Mio Signore e mio Dio”): questo però non avviene attraverso una “sospensione dell'incredulità” (e cioè una sospensione della razionalità), ma attraverso l'affermazione della razionalità stessa. Tommaso non si affida fideisticamente alle confidenze dei compagni che dicono di aver visto il Signore, ma lo vuole vedere e toccare lui stesso. E Gesù non si sottrae a questa esigenza di Tommaso, e mostra le sue ferite e si fa toccare. Gesù però inviterà Tommaso ad andare oltre. Credere non è una semplice e povera conferma empirica come quella di cui abbisogna la scienza, ma è un sapere che va oltre gli angusti confini della scienza naturale, verso le verità soprannaturali, anticipando in modo ragionevole quelle verità che saranno confermate solo alla fine, dopo averle scelte. Quella di Tommaso è tutt'altro che una “sospensione dell'incredulità”, è un atto propriamente razionale, confermato dalla verificazione empirica: ha visto e toccato, per questo ha creduto.Gesù però, come abbiamo detto, pur non sottraendosi alla verificazione empirica (si fa vedere, si fa toccare, mangia...), invita ad andare oltre, a un piano di conoscenza superiore, che è quello della fede: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto - dice a Tommaso -; beati quelli che pur senza aver visto, crederanno!». Si tratta di un conoscere a un livello superiore, che coinvolge la decisione di tutta la persona e non richiede nessuna “sospensione dell'incredulità”. Infatti, anche il sapere della fede è un sapere razionale, che ti fa conoscere di più, perché non rimane ostaggio delle conferme empiriche, come fu invece per Tommaso: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Il credere di Tommaso è un credere empirico, che si basa sui fatti. Il credere nostro invece non si basa sui fatti, ma sulla fiducia, è la scommessa di credere in qualcosa di cui non abbiamo conferma ora, ma solo alla fine, dopo avere scelto. Se a Tommaso Gesù dice: “Tu hai creduto perché hai veduto”, a ciascuno di noi dirà: “Beato te che hai creduto non perché hai veduto, ma perché hai amato, perché hai avuto fiducia in me”. “La fede è conoscenza del cuore, oltrepassa il potere della dimostrazione” (Kahlil Gibran).

III.

Per concludere: alla fine entrambi (Tommaso e noi) avremo creduto, però che differenza: Tommaso ha creduto da “scienziato”, convinto dalle prove; noi crediamo da “poeti”, convinti dall'amore che non abbisogna di prove ma che sperimenta la sua certezza in sé. Per questo siamo qui e professiamo la nostra fede, pur senza aver mai visto e toccato il Signore. Per questo per Gesù siamo beati ed egli ne è felice, così come anche noi siamo felici quando vediamo che qualcuno crede in noi pur senza avere delle prove scientifiche della nostra affidabilità.Noi possiamo scegliere se essere credenti scienziati o credenti poeti: in ogni caso saremo credenti razionali, non c'è nessuna “sospensione dell'incredulità”. E allora quale sarà la differenza? È la differenza tra uno scienziato e un poeta. Lo scienziato e il poeta, guardando dentro a una pozza d'acqua trasparente, entrambi vedranno l'acqua, ma lo scienziato guarderà il fondo della pozza, il poeta invece il cielo riflesso nell'acqua.



_______

Ti invito a guardare (e se ti piace metti un like o scrivi un commento) il videomessaggio settimanale di 30 secondi (in italiano, portoghese, inglese, francese e spagnolo) ispirato al Vangelo della Domenica, che puoi trovare (generalmente verso il fine settimana) sul mio profilo Facebook , Instagram e TikTok, sul mio canale Youtube e sul mio canale Whatsapp. Il testo del commento al Vangelo lo puoi trovare anche sulla mia WebPage, oltre che su Qumran2 e su lachiesa.

Questo invito è aperto a tutti, ma in modo particolare ai fratelli sacerdoti: se desideri condividere un pensiero, un saluto, un commento, una parola di incoraggiamento o anche una critica costruttiva - per migliorare le mie riflessioni o semplicemente per avviare un dialogo fraterno e uno scambio di esperienze - sarò felice di leggerti. Puoi scrivermi a questo indirizzo: eziolorenzobono@hotmail.com

 
 
 

Commenti


Post: Blog2 Post

©2020 di Ezio Lorenzo Bono. Creato con Wix.com

bottom of page