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LE PAROLE CHE CONTANO (Antonio Banderas)     


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Commento al Vangelo della

Vangelo: Gv 1,1-18 


I.

Il film "Acts of Vengeance" (Vendetta finale) racconta la storia di un avvocato di successo, interpretato da Antonio Banderas. Un uomo brillante, sicuro di sé, abituato a vivere di parole. All'inizio del film racconta che, secondo alcune statistiche, le donne pronunciano in media circa 20.000 parole al giorno, gli uomini circa 17.000. Lui però, a causa del suo lavoro di avvocato, arrivava a pronunciarne circa 80.000 ogni giorno. Nonostante tutte le parole dette, discusse, argomentate, difese davanti ai tribunali, ce n'erano solo tre che avevano davvero valore, quelle che ogni sera diceva a sua figlia, prima di dormire: “Ti voglio bene”. Le uniche parole vere, in mezzo a una marea di parole inutili. Poi accade la tragedia: un evento violento e improvviso distrugge la sua famiglia e gli spezza la vita. Davanti a quel dolore, l'uomo prende una decisione radicale: fa voto di silenzio. Da quel momento in poi non pronuncerà più una sola parola fino alla fine del film. Colui che viveva di parole sceglie il silenzio. Come se avesse capito che, dopo un certo dolore, le parole non bastano più, o rischiano persino di mentire.

Si dice spesso che dobbiamo pronunciare solo parole buone, perché le parole che diciamo plasmano il nostro comportamento e la nostra vita. Ma è altrettanto vero che anche le parole che ascoltiamo diventano vita. E quante parole inutili ascoltiamo ogni giorno: parole che riempiono il cuore di rumore, di superficialità, di vuoto.

II.

Le Parola davvero importanti che anche noi dovremmo ascoltare sono "Verbum caro factum est" ( il Verbo che si è fatto carne), che sono il “ti voglio bene” che Dio dice all'umanità. La Parola di Dio (Verbum), che si è incarnata, è l'unica parola che vale davvero la pena di ascoltare.

Ma perché questo Verbo che si è fatto carne è così importante? Ce lo spiega il Prologo di Giovanni: perché questo Verbo è all'origine di tutto, questo Verbo è Dio, e tutto è stato fatto per mezzo di Lui. E a un certo punto questo Verbo entra nella storia, si fa carne, prende un volto, un nome: Gesù di Nazareth.

III.

In conclusione.

Nel finale del film, l'avvocato dopo aver scoperto la verità e affrontato il male che ha distrutto la sua famiglia, non rompe il voto di silenzio. Avrebbe tutte le ragioni per parlare: per spiegare, per accusare, per giustificarsi. E invece sceglie di tacere. L'uomo che prima viveva di parole capisce che, dopo un certo dolore, le parole non bastano più. Restano solo i fatti, le scelte, il modo nuovo di stare al mondo. Quel silenzio dice una cosa molto forte: le parole vere sono poche, e quando sono state dette, il resto può tacere. Le uniche parole che contavano davvero erano quelle tre dette ogni sera alla figlia: “Ti voglio bene”.

E tu, quante parole dici ogni giorno? E quante sono davvero importanti? Come il Verbo si è fatto carne, anche le tue parole sono chiamate a diventare vita. Altrimenti restano soltanto parole.

 
 
 

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