OMBRA E LUCE (Caravaggio) [In Italiano, in English, em Português]
- P. Ezio Lorenzo Bono, CSF
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 9 min

Commento al Vangelo della
XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (19/07/2026)
Mt 13,24-43
I.
Uno dei miei artisti preferiti è senza dubbio Caravaggio. A Roma, dove vivo, si conservano molte sue opere. Anche qui a New York, dove mi trovo in questi mesi, ho potuto ammirarne altre tre al Metropolitan Museum of Art. Questo grande pittore era originario del paese di Caravaggio, in provincia di Bergamo, a pochi chilometri dal mio paese natale, ma fu soprattutto Roma la città dove realizzò alcuni dei suoi capolavori. Oggi le sue opere sono conservate nei più importanti musei del mondo.
Caravaggio è considerato uno dei padri della pittura moderna. Nei suoi quadri i santi hanno il volto della gente comune, dei poveri, degli emarginati che incontrava per strada. Con il suo pennello trasformava prostitute in Madonne e poveri cristi in santi. Ma ciò che rende immediatamente riconoscibili le sue opere è soprattutto il contrasto tra luce e ombra. La luce irrompe improvvisa sui personaggi e sembra rappresentare la grazia di Dio che raggiunge uomini e donne segnati dal peccato e dalla fragilità. Forse proprio perché anche la sua vita fu una continua lotta tra grandezza e miseria, tra santità e peccato.
Per sua fortuna, e anche per la nostra, Caravaggio incontrò persone, come il cardinale Del Monte e la marchesa Costanza Colonna, che seppero riconoscere il genio nascosto dietro le sue cadute senza identificarlo con i suoi peccati e lo protessero. Altrimenti, probabilmente, molte delle sue opere non sarebbero mai esistite.
II.
La parabola di questa domenica ci parla proprio della convivenza del bene e del male. Non dobbiamo interpretarla come una divisione dell'umanità tra santi (il grano) e peccatori (la zizzania), ma come la compresenza, in ogni uomo, del bene e del male. Per questo il padrone del campo non vuole che si strappino subito le zizzanie, perché le loro radici sono intrecciate con quelle del grano. Solo alla fine le zizzanie verranno separate e bruciate, ma non nel senso che i buoni andranno in cielo e i cattivi all'inferno. Piuttosto nel senso che ogni uomo, prima di entrare nel Regno dei cieli, dovrà essere purificato dalle proprie zizzanie. Il purgatorio sarà il luogo in cui il grano che è in noi verrà finalmente liberato dalle zizzanie che lo soffocano.
Questa parabola, insieme ad altre, viene spesso letta come il racconto di un Dio che castiga i peccatori e li manda all'inferno. Ma una simile interpretazione contraddirebbe il cuore stesso del Vangelo, secondo il quale Dio è misericordioso e manda suo Figlio proprio per salvare i peccatori. Gesù si fa prossimo dei pubblicani, delle prostitute e dei peccatori e, come un Caravaggio (o meglio, Caravaggio come Gesù), trasforma i pubblicani in apostoli, come Matteo, e le prostitute in sante, come Maria Maddalena. Un papà o una mamma che hanno un figlio delinquente, drogato o persino assassino, lo rinnegheranno per sempre? Lo abbandoneranno proprio quando ha più bisogno di loro? Certamente no. Rimarrà sempre loro figlio e faranno tutto il possibile per salvarlo. E allora come possiamo pensare che Dio agisca diversamente? Dio non può essere meno umano degli uomini.
Mentre tenevo una lezione all'università sul tema dell'educazione carceraria, insistevo sulla necessità che i detenuti possano studiare e laurearsi in carcere perché, come dimostrano molte ricerche, questo favorisce il loro riscatto e riduce fortemente il rischio di ricadere nel crimine. A un certo punto uno studente mi disse: «Non è giusto che i miei genitori debbano fare tanti sacrifici per mantenermi agli studi, mentre un criminale in carcere può studiare gratuitamente, a spese dei contribuenti». Allora gli chiesi semplicemente: «E se quel criminale fossi tu?». Dio, proprio perché è Padre, non vuole la morte dei suoi figli, ma la loro salvezza. Egli vuole bruciare le loro zizzanie, non il loro grano; purificare ciò che deturpa la loro vita e far risplendere la bellezza che ha seminato in ciascuno di loro.
III.
In conclusione, Caravaggio con i suoi dipinti ci ricorda che tutta la nostra vita è una lotta tra luce e ombra. Gli viene attribuita questa frase: «Penso che non ci sia niente nelle tenebre e ci sia tutto nella luce. Scelgo la luce». È una frase che potrebbe quasi essere il commento al Vangelo di oggi. Anche dentro di noi convivono ombra e luce. Il Signore non si scandalizza delle nostre ombre; ci chiede soltanto di continuare a scegliere la luce. Perché è proprio da questa lotta tra ombra e luce che nascono i capolavori più belli.
____________
Per i testi delle mie riflessioni e per accedere direttamente, tramite le icone, a tutti i miei canali social, visita la mia webpage: eziobono.com
[English]
SHADOW AND LIGHT (Caravaggio)
Commentary on the Gospel for theXVI Sunday in Ordinary Time (Year A) (July 19, 2026)Matthew 13:24–43
I.
One of my favorite artists is undoubtedly Caravaggio. In Rome, where I live, many of his masterpieces can still be admired. Here in New York, where I have been spending these past months, I also had the opportunity to see three more of his paintings at the Metropolitan Museum of Art.
This great painter came from the town of Caravaggio, in the province of Bergamo, just a few miles from the village where I was born. Yet it was above all in Rome that he created some of his greatest masterpieces. Today, his paintings are preserved in the world's most important museums.
Caravaggio is considered one of the fathers of modern painting. In his works, the saints have the faces of ordinary people, the poor, and the outcasts he met in the streets. With his brush, he transformed prostitutes into Madonnas and the forgotten poor into saints.
What makes his paintings immediately recognizable, however, is above all the dramatic contrast between light and shadow. Light suddenly bursts into the scene, symbolizing God's grace reaching men and women marked by sin and human frailty. Perhaps this was because his own life was a constant struggle between greatness and misery, holiness and sin.
Fortunately for him—and for all of us—Caravaggio encountered people, such as Cardinal Del Monte and Marchioness Costanza Colonna, who were able to recognize the genius hidden behind his failures without identifying him with his sins. They protected him. Otherwise, many of his masterpieces would probably never have come into existence.
II.
This Sunday's parable speaks precisely about the coexistence of good and evil. We should not interpret it as dividing humanity into saints (the wheat) and sinners (the weeds), but rather as revealing that good and evil coexist within every human being.
For this reason, the owner of the field does not allow the weeds to be pulled up immediately, because their roots are intertwined with those of the wheat. Only at the end will the weeds be separated and burned—but not in the sense that the good will go to heaven and the wicked to hell. Rather, it means that every person, before entering the Kingdom of Heaven, must be purified of the weeds within. Purgatory will be the place where the wheat within us is finally freed from the weeds that choke it.
This parable, like several others, is often interpreted as the story of a God who punishes sinners and sends them to hell. But such an interpretation contradicts the very heart of the Gospel, according to which God is merciful and sends His Son precisely to save sinners.
Jesus draws near to tax collectors, prostitutes, and sinners. Like a Caravaggio—or better yet, Caravaggio painted like Jesus—He transforms tax collectors into apostles, like Matthew, and prostitutes into saints, like Mary Magdalene.
Would a father or a mother who has a son who is a criminal, addicted to drugs, or even a murderer reject him forever? Would they abandon him precisely when he needs them most? Certainly not. He will always remain their son, and they will do everything they can to save him.
So how can we imagine that God would act differently? God cannot be less compassionate than human beings.
While teaching a university class on prison education, I emphasized the importance of giving inmates the opportunity to study and earn a college degree while in prison because, as many studies have shown, education promotes rehabilitation and greatly reduces the likelihood of reoffending.
At one point, a student said to me, "It's not fair that my parents have to make so many sacrifices to pay for my education while a criminal in prison can study for free at taxpayers' expense."
So I simply asked him, "What if that criminal were you?"
God, precisely because He is our Father, does not desire the death of His children but their salvation. He wants to burn away their weeds, not their wheat; to purify whatever disfigures their lives and allow the beauty He has planted within each one of them to shine.
III.
In conclusion, Caravaggio, through his paintings, reminds us that our entire lives are a struggle between light and shadow.
He is credited with these words:
"I believe there is nothing in darkness, and everything is in the light. I choose the light”.
It is a sentence that could almost serve as a commentary on today's Gospel.
Within each of us, shadow and light coexist. The Lord is not scandalized by our shadows; He simply asks us to keep choosing the light.
Because it is precisely from this struggle between light and shadow that the most beautiful masterpieces are born.
_________
For the texts of my reflections and to access all my social media channels directly through the icons, visit my webpage: eziobono.com
[Português]
SOMBRA E LUZ (Caravaggio)
Comentário ao Evangelho do
XVI Domingo do Tempo Comum (Ano A) (19/07/2026)
Mateus 13,24-43
I.
Um dos meus artistas preferidos é, sem dúvida, Caravaggio. Em Roma, onde vivo, conservam-se muitas das suas obras. Também aqui em Nova Iorque, onde me encontro nestes meses, tive a oportunidade de admirar outras três no Metropolitan Museum of Art.
Este grande pintor era natural da cidade de Caravaggio, na província de Bérgamo, a poucos quilómetros da aldeia onde nasci. No entanto, foi sobretudo em Roma que realizou algumas das suas maiores obras-primas. Hoje, as suas pinturas encontram-se nos mais importantes museus do mundo.
Caravaggio é considerado um dos pais da pintura moderna. Nos seus quadros, os santos têm o rosto das pessoas comuns, dos pobres e dos marginalizados que encontrava pelas ruas. Com o seu pincel, transformava prostitutas em Madonas e pobres cristos em santos.
Mas aquilo que torna as suas obras imediatamente reconhecíveis é, acima de tudo, o contraste entre a luz e a sombra. A luz irrompe de forma inesperada sobre as personagens e parece representar a graça de Deus que alcança homens e mulheres marcados pelo pecado e pela fragilidade humana. Talvez porque também a sua própria vida foi uma luta constante entre a grandeza e a miséria, entre a santidade e o pecado.
Para sua felicidade — e também para a nossa — Caravaggio encontrou pessoas, como o Cardeal Del Monte e a marquesa Costanza Colonna, que souberam reconhecer o génio escondido por detrás das suas quedas, sem o identificar com os seus pecados, e o protegeram. Caso contrário, provavelmente muitas das suas obras-primas nunca teriam existido.
II.
A parábola deste domingo fala-nos precisamente da convivência entre o bem e o mal. Não devemos interpretá-la como uma divisão da humanidade entre santos (o trigo) e pecadores (o joio), mas como a presença, em cada pessoa, do bem e do mal.
É por isso que o dono do campo não permite que o joio seja arrancado imediatamente, porque as suas raízes estão entrelaçadas com as do trigo. Só no fim o joio será separado e queimado, mas não no sentido de que os bons irão para o céu e os maus para o inferno. Antes, significa que cada pessoa, antes de entrar no Reino dos Céus, terá de ser purificada do seu próprio joio. O purgatório será o lugar onde o trigo que existe em nós será finalmente libertado do joio que o sufoca.
Esta parábola, juntamente com outras, é frequentemente interpretada como a história de um Deus que castiga os pecadores e os manda para o inferno. Mas uma interpretação assim contradiz o próprio coração do Evangelho, segundo o qual Deus é misericordioso e envia o seu Filho precisamente para salvar os pecadores.
Jesus aproxima-se dos publicanos, das prostitutas e dos pecadores e, como um Caravaggio (ou melhor, Caravaggio como Jesus), transforma publicanos em apóstolos, como Mateus, e prostitutas em santas, como Maria Madalena.
Um pai ou uma mãe que têm um filho delinquente, dependente da droga ou até assassino, irão renegá-lo para sempre? Irão abandoná-lo precisamente quando ele mais precisa deles? Claro que não. Continuará sempre a ser seu filho, e farão tudo o que estiver ao seu alcance para o salvar.
Então, como podemos pensar que Deus agiria de forma diferente? Deus não pode ser menos humano do que os próprios seres humanos.
Enquanto dava uma aula na universidade sobre educação nas prisões, insistia na importância de permitir que os reclusos estudem e obtenham um diploma universitário, porque, como demonstram numerosas investigações, isso favorece a sua reinserção e reduz significativamente o risco de voltarem a delinquir.
A certa altura, um estudante disse-me:
— «Não é justo que os meus pais tenham de fazer tantos sacrifícios para pagar os meus estudos, enquanto um criminoso na prisão pode estudar gratuitamente, às custas dos contribuintes.»
Então perguntei-lhe simplesmente:
— «E se esse criminoso fosses tu?»
Deus, precisamente porque é Pai, não quer a morte dos seus filhos, mas a sua salvação. Ele quer queimar o joio, não o trigo; purificar aquilo que desfigura a vida de cada pessoa e fazer resplandecer a beleza que semeou em cada um de nós.
III.
Para concluir, Caravaggio, através das suas pinturas, recorda-nos que toda a nossa vida é uma luta entre a luz e a sombra.
Atribui-se-lhe esta frase:
«Penso que não existe nada nas trevas e que tudo está na luz. Escolho a luz».
É uma frase que poderia quase servir de comentário ao Evangelho de hoje.
Também dentro de cada um de nós convivem a sombra e a luz. O Senhor não se escandaliza com as nossas sombras; pede-nos apenas que continuemos a escolher a luz.
Porque é precisamente desta luta entre a luz e a sombra que nascem as mais belas obras-primas.
_________
Para ler os textos das minhas reflexões e aceder diretamente, através dos ícones, a todas as minhas redes sociais, visite a minha página web: eziobono.com