POCO CON DIO È MOLTO [in Italiano, English, Português]
- P. Ezio Lorenzo Bono, CSF

- 11 minuti fa
- Tempo di lettura: 8 min

Commento al Vangelo della
XVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (02/08/2026)
Vangelo: Mt 14,13-21
I.
Qui a New York c'è il maggior numero di miliardari del mondo. Si percepisce che tutto trasuda ricchezza, denaro, competizione. Ci sono appartamenti nei grandi grattacieli che arrivano a costare fino a 60 milioni di dollari. Eppure, nella stessa New York si contano oltre centomila persone senza dimora (homeless). Molti di quelli che incontriamo per strada soffrono di gravi disturbi psichici. Spesso non riescono ad accedere alle cure di cui avrebbero bisogno, perché il sistema sanitario è estremamente costoso e, senza una buona assicurazione, ricevere un'assistenza continuativa diventa quasi impossibile.
II.
Questa mentalità capitalista, o meglio "egolatrica" (cioè di idolatria dell'io), non è una novità del nostro tempo, ma è molto antica. Anche il Vangelo di questa domenica accenna a questa mentalità. Di fronte a una folla affamata, l'unica soluzione trovata dai discepoli è quella di mandarli tutti via, perché vadano nei villaggi vicini a comprarsi da mangiare. In altre parole, la soluzione che propongono è: "Ognuno si arrangi”. Chi ha i soldi potrà comprarsi da mangiare; e chi non li ha? Si arrangi. E non bastano nemmeno i soldi, perché nei piccoli villaggi attorno al deserto non c'è cibo per tutti. Allora, oltre ai soldi, ci vuole anche la forza per correre, arrivare prima degli altri e accaparrarsi il cibo prima che finisca. Anche i discepoli, in quel momento, ragionano secondo la logica del mondo: chi ha i soldi o chi è più forte vince, ce la fa; gli altri si arrangino. Chi ha i soldi può permettersi una bella vita, una buona salute, un'istruzione nelle migliori scuole e università del mondo; chi non li ha si accontenti.
Gesù però capovolge completamente questa logica e dice agli apostoli di provvedere loro stessi il cibo per tutta quella gente. Non permette loro di sottrarsi alla responsabilità: "Date voi stessi da mangiare”. La logica di Gesù non è quella dell'"ognuno si arrangi", né quella del "vince il più forte". È la logica del "bene per tutti", perché tutti hanno diritto a una vita dignitosa, a un'alimentazione sana, a cure adeguate e a un'istruzione che permetta di sviluppare pienamente i propri talenti. I discepoli trovano appena cinque pani e due pesci e Gesù parte proprio da qui, dalla pochezza, per fare grandi cose. Gesù non aspetta che abbiamo molto; aspetta soltanto che condividiamo quel poco che abbiamo. Quei pochi pani e quei due pesci potevano restare nelle mani del loro proprietario, come spesso fanno i ricchi del mondo. Invece vengono messi a disposizione di tutti.
I beni della terra, infatti, sono destinati a tutti. Per questo anche ciò che possediamo, pur essendo poco, deve essere condiviso.
C'è un proverbio che ho sentito ripetere molte volte quando vivevo in Africa e che mi ha sempre colpito: "Poco con Dio è molto". Rimanevo sempre ammirato nel vedere come ciascuno, pur nella sua povertà, trovasse il modo di aiutare gli altri, mettendo a disposizione quel poco che possedeva.
Ogni volta che celebriamo l'Eucaristia, Gesù continua a prendere il poco che siamo e che abbiamo, lo benedice, lo spezza e lo trasforma in un dono capace di saziare la fame del mondo.
III.In conclusione
Ciascuno di noi deve allora chiedersi: io che cosa faccio per venire incontro alle necessità e alle sofferenze degli altri? Dobbiamo aprirci alla solidarietà e considerare l'altro come un fratello e non come un nemico o un incomodo da evitare. Altrimenti cercheremo sempre di scrollarcelo di dosso: sia che si tratti del povero che ci chiede aiuto per strada, dell'immigrato che non vogliamo accogliere nei nostri Paesi, oppure di un essere umano che bussa alla porta della vita e viene soppresso prima ancora di poter vedere la luce.
"Tutto è connesso", ci ricordava continuamente Papa Francesco.
Ognuno deve fare la propria parte: non ci sono scuse. Quello che fai nella tua povertà, anche se è soltanto una goccia nel mare, forse non cambierà il mondo intero, ma cambierà certamente il mondo di qualcuno. E, alla fine, cambierà anche il tuo.
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[English]
LITTLE WITH GOD IS MUCH
Reflection on the Gospel for
Eighteenth Sunday in Ordinary Time (Year A)Matthew 14:13–21
I.
Here in New York, there are more billionaires than in any other city in the world. You can almost feel that everything revolves around wealth, money, and competition. Some apartments in the city's luxury skyscrapers sell for as much as 60 million dollars.
And yet, in this very same city, more than 100,000 people are homeless. Many of those we meet on the streets suffer from serious mental illness. They often cannot receive the care they need because the healthcare system is extremely expensive, and without good insurance, ongoing medical treatment becomes almost impossible.
II.
This capitalist mentality—or perhaps we should call it an "egocentric" mentality, an idolatry of the self—is nothing new. It has existed for a very long time.
Today's Gospel hints at the same way of thinking. Faced with a hungry crowd, the disciples come up with only one solution: send everyone away so they can buy food in the nearby villages.
In other words, their solution is simple: "Everyone is on their own."
Those who have money can buy food. But what about those who don't? They're on their own.
And money alone isn't enough. The small villages surrounding the desert don't have enough food for everyone. So, besides having money, people would also need the strength to run faster than everyone else and grab whatever food is left before it runs out.
At that moment, even the disciples are thinking according to the logic of the world: those who are wealthy or strong succeed; everyone else must fend for themselves. Those with money can afford a comfortable life, good healthcare, and an education at the best schools and universities. Those without it simply have to make do.
But Jesus completely overturns that way of thinking. He tells the disciples to provide food for the people themselves. He refuses to let them walk away from their responsibility:
"You give them something to eat."
Jesus' way is not the way of "every person for themselves" or "survival of the fittest." His way is the way of the common good, because every person has the right to live with dignity, to have healthy food, proper healthcare, and an education that allows them to develop the gifts God has given them.
The disciples find only five loaves and two fish, and Jesus begins precisely there—with what seems completely inadequate—to accomplish something extraordinary.
Jesus doesn't wait until we have a lot. He simply asks us to share the little we have.
Those few loaves and fish could have remained in the hands of their owner, as so often happens with the wealth of this world. Instead, they are placed at the service of everyone.
The goods of this earth are meant for all. That is why, even if we possess only a little, we are called to share it.
There is an African proverb that I heard many times while living in Mozambique, and it has always stayed with me:
"Little with God is much."
I was always amazed to see how people, despite their poverty, found ways to help one another by sharing the little they had.
Every time we celebrate the Eucharist, Jesus continues to take the little that we are and the little that we have. He blesses it, breaks it, and transforms it into a gift capable of satisfying the deepest hunger of the world.
III. Conclusion
Each of us must ask ourselves:
What am I doing to respond to the needs and suffering of others?
We are called to embrace solidarity and to see others as brothers and sisters, not as enemies or burdens to be avoided. Otherwise, we will always try to push them away—whether it is the poor person asking for help on the street, the immigrant we refuse to welcome into our country, or the unborn child whose life is ended before ever seeing the light of day.
"Everything is connected," Pope Francis constantly reminded us.
Each of us has a part to play. There are no excuses.
What you do in your own poverty—even if it seems no more than a drop in the ocean—may not change the whole world.
But it will certainly change someone's world. And, in the end, it will change yours as well.
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[Português]
POUCO COM DEUS É MUITO
Comentário ao Evangelho do
XVIII Domingo do Tempo Comum (Ano A)Mateus 14,13-21
I.
Aqui em Nova Iorque encontra-se o maior número de bilionários do mundo. Percebe-se que tudo parece girar em torno da riqueza, do dinheiro e da competição. Há apartamentos nos grandes arranha-céus que chegam a custar 60 milhões de dólares.
E, no entanto, nesta mesma cidade existem mais de cem mil pessoas sem-abrigo. Muitas das pessoas que encontramos nas ruas sofrem de graves perturbações mentais. Frequentemente não conseguem ter acesso aos cuidados de saúde de que necessitam, porque o sistema de saúde é extremamente caro e, sem um bom seguro, torna-se quase impossível receber um acompanhamento médico adequado.
II.
Esta mentalidade capitalista, ou melhor, "egolátrica" (a idolatria do próprio eu), não é uma novidade dos nossos dias. Ela existe desde há muito tempo.
O Evangelho deste domingo apresenta-nos precisamente esta mesma maneira de pensar. Diante de uma multidão faminta, a única solução encontrada pelos discípulos é mandar toda a gente embora, para que vá às aldeias vizinhas comprar alguma coisa para comer.
Em outras palavras, a proposta deles é simples:
"Cada um que se desenrasque."
Quem tem dinheiro poderá comprar comida. E quem não tem? Que se desenrasque.
E nem sequer basta ter dinheiro, porque as pequenas aldeias à volta do deserto não têm alimento suficiente para todos. Portanto, além do dinheiro, é preciso ainda ser mais rápido e mais forte do que os outros para chegar primeiro e conseguir comida antes que ela acabe.
Naquele momento, também os discípulos raciocinam segundo a lógica do mundo: quem tem dinheiro ou quem é mais forte vence; os outros que se desenrasquem. Quem possui recursos pode garantir uma vida confortável, acesso a bons cuidados de saúde e às melhores escolas e universidades. Quem não os tem, que se contente com o pouco que possui.
Mas Jesus inverte completamente esta lógica. Diz aos discípulos que sejam eles próprios a alimentar aquela multidão. Não lhes permite fugir à responsabilidade:
"Dai-lhes vós mesmos de comer."
A lógica de Jesus não é a do "cada um por si", nem a do "vence o mais forte".
É a lógica do bem de todos, porque todas as pessoas têm direito a uma vida digna, a uma alimentação saudável, a cuidados de saúde adequados e a uma educação que lhes permita desenvolver plenamente os dons que Deus lhes concedeu.
Os discípulos encontram apenas cinco pães e dois peixes, e Jesus começa exatamente por aí: pela pobreza dos meios, para realizar algo extraordinário.
Jesus não espera que tenhamos muito. Espera apenas que partilhemos o pouco que temos.
Aqueles poucos pães e peixes poderiam ter permanecido nas mãos do seu proprietário, como tantas vezes acontece com as riquezas deste mundo. Em vez disso, são colocados ao serviço de todos.
Os bens da terra destinam-se a todos. Por isso, mesmo aquilo que possuímos em pequena quantidade deve ser colocado em comum e partilhado.
Há um provérbio africano que ouvi muitas vezes quando vivi em Moçambique e que nunca mais esqueci:
"Pouco com Deus é muito."
Ficava sempre admirado ao ver como cada pessoa, apesar da sua pobreza, encontrava maneira de ajudar os outros, partilhando o pouco que possuía.
Sempre que celebramos a Eucaristia, Jesus continua a tomar o pouco que somos e o pouco que temos, abençoa-o, parte-o e transforma-o num dom capaz de saciar a fome mais profunda da humanidade.
III.
Conclusão
Cada um de nós deve perguntar-se:
O que faço eu para responder às necessidades e aos sofrimentos dos outros?
Somos chamados a abrir-nos à solidariedade e a olhar para o outro como um irmão e não como um inimigo ou um incómodo de quem nos queremos livrar.
Caso contrário, procuraremos sempre afastá-lo da nossa vida: seja o pobre que nos pede ajuda na rua, o migrante que recusamos acolher no nosso país ou o ser humano que bate à porta da vida e é eliminado antes mesmo de poder ver a luz do dia.
"Tudo está interligado", recordava-nos continuamente o Papa Francisco.
Cada um deve fazer a sua parte. Não há desculpas.
Aquilo que fazes na tua pobreza, mesmo que pareça apenas uma gota no oceano, talvez não mude o mundo inteiro.
Mas mudará certamente o mundo de alguém. E, no fim, mudará também o teu.
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