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UNA VOCE. NON LA PAROLA


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CAMMINO DI NATALE 2025/6

Commento al Vangelo del

2 Gennaio (02/01/2026)

Vangelo: Gv 1,19-28 

I. Quando chiesero a Giovanni «Chi sei tu?», non era perché non sapevano chi fosse, ma volevano sapere chi fosse veramente. Una domanda che raggiunge ogni essere umano: chi sei veramente? E questa domanda sprona ciascuno di noi a denudare la verità su se stesso, a non fingere, a non mostrarsi diverso da quello che si è. Generalmente è la domanda che emerge nei momenti di crisi, di passaggio, di verità. Giovanni non la elude. Anzi, accetta di attraversarla fino in fondo. Il Vangelo dice che confessò e non negò: come se questa domanda costringesse a smettere di recitare, a deporre le maschere, a dire la verità su di sé.

II. La risposta di Giovanni è sorprendente: non risponde subito alla domanda dicendo chi è, ma chi non è. «Io non sono il Cristo. Non sono Elia. Non sono il profeta». Giovanni sa che il suo valore non sta nel prendere il posto di un altro, ma nel rimanere fedele alla propria missione. «Io sono voce»: non la Parola, ma la voce che la annuncia. Non è la luce, ma colui che indica la luce. Avrebbe potuto sfruttare l'onda a suo favore che lo vedeva come un grande leader, profeta e qualcuno lo considerava anche il Messia, ma lui chiarisce subito. Ai suoi discepoli indicherà l'Agnello di Dio, ben sapendo che da quel momento avrebbero smesso di seguire lui e sarebbero andati dietro a Gesù.

III. Il punto più forte arriva alla fine. Giovanni dice che il Messia è già presente, ma non riconosciuto. «In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete». Giovanni non trattiene nulla per sé: tutta la sua vita è un dito puntato verso un Altro. Anche oggi il rischio non è che Cristo non ci sia, ma che non venga riconosciuto. Giovanni insegna che l'identità autentica non consiste nel mettersi al centro, ma nel lasciare spazio. Non nel farsi notare, ma nel rendere visibile Qualcuno. Sprona ciascuno di noi a metterci a servizio del Cristo e non mettere le persone al nostro servizio.

E quindi, se chiedessero a te «Chi sei tu?», parleresti di te, o di Colui per il quale esisti?

 
 
 

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